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L’EXIT STRATEGY DI JOHN ELKANN RISCHIA DI SALTARE – LA PROCURA DI TORINO HA CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO DEL PATRON DI STELLANTIS E DEL COMMERCIALISTA GIANLUCA FERRERO, ACCUSATI DI DICHIARAZIONE FRAUDOLENTA DEI REDDITI NELL’INCHIESTA SULL’EREDITÀ DI MARELLA CARACCIOLO, VEDOVA DI GIANNI AGNELLI. È LA CONSEGUENZA OBBLIGATA DELL’“IMPUTAZIONE COATTA” ORDINATA DAL GIP – A QUESTO PUNTO POTREBBE ESSERE RESPINTA ANCHE LA RICHIESTA DI MESSA ALLA PROVA DELLO STESSO JAKI PRESSO I SALESIANI, RELATIVAMENTE ALL’ALTRO FILONE DI INDAGINE SULL’IPOTESI DI TRUFFA AI DANNI DELLO STATO…
Estratto dell’articolo di Massimiliano Nerozzi per il “Corriere della Sera”
JOHN ELKANN IN AUDIZIONE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI - FOTO LAPRESSE
La richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Torino per John Elkann e il commercialista Gianluca Ferrero, in seguito all’indagine sull’eredità di Marella Caracciolo, è «un atto dovuto» — come ricordano i legali del presidente di Stellantis — ma che rischia di mutare lo scenario futuro di tutta l’inchiesta:
se il gip Antonio Borretta aveva ordinato ai pm di formulare l’imputazione coatta (a fronte della loro richiesta di archiviazione) in relazione a due ipotesi di dichiarazione fraudolenta; l’11 febbraio un altro gip, Giovanna Di Maria, dovrà decidere sulla richiesta di messa alla prova (ai Salesiani) per lo stesso Elkann, relativamente all’ipotesi di truffa ai danni dello Stato.
gianluca ferrero foto mezzelani gmt48
Una via d’uscita — con l’obiettivo di estinguere il reato — aperta con il versamento al Fisco di 183 milioni di euro da parte dell’ad di Exor. Va da sé, nonostante i difensori abbiano ribadito che una decisione non vincola l’altra, resta la possibilità che pure la richiesta di «map» venga respinta.
Di certo, l’imputazione coatta difficilmente cambierà la lettura dell’aggiunto Marco Gianoglio e dei pubblici ministeri Mario Bendoni e Giulia Marchetti, che hanno coordinato i lunghi accertamenti della guardia di finanza: ovvero, alla fine della discussione dell’udienza preliminare (davanti a un altro giudice), la Procura potrebbe comunque chiedere il proscioglimento per Elkann e Ferrero. Che sono accusati, in concorso, di dichiarazioni fraudolente (relative agli anni fiscali 2018 e 2019) avendo tratto in errore, con inganno, il notaio svizzero Robert Urs Von Gruenigen, la cui posizione è stata archiviata.
«Si tratta di un atto dovuto, ampiamente atteso dopo la decisione assunta dal gip lo scorso dicembre — hanno commentato i legali — contro il quale abbiamo peraltro presentato ricorso in Cassazione. Ribadiamo che le accuse mosse a John Elkann sono prive di qualsiasi fondamento».
[...] Il giudice aveva invece accolto la richiesta di archiviazione per gli altri indagati, Ginevra e Lapo Elkann, fratelli di John, e, appunto, per il notaio.
L’altro filone dell’indagine, quello per il quale è stata avanzata richiesta di map, riguarda la truffa ai danni dello Stato in relazione alle imposte di successione sul patrimonio della vedova di Gianni Agnelli. Ferrero aveva invece chiesto di patteggiare una condanna a un anno, commutata in una sanzione pecuniaria da 73 mila euro, senza pene accessorie: sulla sua posizione si deciderà il 21 gennaio
[...] Una vicenda giudiziaria sulla quale, in caso di dibattimento, rischia di allungarsi l’ombra della prescrizione, nel 2027.
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