DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO…
INDOVINA CHI VIENE A CEUTA? - LA SPAGNA SI PREPARA A UNA NUOVA “INVASIONE” DI MIGRANTI NELL’EXCLAVE IBERICA IN MAROCCO: PER I SERVIZI SEGRETI, LA CAMPAGNA SOCIAL CHE INVITA A TENTARE UN NUOVO INGRESSO DI MASSA IL PROSSIMO 15 AGOSTO È “PIENAMENTE CREDIBILE” - GLI 007 NON ESCLUDONO CHE GLI ORGANIZZATORI POSSANO ANTICIPARE LA DATA PER SFRUTTARE L'EFFETTO SORPRESA, DOPO L'AMPIA ECO MEDIATICA DEL TAMTAM IN RETE - FINORA 34 PERSONE SONO STATA INCRIMINATE PER FAVOREGGIAMENTO DELL'IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, VIOLENZE E RESISTENZA ALLE FORZE DELL'ORDINE E DANNEGGIAMENTO DI BENI PUBBLICI – DEI CIRCA 70MILA ARRIVATI IN TERRA SPAGNOLA, SOLO 2.500 SONO RIMASTI IN CITTÀ E, DI QUESTI, 1.100 SONO MINORENNI (IL 2.600% OLTRE LA CAPACITÀ DEI CENTRI DI ACCOGLIENZA) – L’ALLARME DEL PRESIDENTE DELLA CITTÀ AUTONOMA, JUAN JESUS VIVAS: “SIAMO AL COLLASSO…”
Account social marocchini che invitano le persone ad andare a Ceuta e Melilla il 15 agosto 5
1 - MEDIA, PER 007 SPAGNOLI CREDIBILE APPELLO PER NUOVO ASSALTO A CEUTA IL 15 AGOSTO
(ANSA) - Il Centro nazionale d'intelligence (Cni) spagnolo considera "pienamente credibile" la campagna diffusa sui social network che invita a tentare un nuovo ingresso di massa a Ceuta il 15 agosto, secondo quanto riferisce Cadena Ser citando fonti dei servizi segreti.
Le stesse non escludono che gli organizzatori possano anticipare la data per sfruttare l'effetto sorpresa, dopo l'ampia eco mediatica del tamtam in rete. Il Cni monitora da giorni gruppi su Facebook, WhatsApp e profili TikTok dove circolano messaggi e false informazioni su presunte falle nei controlli di frontiera.
2 - CALMA APPARENTE NELL'EXCLAVE, PARTE ESAME DOMANDE D'ASILO
Paola Del Vecchio per l’ANSA
Fuori il caldo supera i 40 gradi, dentro l'hangar il termometro segna meno 5. Nell'ex ospedale militare di Ceuta, trasformato in una grande camera mortuaria di emergenza, dove sono in fila i corpi delle vittime dell'esodo in massa che giovedì scorso ha sconvolto l'exclave. Delle 79 salme recuperate dal 26 luglio, di cui 77 sottoposte ad autopsia, finora soltanto due sono state identificate, mentre prosegue il lavoro della ventina di medici forensi inviati per rinforzi dalla penisola.
Nei sudari bianchi, forse alcuni dei 'desaparecidos' di cui le famiglie non hanno notizie, a ormai sei giorni dall'esodo di massa alimentato dal tamtam nelle Reti. Le stesse ora inondate di foto di persone disperse, come Mohamed Afasi, ripreso in costume, scomparso in mare a 9 anni mentre tentava di doppiare la scogliera del Tarajal con sua madre.
Nell'exclave restano 2.500 migranti per i quali sono iniziati gli iter individuali di identificazione e valutazione delle richieste di asilo e protezione internazionale. "Le procedure amministrative non solo collettive, sono individuali e devono garantire al massimo i diritti", ha spiegato il delegato del governo a Ceuta, Miguel Angel Perez Triano. Ma la priorità, ha aggiunto, resta una: "che i minori escano dalla strada il prima possibile".
