ahmad vahidi

LA GUERRA FARÀ DIVENTARE IL REGIME IRANIANO ANCORA PIÙ ESTREMISTA: TRUMP SE NE FACCIA UNA RAGIONE – IL VERO UOMO FORTE A TEHERAN NON È MOJTABA KHAMENEI, NÉ MOHAMMED GHALIBAF, CHE SI SBRACCIA PER FARSI NOTARE E NEGOZIA CON GLI AMERICANI – IL RUOLO DECISIVO È QUELLO DI AHMAD VAHIDI, IL NUOVO COMANDANTE IN CAPO DEI PASDARAN, OLTRANZISTA, FANATICO E FEDELISSIMO DI KHAMENEI SENIOR, CHE GLI AVEVA AFFIDATO I PIANI PER UNA MILITARIZZAZIONE TOTALE DEL PAESE – LA LUNGA ESPERIENZA DI TERRORE DI VAHIDI: SOTTO IL SUO COMANDO, I PASDARAN ORCHESTRARONO L’ATTENTATO DI BUENOS AIRES, NEL 1994 (85 MORTI), QUELLO ALLE  KHOBAR TOWERS IN ARABIA SAUDITA NEL 1996, E INVIÒ SEGRETAMENTE OPERATIVI IN EUROPA PER ADDESTRARE MUJAHEDDIN ISLAMISTI, INCLUSI MEMBRI DI AL-QAEDA, DURANTE LA GUERRA IN BOSNIA….

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Traduzione di un estratto dell’articolo di Kasra Aarabi e Saeid Golkar per https://www.telegraph.co.uk/

 

Ahmad Vahidi

Si è creato un vuoto di potere nel regime iraniano, e chi sta davvero prendendo le decisioni? Con il conflitto entrato nella sua quarta settimana, queste domande stanno plasmando la politica e la strategia militare occidentali. La risposta spiega perché fermare prematuramente la guerra produrrebbe quasi certamente un regime molto più estremista.

 

Nell’ultimo mese, Stati Uniti e Israele hanno eliminato i più alti funzionari della Repubblica islamica, incluso la guida suprema Ali Khamenei. Anche Mojtaba, figlio di Ali Khamenei, che ha formalmente succeduto al padre come guida suprema, è stato preso di mira, ma sarebbe sopravvissuto […]. Tuttavia, la sua totale assenza dalla scena pubblica […]  ha portato molti a ritenere che il nuovo leader sia gravemente ferito e fuori dal processo decisionale, almeno per ora.

 

ARGENTINA - ATTENTATO CONTRO IL CENTRO EBRAICO DI BUENOS AIRES

Nonostante le perdite significative, resta un alto grado di coordinamento tra burocrazia governativa, apparato militare e intelligence, i tre pilastri fondamentali della Repubblica islamica. In questo contesto, e alla luce delle notizie secondo cui Washington starebbe negoziando con il “vero decisore” del regime, nei circoli politici occidentali si è fatta strada l’idea che a Teheran sia emerso un nuovo uomo forte.

 

L’attenzione si è concentrata sul candidato più ovvio: Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e veterano delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), l’esercito ideologico del regime.

 

ahmad vahidi

Ma in Iran la risposta più evidente raramente è quella giusta. Mentre l’egocentrico Ghalibaf ha cercato i riflettori, una figura molto più potente potrebbe muovere i fili nell’ombra: Ahmad Vahidi, il nuovo comandante in capo dell’IRGC e fedele assoluto di Khamenei.

 

A differenza di Ghalibaf, Vahidi è rimasto nell’ombra dall’inizio della guerra. Non è un caso: la nostra analisi suggerisce che stia operando come ingranaggio chiave nella catena di comando del regime e che la sua sopravvivenza sia essenziale per la continuità del sistema.

 

meme su mojtaba khamenei

Già prima del conflitto, Ali Khamenei gli aveva affidato il compito di elaborare piani per una ulteriore militarizzazione del regime. Se sopravviverà alla guerra e il sistema reggerà, potrà finalmente attuare questa visione, destinata a produrre una Repubblica islamica molto più radicale ed estremista.

 

Vahidi dispone di un’esperienza e di un’influenza senza pari nell’apparato militare, nell’intelligence e nella burocrazia del regime. La sua carriera è iniziata negli anni Ottanta nell’Ufficio Intelligence dell’IRGC, composto dagli operatori più ideologicamente fedeli. In qualità di vice responsabile dell’intelligence, fu scelto per far parte di un gruppo ristretto che accompagnò Khamenei in Corea del Nord, in un viaggio volto ad acquisire tecnologia missilistica e nucleare.

