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I BISTECCHIERI D’ITALIA FINISCONO ALLA BRACE – LA GUARDIA DI FINANZA HA ACQUISITO DECINE DI DOCUMENTI SUI PASSAGGI SOCIETARI DEL RISTORANTE “BISTECCHERIA D’ITALIA”, DI CUI FACEVANO PARTE, INSIEME ALLA FIGLIA DEL PRESTANOME DEL CLAN SENESE, MAURO CAROCCIA, L’EX SOTTOSEGRETARIO DEMASTRO E UN GRUPPO DI ESPONENTI DI FDI IN PIEMONTE – COME HA FATTO LA 18ENNE MIRIAM CAROCCIA A DIVENTARE TITOLARE PRIMA DEL 50% DELLE QUOTE E POI DEL 100%? CHI HA REALMENTE GESTITO L'OPERAZIONE? CHI HA MESSO I SOLDI? – LE INDAGINI CHIARIRANNO L’EVENTUALE “CONTINUITÀ” TRA LE VECCHIE ATTIVITÀ RICONDUCIBILI A CAROCCIA E AL CLAN SENESE E IL NUOVO LOCALE: DELMASTRO, ERA CLIENTE ABITUALE DEI LOCALI DEL “BAFFO”, POI CONFISCATI PER MAFIA…

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Estratto dell’articolo di Andrea Ossino e Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

andrea delmastro mauro caroccia

L'inchiesta sulla Bisteccheria d'Italia è diventata l'indagine sui soci della Bisteccheria d'Italia. E dunque sull'ex sottosegretario Andrea Delmastro e su un pezzo rilevante di Fratelli d'Italia in Piemonte.

 

La Guardia di finanza ha acquisito, e lo farà ancora nei prossimi giorni, decine di documenti: le visure camerali che documentano i passaggi societari, certo. Ma anche i bonifici, estratti conto, fatture, contratti della Bisteccheria d'Italia. [...]

 

post su instagram di mauro caroccia dal ristorante bisteccheria d'italia

L'obiettivo è verificare la versione fornita da Delmastro: non sapere che il padre della sua socia fosse il prestanome del clan Senese. Una versione che, agli atti, presenta più di una crepa. Se infatti venisse fuori la prova che Delmastro sapesse, anche lui e gli altri soci di Biella finirebbero nell'indagine aperta per riciclaggio e intestazione fittizia.

 

[...]  Il nodo è la continuità. Tra le vecchie attività riconducibili a Mauro Caroccia e la nuova avventura della Bisteccheria d'Italia. «Il nome? Una lunga storia…», diceva lui stesso in un video promozionale. Una frase che oggi assume un peso diverso.

 

Gli elementi che spingono gli investigatori a guardare in questa direzione sono diversi. Il primo riguarda le frequentazioni: Delmastro, come documentano fotografie pubblicate sui social, era cliente abituale dei locali del "Baffo", poi sequestrati e confiscati per mafia.

 

Il secondo è di natura contabile: emergono movimenti societari che suggeriscono una continuità tra le esperienze precedenti e quella attuale. Il terzo è il più delicato: la consapevolezza.

 

Miriam Caroccia

Perché la fotografia iniziale della società racconta molto più delle versioni successive. Al momento della costituzione, la diciottenne Miriam Caroccia ottiene il 50 per cento delle quote e diventa amministratrice unica.

 

L'altro 50 per cento è distribuito tra esponenti di Fratelli d'Italia e figure a loro vicine: Delmastro con il 25 per cento, l'ex vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino con il 5, l'assessore di Biella Cristiano Franceschini con il 5, il consigliere regionale Davide Eugenio Zappalà con un altro 5 e l'imprenditrice Donatella Pelle: 10 per cento.

 

ELENA CHIORINO E ANDREA DELMASTRO AL RISTORANTE BAFFO DI MAURO CAROCCIA NEL 2023

Una composizione che gli investigatori leggono non solo come un'operazione imprenditoriale, ma come una costruzione consapevole. C'è un dato che viene considerato difficilmente aggirabile: Mauro Caroccia non poteva comparire formalmente. E infatti non compare.

 

La scena è quella dello studio notarile di Biella: dentro i soci, fuori – emerge – il padre. Non è negli atti, ma è dentro la storia. Non firma, ma c'è. È su questo punto che l'indagine cambia passo. Perché se la titolarità formale è della giovane Miriam, resta da chiarire chi abbia realmente gestito l'operazione. Chi ha deciso, chi ha trattato, chi ha messo i soldi. E soprattutto: con quali risorse.

 

Anche la versione fornita dalla ragazza – che sostiene di non aver pagato nulla in contanti per l'acquisto delle quote – sarà oggetto di verifiche. Perché nei primi riscontri contabili emergono indicazioni diverse, che parlano di versamenti e passaggi difficili da ricostruire.

 

IL LOGO DI BISTECCHERIA DITALIA IL RISTORANTE DI ANDREA DELMASTRO CON LA FIGLIA DI MAURO CAROCCIA

Il giro delle quote, già al centro di versioni contraddittorie, diventa così uno snodo chiave. Se i passaggi non sono chiari, se i pagamenti non sono tracciabili, il problema si sposta sulla provenienza del denaro e sulla reale struttura della società. E poi ci sono i flussi: incassi, sponsorizzazioni, spese. Chi pagava davvero? Chi sosteneva l'attività nella fase iniziale? Chi copriva i costi di un ristorante frequentato da politici e funzionari?

 

Sul fondo resta la stessa domanda che attraversa tutta la vicenda: chi controllava davvero la Bisteccheria d'Italia? Perché mentre all'esterno si moltiplicano le versioni – nessuno sapeva, nessuno conosceva, nessuno controllava – dentro le carte gli investigatori cercano una risposta più semplice.

 

Se quella società sia stata, fin dall'inizio, la prosecuzione di un modello già visto: quello dei ristoranti riconducibili a Caroccia, finiti sotto sequestro perché utilizzati per ripulire il denaro del clan Senese. [...]

Mauro Caroccia promuove il ristorante La bisteccheria d’Italia – video del 25 settembre 2025bisteccheria d italiapost su instagram di mauro caroccia dal ristorante bisteccheria d'italia Mauro Caroccia promuove il ristorante La bisteccheria d’Italia – video del 25 settembre 2025