Bambini e adolescenti non accompagnati sono l'anello più fragile. In un primo registro, la polizia ha identificato 528 ragazzi, arrivati durante l'ondata migratoria, che sono stati trasferiti nei centri di accoglienza al collasso. Madrid ne ha fatti approntare nuovi in due istituti scolastici. Ma, secondo il presidente della città autonoma, Juan Jesus Vivas (Partito Popolare) non bastano per dare un tetto e un letto ai circa 1.100 migranti minori che stima si trovino ancora a Ceuta.
Nascosti soprattutto nel quartiere di El Principe, uno dei più poveri e dove i residenti, oltre a dare loro acqua, cibo e vestiti, hanno improvvisato un registro artigianale, che ha già censito un centinaio di ragazzi, come riporta la Cadena Ser.
"La situazione è assolutamente insostenibile", ha detto Vivas, chiedendo "soccorso, aiuto e solidarietà" alle altre regioni iberiche. Mentre organizzazioni per l'infanzia e i diritti umani, tra cui Save The Children e la Plataforma de Infancia, reclamano lo stop alle espulsioni in massa, di bambini inclusi.
E hanno chiesto in una lettera al governo di Pedro Sanchez di rispettare "l'interesse superiore del minore". Sollecitano identificazioni rapide, accoglienza adeguata e valutazioni individuali, oltre a garanzie contro eventuali rimpatri senza le procedure previste dalla legge.
Madrid richiama il meccanismo di redistribuzione obbligatoria dei minori previsto dalla normativa spagnola, ma il trasferimento verso altre comunità autonome resta al centro dello scontro politico con le regioni governate dal Partito Popolare e da Vox. "La legge deve essere rispettata da tutti", ha ammonito il vicepremier Carlos Cuerpo.
Sul fronte giudiziario, la Spagna cerca di ricostruire la dinamica degli arrivi in massa e delle morti: l'Audiencia Nacional ha chiesto alla Guardia Civil un rapporto anche su eventuali allarmi lanciati nei giorni precedenti dall'intelligence alle autorità, rimasti eventualmente inascoltati. Mentre resta alta l'inquietudine per i continui appelli sui social per nuovi 'assalti' all'exclave programmati per il 15 agosto.
Cuerpo ha chesto di "rafforzare i meccanismi di allerta rapida" contro il passaparola digitale e i falsi messaggi capaci di mobilitare migliaia di persone in poche ore. "E' importantissimo mantenere una cooperazione rafforzata con il nostri vicino, il Marocco", ha anche detto il vicepremier, ricordando che quella in Nord Africa è "la frontiera d'Europa con la maggiore disuguaglianza di reddito".
Migranti fermati in Marocco per traffico verso Ceuta 31
Anche Rabat, che dal primo momento ha respinto le accuse di aver lasciato sguarnita la frontiera, ha aperto un fronte giudiziario. La Procura di Tetouan ha incriminato 25 persone accusate di aver favorito gli attraversamenti in massa verso Ceuta durante l'esodo del 30 e 31 luglio. Parallelamente, l'Associazione marocchina per i diritti umani (Amdh) ha segnalato che 52 persone sono state portate davanti ai tribunali marocchini dopo gli scontri alla frontiera di Melilla.
3 - CEUTA, IN 34 A PROCESSO VIVAS CHIEDE AIUTO A MADRID "SIAMO AL COLLASSO"
Estratto dell’articolo di Luisa Foti per “la Stampa”
Inizia la ricerca dei responsabili della grande e incontrollata ondata migratoria a Ceuta.
Le inchieste sono partite sia in Marocco sia in Spagna: in Marocco, la procura di Tetouan, la città situata nell'omonima provincia che confina con Ceuta, si è mossa incriminando 34 persone.