 

Durante la guerra Iran-Iraq (1980-1988), Vahidi fu anche tra i membri originari del Quartier Generale Ramadan, un’unità dell’IRGC creata per formare gruppi terroristici islamisti a livello globale e supervisionata dallo stesso Khamenei.

 

Ahmad Vahidi

Dopo essere diventato guida suprema nel 1989, Khamenei istituì la famigerata Forza Quds, il braccio operativo esterno dell’IRGC, nominando Vahidi come primo comandante. Fu una prova della sua lealtà. In quel ruolo, Vahidi dimostrò una visione dell’esportazione del terrorismo ancora più globale rispetto al suo noto successore Qasem Soleimani.

 

Sotto il suo comando, l’IRGC orchestrò l’attentato contro un centro culturale ebraico in Argentina nel 1994, l’attacco alle Khobar Towers in Arabia Saudita nel 1996, e inviò segretamente operativi in Europa per addestrare mujaheddin islamisti, inclusi membri di al-Qaeda, durante la guerra in Bosnia. Questo curriculum gli valse l’inserimento nella lista dei ricercati dell’Interpol nel 2007.

 

mohammad baqer ghalibaf 2

Le porte del governo si aprirono per Vahidi quando Mahmoud Ahmadinejad, vicino all’IRGC, divenne presidente nel 2005. Come vice ministro della Difesa e poi ministro, fu determinante nell’espansione dei programmi missilistici balistici e nucleari iraniani, probabilmente con l’assistenza dei suoi contatti nordcoreani.

 

Espanse inoltre la presenza della Repubblica islamica in America Latina, in particolare in Venezuela. I suoi stretti legami con la Forza Quds e Hezbollah lo rendevano il candidato ideale per guidare il coinvolgimento iraniano nel traffico di stupefacenti. […]

 

[…]

 

Ma il ruolo più decisivo ricoperto da Vahidi è rimasto quasi sconosciuto al mondo esterno fino a oggi. Nel 2018 è stato nominato capo della “Supreme National Defense University” iraniana, con l’incarico di elaborare un piano per la completa militarizzazione della teocrazia islamica.

 

ahmad vahidi con mahmoud ahmadinejad

Lo ha fatto fondando la Shahid Beheshti School of Governance, la prima e unica istituzione del genere in Iran aperta esclusivamente a personale militare. L’obiettivo era garantire che la futura élite politica e decisionale della Repubblica islamica provenisse dall’esercito e fosse formata sotto la supervisione dei vertici dell’IRGC, e non solo del clero.

 

Vahidi potrebbe ora essere finalmente nella posizione di attuare questo progetto. Ciò non significa che l’IRGC stia sottraendo il potere ai religiosi. Piuttosto, rappresenterebbe il loro braccio armato, plasmato dalla stessa formazione ideologica e fedele allo stesso sistema.

 

Ciò che Vahidi incarna non è la fine della teocrazia, ma la sua ulteriore militarizzazione: un passaggio da una tutela clericale a un sistema in cui il potere religioso è sempre più imposto, gestito e mantenuto da uomini in uniforme.

 

meme su mojtaba khamenei

Lungi dal minare Mojtaba, Vahidi appare come una delle figure meglio posizionate per garantire la sua leadership in tempo di guerra. A differenza di Ghalibaf, gravato da un passato politico e da numerosi rivali, Vahidi gode di maggiore credibilità all’interno dell’IRGC e di un più ampio consenso nell’apparato di sicurezza. Questo lo rende molto più rilevante di quanto suggerisca il dibattito pubblico: non è soltanto un comandante, ma forse colui che tiene insieme il sistema mentre altri cercano volti visibili a Teheran.

 

Per questo fermare la guerra ora sarebbe un errore grave. I costi a breve termine del proseguimento del conflitto sono reali, ma il prezzo a lungo termine di permettere a questo regime di sopravvivere nella sua forma attuale potrebbe essere molto più alto. Un sistema guidato da Mojtaba Khamenei e Ahmad Vahidi non diventerebbe più prudente o pragmatico; al contrario, diventerebbe più duro, più militarizzato e più pericoloso. Assomiglierebbe a una Corea del Nord islamista. La vera domanda, quindi, non è più se la Repubblica islamica possa sopravvivere alla guerra, ma quale tipo di regime resterà se ciò accadrà — ed è questo che dovrebbe preoccupare tutti.

ahmad vahidi 2chi è rimasto e chi è stato ucciso al vertice del regime iraniano BASHAR AL ASSAD CON ahmad vahidi attentato all'amia di buenos aires del 1994 attentato all'amia di buenos aires del 1994 attentato all'amia di buenos aires del 1994 ARGENTINA - ATTENTATO CONTRO IL CENTRO EBRAICO DI BUENOS AIRESARGENTINA - ATTENTATO CONTRO IL CENTRO EBRAICO DI BUENOS AIRES