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“UNA VOLTA UN DETENUTO MI HA DATO UN PUGNO IN FACCIA, C’ERA SANGUE DAPPERTUTTO. NON VOGLIO MORIRE QUI DENTRO” – HARVEY WEINSTEIN, L’EX RE DI HOLLYWOOD IN CARCERE PER UNA LUNGA LISTA DI CRIMINI SESSUALI, FRIGNA DA DIETRO LE SBARRE: “VIVO NELLA MIA CELLA 23 ORE AL GIORNO, NON HO ALCUN CONTATTO CON ALTRI ESSERI UMANI. UNA VOLTA OGNI TRE ORE HO CIRCA 18 MINUTI A DISPOSIZIONE PER TELEFONARE. È LA MIA ANCORA DI SALVEZZA. PARLO CON ALCUNI AMICI E I MIEI FIGLI. I PIÙ PICCOLI MI CREDONO, ALTRI DUE NON MI PARLANO DA SEI ANNI. LE DENUNCE? MOLTE DELLE ACCUSATRICI LO HANNO FATTO PER SOLDI, UNA DONNA HA RICEVUTO DA ME TRE MILIONI DI DOLLARI...”
Estratto dell’articolo di Marco Bruna per il “Corriere della Sera”
«E così ci incontriamo ancora». Harvey Weinstein, il magnate del cinema caduto in disgrazia, condannato per crimini sessuali, accoglie il condirettore di Hollywood Reporter , vecchia conoscenza, in una stanza di solito adibita per le riunioni nel carcere di Rikers Island, a New York. Il contrasto tra quell’uomo un tempo tracotante e l’uomo che si presenta agli occhi di Maer Roshan è impietoso: «Harvey si è materializzato silenziosamente, accasciato su una sedia a rotelle portata da un agente penitenziario dall’aria annoiata. È molto più magro e più pallido di come lo ricordavo. La tuta gialla della prigione si confonde con la stanza dipinta di giallo».
A fine gennaio, l’ Hollywood Reporter è entrato a Rikers Island, dove Weinstein è rinchiuso, per la prima intervista «faccia a faccia» da quando si trova in carcere [...]
Roshan aveva un’ora a disposizione, guardato a vista dagli agenti e da Juda Engelmayer, la persona che si occupa delle ormai pochissime relazioni col pubblico di Weinstein. Harvey vive confinato nell’unità medica della prigione: ha un cancro al midollo osseo, il diabete ed è stato operato al cuore. «Vivo nella mia cella 23 ore al giorno, non ho alcun contatto con altri esseri umani». Ma, soprattutto, Weinstein si considera una vittima: «Ho detto ai miei figli più piccoli che sono innocente. Loro mi credono».
harvey weinstein intervistato da candace owens
«Una volta, mentre aspettavo di poter usare il telefono, ho chiesto al tizio davanti a me se avesse finito. Lui ha staccato la cornetta dall’orecchio e mi ha dato un pugno in faccia. Sono caduto a terra, c’era sangue dappertutto. I poliziotti mi hanno chiesto chi fosse stato, ma non potevo dirlo.
Non puoi essere una spia. È la legge della giungla», confessa Weinstein parlando della prigionia. «Una volta ogni tre ore ho circa 16-18 minuti a disposizione per telefonare. È la mia ancora di salvezza. Ogni giorno parlo con mia figlia maggiore, che ha 30 anni, e con i miei figli di 12 e 15 anni. Gli altri due non mi parlano da sei anni. Sento anche i miei avvocati e alcuni amici. È l’unica cosa che mi mantiene sano di mente».
Harvey Weinstein jeffrey epstein e ghislaine maxwell al royal lodge del principe andrea
[...] «Questo non è un posto per amanti di Shakespeare in Love ». Ha paura di morire lì dentro: «Sarebbe una fine spietata. È incredibile aver passato una vita come la mia, aver contribuito in questo modo alla società e non ricevere alcun tipo di clemenza. Compirò 74 anni a marzo. E so che non voglio morire qui».
A questo punto arriva la domanda più attesa, quella sul finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, morto suicida in un carcere di New York nel 2019.
«Non lo conoscevo. Forse l’ho incontrato una o due volte. Non frequentava la mia cerchia. I crimini di cui è accusato sono orribili. Non c’entrano niente con i miei», afferma.
Quando gli viene chiesto di commentare la sua condanna, rispolvera la tracotanza di un tempo e dice che «molte delle accusatrici lo hanno fatto per soldi, una donna ha ricevuto da me tre milioni di dollari». Quando gli viene chiesto se si sia mai scusato con una delle donne, corregge il tiro: «Mi dispiace. Non avrei dovuto essere con loro. Le ho ingannate».
HARVEY WEINSTEIN
harvey weinstein
harvey weinstein intervistato da candace owens
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