Tra i reati contestati, ci sarebbero favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, violenze e resistenza alle forze dell'ordine e danneggiamento di beni pubblici. Anche in territorio spagnolo sono state portate avanti delle indagini a seguito delle diverse accuse di presunte "organizzazioni mafiose" che avrebbero gestito e organizzato con dolo l'enorme crisi di migranti.
María Tardón, la giudice dell'Audiencia Nacional – il Tribunale che indaga sureati di massima gravità e rilevanza statale o internazionale – ha chiesto alla Guardia Civil se abbia ricevuto nei giorni precedenti informazioni che avrebbero potuto allertate le forze dell'ordine circa un "massiccio ingresso irregolare" sul suolo spagnolo.
[…] A livello europeo la crisi è tutt'altro che superata: dopo l'incontro in video-collegamento tra i ministri dell'Interno della Ue, domani ci sarà una riunione straordinaria della commissione Libe (libertà civili) sui fatti di Ceuta.
migranti con un presunto ferito a ceuta
A livello locale, in un'intervista all'emittente pubblica Tve, il presidente di Ceuta, Juan Jesus Vivas chiede «soccorso, aiuto, supporto e solidarietà» alla Spagna, invocando il «senso dello Stato» e «lealtà istituzionale». Vivas ha spiegato che la città autonoma ospita attualmente circa 1.100 minori migranti, il 2.600% oltre la capacità dei centri di accoglienza, contro i circa 750 presenti prima dell'emergenza.
[…] La situazione a Ceuta resta critica: è il Barrio Príncipe, il quartiere popolare a maggioranza musulmana nella zona sud dell'exclave, che sta soffrendo di più questa crisi. È qui che nelle strade i migranti fanno la fila per ricevere cibo e spesso si ritrovano a dormire per strada. Oltre agli oltre 800 minori già identificati e inseriti nel sistema di accoglienza, si cercano i dispersi. È stato infatti indetto un censimento non ufficiale per rintracciare i bambini nascosti tra cimitero, spiaggia e magazzini del poligono.
scontri tra polizia e migranti a ceuta 3
Ma molti non si trovano: li hanno ribattezzati i desaparecidos di Ceuta e i loro familiari li cercano disperatamente con appelli su diversi siti, spesso sui portali da cui era arrivata la notizia della sentenza della Cassazione spagnola sul divieto di respingimento di chiunque arrivi a nuovo in territorio spagnolo.
«La porta di Ceuta è aperta per tutti. Condividi». È uno dei messaggi che ha funzionato da esca per le migliaia di minori e giovani marocchini che si sono lanciati in una specie di desiderio finalmente realizzabile, per scappare da un Paese bello solo per i turisti, con tassi di disoccupazione giovanile nella fascia 15-24 anni al 27%, con un ordinamento poco democratico e una forte limitazione della libertà di stampa.
migliaia di migranti invadono ceuta 5
In un video, in dialetto Darija veniva spiegata la sentenza: 1, 3 milioni di visualizzazioni, mentre gruppi privati promettevano un supporto spiegando "Come fare per raggiungere Ceuta".
I genitori dei ragazzi dispersi cercano i loro figli su quelle stesse piattaforme e reti social che avevano creato il sogno dell'Europa. Non esiste un sito ufficiale per la ricerca dei propri cari, per questo Facebook, TikTok, Instagram e i giornali locali stanno svolgendo un ruolo fondamentale: le immagini di decine di giovani, alcuni minorenni, sono state postate sulla pagina di Tetouan Tube, e ce ne sono oltre una trentina su El Faro de Ceuta. […]
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migranti pregano a ceuta
CEUTA
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CEUTA.
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CEUTA
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scontri tra migranti e polizia a ceuta
migranti a ceuta
GIORGIA MELONI - FACCEUTA NERA MEME
migranti a ceuta
Account social marocchini che invitano le persone ad andare a Ceuta e Melilla il 15 agosto 2
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