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DI MALE IN GREGGIO – IL GOVERNO È NEL CAOS DI FRONTE AL CARO CARBURANTI. NONOSTANTE L'ENNESIMA PROROGA DELLA RIDUZIONE DELLE ACCISE, IL PREZZO DEL GASOLIO È STABILMENTE SOPRA I DUE EURO: NELLE CITTÀ IL DIESEL IN MODALITÀ SELF HA RAGGIUNTO IN MEDIA 2,164 EURO AL LITRO, IN AUTOSTRADA I 2,237 EURO – MELONI HA PROMESSO AIUTI “MIRATI”, SENZA PIÙ SCONTI INDISCRIMINATI PER TUTTI. MA PER METTERE A PUNTO MISURE DI QUESTO TIPO OCCORRONO VALUTAZIONI TECNICHE, SIMULAZIONI, E VA SCELTA LA PLATEA DEI BENEFICIARI, PENA GRANDI PASTICCI. SENZA CONTARE CHE LE CASSE DEL TESORO SONO VUOTE. TRADOTTO: GIOVEDÌ, QUANDO SCADRÀ IL TAGLIO GENERALIZZATO DELLE TASSE SUL GASOLIO, CI SARÀ ANCORA UNA PROROGA, ALLA FACCIA DEI PROCLAMI DELLA DUCETTA…

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Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera per “La Stampa”

 

giorgia meloni manifestazione per il record di longevita del governo foto lapresse 9

Da quel maledetto 28 febbraio sono passati sei mesi, ed è come svuotare il mare a cucchiaini. Il governo ha introdotto sette sconti generalizzati sulle accise, due miliardi andati in fumo per alleggerire il costo del pieno a tutti, poco importa se per una Ferrari o la Cinquecento.

 

Fin qui la soluzione, per quanto poco equa, è stata sempre la stessa, in Italia e non solo, anche se costa e l'Unione europea la valuta pessima. E così - lo ha detto venerdì nel discorso a Bari per festeggiare il record del governo - Giorgia Meloni ha detto che si andrà verso aiuti «mirati», e basta francesi che «vengono in Italia a fare il pieno». [...]

 

DIESEL

Nonostante l'ennesima proroga di riduzione delle tasse sui carburanti - finisce giovedì - il prezzo del gasolio è stabilmente sopra i due euro, così come la benzina, che quello sconto non lo ha più. Per essere più precisi: il prezzo del diesel in modalità "self" ha raggiunto in media 2,164 euro al litro, in autostrada i 2,237 euro. La benzina ha toccato 2,052 euro, in autostrada 2,138 euro.

 

[...]

 

Per finanziare la penultima proroga di taglio delle accise (quella scaduta ieri), il Tesoro ha ricorso ad un anticipo sulle tasse sui dividendi delle società energetiche, in realtà una norma ad hoc per l'Eni, l'unico grande gruppo ad aver deciso una distribuzione di utili straordinari.

 

PREZZO DEI CARBURANTI IN ITALIA - 23 AGOSTO 2026

L'ultima proroga - quella che scade giovedì - è invece finanziata dal meccanismo delle accise mobili ovvero l'extragettito di Iva incassata dallo Stato: quando i prezzi salgono, quelle entrate vengono utilizzate per ridurre temporaneamente l'accisa.

 

Da venerdì - si diceva prima - l'intenzione sarebbe di cambiare musica con aiuti mirati: doveva accadere anche due settimane fa e poi si è deciso diversamente. E la ragione del ritardo è che per mettere a punto misure di questo tipo occorrono valutazioni tecniche, simulazioni, e va scelta la platea dei beneficiari, pena grandi pasticci.

 

Sul tavolo ci sono ipotesi come un voucher in busta paga - il governo Draghi ne concesse uno da duecento euro - un credito per le social card dedicato alle famiglie in difficoltà, un pacchetto di aiuti al mondo dell'autotrasporto, quello che soffre di più. Il costo dei trasporti non è un problema solo per chi possiede i tir, ma per tutti noi perché si scarica sui generi di prima necessità (e non solo), alimentando inflazione.

 

Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti

Dunque che fare? Fra Palazzo Chigi, Tesoro e ministero dell'Ambiente regna ancora parecchia confusione. Ieri il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha spiegato che gli aiuti mirati arriveranno entro fine mese, dunque ammettendo implicitamente che ci sarà un nuovo sconto sulle accise. Ipotesi che ammette un'autorevole fonte della maggioranza:

 

«Ancora per una decina di giorni dovremo fare così, continuando a sostenere almeno il diesel con le accise mobili». Pichetto ha anche evocato una ipotesi di scostamento «da discutere con Bruxelles», salvo poi precisare che non si riferiva alla necessità di fare deficit per finanziare questa misura.

 

giorgia meloni - cinquanta sfumature di greggio - meme by emiliano carli

Il punto è questo: di soldi per affrontare l'emergenza non ce ne sono più. Meloni è entrata nell'anno più delicato del suo quinquennio da premier, e vorrebbe che l'ultima legge di Bilancio fosse un'assicurazione sulla conferma a Palazzo Chigi, poco importa se a primavera o - come preferirebbero Matteo Salvini e Antonio Tajani - ad autunno del 2027.

 

Allo stesso tempo la premier vuole uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, scelta necessaria a evitare un aumento dei rendimenti dei titoli pubblici, già alti ovunque. La soluzione preferibile dal punto di vista dei consensi è battere cassa con le aziende energetiche.

 

giorgia meloni antonio tajani giancarlo giorgetti foto lapresse

Salvini le tasserebbe volentieri senza troppe cerimonie, Tajani la pensa all'opposto e dice invece che occorre sedersi al tavolo con il settore, e concordare un «contributo straordinario». Un contributo che però le aziende non hanno granché voglia di pagare. [...]

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