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“IL PRINCIPE ALBERTO PAGÒ 90MILA EURO PER COMPRARE FOTO COMPROMETTENTI” - CLAUDE PALMERO, PER OLTRE VENT'ANNI IL CUSTODE DEI CONTI DELLA FAMIGLIA GRIMALDI, SGANCIA UN LIBRO-BOMBA PER RACCONTARE IL LATO OSCURO DEL PRINCIPATO DI MONACO: “NEL 2003, QUANDO È NATO IL FIGLIO ILLEGITTIMO ALEXANDRE DALLA RELAZIONE CON NICOLA COSTE, LA MIA MISSIONE È STATO FARE IN MODO CHE LA NOTIZIA RESTASSE SEGRETA. UN'ALTRA VOLTA IL PRINCIPE MI HA CHIESTO DI TROVARE UN APPARTAMENTO DI MASSIMA DISCREZIONE. IL POTERE DEI PROMOTORI IMMOBILIARI? IL PRINCIPE HA EVITATO LO SCONTRO PER DEDICARSI A CIÒ CHE AMA VERAMENTE: LO SPORT, LE FESTE E LE DONNE…”
Estratto dell’articolo di Anais Ginori per “la Repubblica”
Claude Palmero è stato per oltre vent'anni il custode dei conti della famiglia Grimaldi e dei beni della Corona, prima con Ranieri III e poi con Alberto II. Licenziato nel 2023, l'uomo che fa tremare il Principato di Monaco, è al centro di una lunga battaglia giudiziaria e pubblica un libro «Monaco interdit» (editions Nouveau Monde) nel quale descrive dall'interno i rapporti di forza che governano Montecarlo, dall'oligarchia immobiliare all'uso di "fondi speciali".
«Non voglio vendicarmi, ma spingere la trasformazione verso uno Stato moderno» sostiene al telefono Palmero, 69 anni, ricordando di aver creduto che il principe Alberto fosse portatore del rinnovamento di cui Montecarlo aveva bisogno.
Claude Palmero - libro monaco interdit
Quando ha cambiato idea?
«L'incoronazione di Alberto nel 2005 aveva acceso molte speranze, non solo in me. Ho cominciato a capire che non voleva essere veramente un Principe riformatore tra il 2012 e il 2013, quando sono iniziate le discussioni sull'estensione del Principato in mare. Alberto ha evitato il conflitto con l'oligarchia dei promotori immobiliari per non dover affrontare problemi e poter continuare a dedicarsi a ciò che ama veramente. Lo sport, le feste e le donne».
[…]
Quali missioni le ha affidato il Principe Alberto?
«Ho avuto la gestione dei "fonds à destination spéciale" a cui il Principe attingeva come voleva.
Ho citato il caso dei 90mila euro pagati per comprare foto compromettenti. Ancora prima, nel 2003, quando è nato il figlio illegittimo Alexandre dalla relazione con Nicola Coste, la mia missione è stato fare in modo che la notizia restasse segreta.
charlene di monaco alberto di monaco 2
Un'altra volta il Principe mi aveva chiesto di trovare un appartamento di massima discrezione. Io l'ho trovato e, per garantire ancora più riservatezza, l'ho affittato a nome mio».
Perché divulgare nel suo libro tutti questi elementi privati sulla famiglia Grimaldi? Molti dicono che lei sia animato solo dallo spirito di vendetta.
«Non voglio vendicarmi, ma provocare un sussulto tra i monegaschi. È tempo di abbandonare la cultura dell'opacità, della menzogna e creare un vero Stato moderno […]non ho rivelato nemmeno un quarto di quello che so. Mi sono limitato a difendermi quando sono stato accusato sull'uso dei fondi speciali o sulla garçonnière affittata a mio nome».
Nel libro dedica un capitolo a Charlène, descritta come una «principessa triste». L'ha frequentata molto?
«No, poco, ha sempre condotto una vita molto ritirata. Mi ero occupato del contratto di matrimonio e posso smentire le voci riguardo a un possibile tentativo di fuga poco prima delle nozze. Se Charlène avesse voluto volare via in elicottero o in aereo, l'avrebbero intercettata sulla pista di Nizza e costretta a tornare a sposarsi. Ultimamente, per fortuna, sembra essere più disinvolta e serena».
A proposito di Caroline di Monaco parla di una rivalità con il fratello e un sistema di influenza con i figli Casiraghi.
«Caroline è intelligente, carismatica, ambiziosa e questo "cocktail" fa sì che non abbia mai accettato che a regnare fosse suo fratello. Si ritiene più degna. E sa anche che Ranieri aveva seriamente preso in considerazione di mettere lei al posto di Alberto. Da quel che so oggi ha abbandonato l'ambizione per se stessa ma l'ha trasferita sui suoi figli».
Cos'era il "Monaco Intelligence Service"?
la principessa caroline di monaco anema e core
«Qui entriamo nella parodia. Il Principe voleva disporre di informazioni esclusive su alcune persone e ha creato il Monaco Intelligence Service affidato a un giornalista di tabloid, Robert Eringer, che sosteneva di aver lavorato per la Cia. È un personaggio che si è rivelato poco serio e anche il Principe alla fine se n'è accorto».
[…]
Perché il suo libro non sarà venduto nel Principato?
«Mi pare l'ennesima prova di omertà, so che gli italiani capiscono questo termine. A Montecarlo c'è un'omertà di cui la giustizia è complice».
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