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TE LA DO IO LA TREGUA NEL GOLFO! - I PASDARAN HANNO DISTRUTTO UN DRONE MARINO STATUNITENSE MENTRE TENTAVA DI ENTRARE NELLO STRETTO DI HORMUZ – IERI L’ESERCITO AMERICANO HA FATTO SAPERE DI AVERE COLPITO TRE PETROLIERE IRANIANE. PER WASHINGTIN “FACEVANO PARTE DI UNA RETE CLANDESTINA CHE FINANZIA IL CORPO DELLE GUARDIE RIVOLUZIONARIE ISLAMICHE E I SUOI ALLEATI REGIONALE” – L’AVVERTIMENTO DELL'AMMIRAGLIO BRAD COOPER, COMANDANTE DEL COMANDO CENTRALE USA: “SE SPARERETE CONTRO DUE DELLE NOSTRE NAVI, NE ABBATTEREMO TRE DELLE VOSTRE”
1. IRAN: PASDARAN RIVENDICANO UN ATTACCO CONTRO DRONE MARINO USA
(Agenzia_Nova) - Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell'Iran (i pasdaran) ha rivendicato di aver attaccato un drone marino delle forze statunitensi mentre tentava di entrare nello Stretto di Hormuz.
"Le eroiche forze navali del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica hanno attaccato un'imbarcazione di superficie senza equipaggio (nave a comando remoto) militare statunitense che stava tentando di entrare nell'area protetta dello Stretto di Hormuz", hanno riferito i pasdaran in una dichiarazione citata dall'emittente statale "Irib".
Nella giornata di ieri, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica iraniana aveva riferito di aver lanciato dei missili balistici contro una portaerei e un cacciatorpediniere statunitensi. Secondo i pasdaran, le due navi da guerra sono state danneggiate e costrette ad abbandonare la zona a causa del rischio di ulteriori attacchi.
Secondo quanto riferito tuttavia dal Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), entrambe le navi della Marina militare prese di mira da Teheran sono riuscite "a eludere gli attacchi iraniani non provocati" e "nessun membro del personale e' rimasto ferito".
2. USA, COLPITE NAVI IRANIANE SALE LA TENSIONE NEL GOLFO TEHERAN: "RISPONDEREMO"
Estratto dell’articolo di Fabiana Magrì per “La Stampa”
«Se sparerete contro due delle nostre navi – l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti avverte l'Iran – imporremo un costo economico ancora più alto, abbattendone tre delle vostre».
Ai missili balistici iraniani su una portaerei e un cacciatorpediniere della Marina statunitense di pattuglia nella regione, il Centcom risponde prendendo di mira e «rendendo inutilizzabili in modo permanente» tre petroliere iraniane.
La prima, M/T Downy, nell'area di ancoraggio dell'isola di Kharg da cui, prima della guerra, il regime esportava il 90% del suo greggio; la seconda, M/T Stark 1, vicino al porto di Jask, nel Sud dell'Iran; la terza, M/T Kylo, vuota, nel Golfo dell'Oman.
DONALD TRUMP E LO STRETTO DI HORMUZ - VIGNETTA DI FABIO MAGNASCIUTTI PER DOMANI
Per il Centcom, facevano parte di una «rete clandestina multimiliardaria che finanzia il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e i suoi alleati regionali». […]
Agli avvertimenti del Centcom, l'esercito iraniano risponde con gli stessi toni: «Tutte le imbarcazioni della Marina americana sono adesso un obiettivo. Gli attacchi saranno più severi di prima con la possibilità di ulteriore espansione».
[…]
Donald Trump aveva (di nuovo) dichiarato che Washington potrebbe colpire «molto presto» Pickaxe Mountain, il sito iraniano sotterraneo e fortificato nei pressi del complesso di arricchimento dell'uranio di Natanz.
Ma quella con l'Iran, a questo punto, «non è una guerra», precisa il presidente americano. È più un «conflitto militare»: «Stiamo conducendo attacchi a intervalli regolari», insiste il commander-in-chief. Le sfumature semantiche del presidente degli Stati Uniti descrivono la sua attuale strategia per il Medio Oriente, almeno fino alle elezioni di Midterm.
CARTELLONE SULLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ A TEHERAN
Per il dopo, secondo indiscrezioni del sito di notizie Axios, l'amministrazione Trump avrebbe iniziato a elaborare un piano diverso, ancora in fase preliminare ma molto ambizioso, con tre obiettivi: un nuovo «allineamento regionale degli alleati Usa» per contenere Teheran; la chiusura – o la stabilizzazione – dei principali dossier post 7 ottobre da Gaza all'intesa di sicurezza tra Israele e Siria e l'accordo tra Gerusalemme e Beirut; infine l'allargamento degli accordi di Abramo, spingendo fino in fondo sulla normalizzazione tra Stato ebraico e Regno saudita.
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