violenza su minore

"I GENITORI MI PICCHIANO, È GIUSTO?" - E' LA DOMANDA CHE UN 15ENNE BENGALESE, RESIDENTE A NOVARA, HA RIVOLTO A CHATGPT. IL BOT GLI HA RISPOSTO: "NO. NESSUNO DOVREBBE ESSERE PICCHIATO" - L'ADOLESCENTE E' SCAPPATO DI CASA E HA CHIAMATO IL 112 - AI POLIZIOTTI HA RACCONTATO LE VIOLENZE SUBITE IN CASA E I GENITORI DEL GIOVANE SONO STATI DENUNCIATI PER MALTRATTAMENTI: "HANNO INIZIATO A PICCHIARMI QUANDO AVEVO SOLO 6 ANNI. USAVANO CINTURE, FILI DI CARICABATTERIE, SCOPA, CUCCHIAIO E BASTONE DI LEGNO, MESTOLI, ANCHE I RAMI DI UN ALBERO DEL GIARDINO. UNA VOLTA MIO PAPÀ MI HA TENUTO FERMO MENTRE MAMMA MI RASAVA I CAPELLI PER PUNIZIONE, COME SI FACEVA NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO...."

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Estratto dell'articolo di Federico Gottardo per "la Repubblica"

 

VIOLENZA SU MINORI

Dopo anni di botte e minacce di morte, un quindicenne di Novara si è rivolto a ChatGpt: «È normale essere picchiati dai genitori per un brutto voto?». E l'intelligenza artificiale gli ha risposto: «Non è normale, nessuno deve essere picchiato». Così il ragazzino si è deciso: all'ennesimo litigio con la mamma, si è chiuso in bagno ed è scappato dalla finestra.

 

Nonostante le ferite a una gamba, è stato in giro tutto il giorno prima di chiamare il 112. I poliziotti sono andati a prenderlo, lo hanno ascoltato e gli hanno creduto: lui è stato affidato ai servizi sociali ed è finito in una comunità protetta mentre i genitori, di 54 e 42 anni e originari del Bangladesh, sono stati denunciati per maltrattamenti.

 

INTELLIGENZA ARTIFICIALE UTILIZZATA COME PSICOLOGO

Ieri il ragazzino è rientrato a scuola e martedì ci sarà l'udienza davanti al giudice del tribunale dei minori di Torino, che dovrà decidere sul suo futuro. In aula sarà ascoltata la versione dei genitori ma soprattutto parlerà il figlio, partendo da quello che ha raccontato quando è scappato di casa.

 

«Hanno iniziato a picchiarmi quando avevo solo 6 anni — ha esordito il quindicenne, che sta ripetendo il primo anno di liceo — Usavano cinture, fili di caricabatterie, scopa, cucchiaio e bastone di legno, mestoli, anche i rami di un albero del giardino». Le botte si ripetevano almeno tre volte a settimana, con l'aggiunta di insulti e minacce. Sono tutti riportati negli atti depositati alla procura dei minori: «Mi dicevano: "Sei una nullità, un fallito". Ma anche "Come ti ho creato, ti ammazzo" e "Puoi anche andartene di casa, tanto non servi a niente".

VIOLENZA SU MINORI

 

Una volta mio papà mi ha tenuto fermo mentre mamma mi rasava i capelli per punizione, come si faceva nei campi di concentramento. Ho una sorella che ha due anni in meno di me e ha visto tutto, qualche volta ha anche cercato di difendermi». Ma perché i genitori facevano tutto questo? «Dicevano che non avevo fatto abbastanza compiti delle vacanze, che ho voti troppi bassi, che non mi comporto bene in classe.

 

Una volta ho preso apposta un brutto voto per dimostrare a mamma e papà che picchiarmi non sarebbe servito a niente. Ma la situazione non è cambiata, anzi».

La mattina di sabato 24 gennaio, a sentire il ragazzino, la madre ha minacciato di colpirlo con lo scopino del bagno se non le avesse dato il telefono. E lui è scappato: ha raggiunto un amico e i suoi genitori, che la sera sono riusciti a convincerlo a chiamare il 112 dicendo che in casa lo «trattavano un po' male». [...]

CHATGPT PER IPHONE