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HARD GROK! – IL PROGRAMMA DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI “X”, IL SOCIAL DI ELON MUSK, CONTINUA A CREARE IMMAGINI SESSUALMENTE ESPLICITE – NONOSTANTE L’AZIENDA ABBIA LIMITATO LA CAPACITÀ DI “SVESTIRE” DONNE E MINORI, IL “BOT” È ANCORA IN GRADO DI SPOGLIARE I SOGGETTI MASCHILI - SECONDO UN'ANALISI DELLA NO-PROFIT BRITANNICA “CENTER FOR COUNTERING DIGITAL HATE”, DAL 29 DICEMBRE 2025 AL 9 GENNAIO 2026, SU GROK SONO STATE PRODOTTE O MODIFICATE 3 MILIONI DI IMMAGINI A LUCI ROSSE. DI QUESTE, 23.000 HANNO COME SOGGETTO I MINORI…
donne in bikini immagini generate da grok 7
(ANSA) - Continuano i problemi per Grok, il chatbot del social X. Nonostante xAi, l'azienda di Elon Musk che sviluppa l'intelligenza artificiale e gestisce l'ex Twitter, abbia affermato di aver limitato la generazione di immagini sessualmente esplicite a partire da foto reali, un test di The Verge mostra che l'IA può ancora svestire i soggetti maschili.
Il giornalista Robert Hart è riuscito a spogliare alcune sue foto tramite il chatbot. "Grok ha prontamente generato immagini di me in abiti fetish", scrive su The Verge, "e in una serie di posizioni sessuali provocanti in vari stati di nudità. Come se non bastasse, ha creato un compagno praticamente nudo con cui interagire in modi suggestivi, se non del tutto espliciti".
Per l'esperimento, Hart ha usato la versione gratuita di Grok sia sul social X che tramite il sito web dedicato (grok.com), senza la necessità di un account. Secondo un'analisi dell'organizzazione britannica no-profit Center for Countering Digital Hate, dal 29 dicembre 2025 al 9 gennaio 2026, su Grok sono state prodotte o modificate 3 milioni di immagini ritraenti persone reali in scene sessualmente esplicite e non consensuali. Di queste, 23.000 hanno come soggetto i minori.
donne in bikini immagini generate da grok 8
Il 9 gennaio, xAi ha limitato la possibilità di spogliare persone reali con Grok agli abbonati a X. Cinque giorni dopo, il 14 gennaio, il limite è stato esteso a tutti, a seguito delle proteste di governi e istituzioni mondiali. A fine gennaio, l'Unione Europea ha avviato un'indagine sui deepfake generati dal chatbot. "Gran parte dell'indignazione pubblica si è comprensibilmente concentrata su donne e bambini", conclude Hart, "ma è ancora possibile aggirare molte restrizioni con formulazioni diverse o creative".
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