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Articolo di Ian Mcewan per “The Guardian” pubblicato da “la Repubblica” - (Traduzione di Ettore Claudio Iannelli)
Letale e autosantificante, il fondamentalismo islamico è diventato fonte di attrazione globale di psicopatici. Non si è mai vergognato di proclamare gli oggetti del suo odio: istruzione, tolleranza, pluralismo, e soprattutto, libertà di espressione — la libertà alla base di tutte le altre. Più significative delle concettualizzazioni sono le persone che i jihadisti odiano e uccidono: bambini, studentesse, omosessuali, donne, atei, non musulmani, e molti, molti musulmani.
A questo elenco ora dobbiamo aggiungere la redazione coraggiosa e vivace di Charlie Hebdo, che sperava di sconfiggere l’odio con il riso. Il massacro di Parigi è una tragedia per tutta la società aperta. In un giorno cupo per la libertà intellettuale, si intravede pure qualche flebile spiraglio di luce: i cortei calmi e determinati nelle città francesi; la speranza che la condanna generale di questi omicidi possa avere un effetto unificante; il fatto che una cultura radicata nell’odio sia fragile e di corto respiro; il fatto che gli psicopatici siano di gran lunga una minoranza.
Le anime più mortifere della propaganda del movimento Pegida o del Front National che pensano di bombardare una moschea dovrebbero considerare che il modo più efficace di sopprimere o uccidere i musulmani sarebbe quello di unirsi all’Isis o a uno dei suoi affiliati. Dopo le speranze deluse della Primavera araba, gran parte del mondo arabo si ritrova schiacciato tra tirannie di stato e fanatismo religioso. Il generale Sisi o l’Isis — il palindromo è appropriato.
Un fenomeno marginale ma crescente, in particolare in Egitto e Arabia Saudita, sono i siti internet di coloro che, disgustati dalla violenza jihadista, condannano l’Islam politicizzato e l’Islam in sé (come Black Ducks, Arab Atheist Network, Freearabs ).
pegida manifestazione anti islam a dresda 8
pegida manifestazione anti islam a dresda 6
Gli apostati si esprimono con paura e grande rischio, in quanto abbandonare il loro credo religioso può essere severamente punito. Dopo Charlie Hebdo , deve rinascere la libertà di espressione. Purtroppo per la libertà d’opinione occidentale, l’atteggiamento prevalente dell’Islam nei confronti dell’apostasia rimane negativo, nella migliore delle ipotesi. Occorre un confronto civile
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