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"L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PUÒ PROGETTARE UN'ARMA BIOTERRORISTICA" - L'ALLARME DI BILL GATES, CHE AVVERTE SUI PERICOLI DELL'IA, CHE PUO' ESSERE USATA DA "UN GRUPPO NON GOVERNATIVO" PER GENERARE NUOVI AGENTI PATOGENI IN GRADO DI UCCIDERE - IL FONDATORE DI MICROSOFT: "LE DUE GRANDI SFIDE DEL PROSSIMO DECENNIO SONO L'USO DELL'IA DA PARTE DI MALINTENZIONATI E LE RICADUTE SUL MERCATO DEL LAVORO. ENTRAMBI RAPPRESENTANO DEI RISCHI REALI DA CONSIDERARE" -PER BILL GATES, L'IA SOSTITUIRÀ GLI ESSERI UMANI NELLA MAGGIOR PARTE DELLE ATTIVITÀ: "DOBBIAMO ABITUARCI A TALI CAMBIAMENTI" (LO DICESSE AI MILIONI DI LAVORATORI CHE PERDERANNO IL PROPRIO POSTO...)

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armi chimiche

(ANSA) - MILANO, 13 GEN - Il co-fondatore di Microsoft, Bill Gates, ha pubblicato un lungo articolo sul suo sito per anticipare alcuni temi riguardanti l'intelligenza artificiale e i rischi connessi. "Se ci fossimo preparati adeguatamente alla pandemia di Covid, la quantità di sofferenza umana sarebbe stata drasticamente inferiore", scrive su Gates Notes. "Oggi un rischio ancora maggiore di una pandemia per cause naturali è che un gruppo non governativo utilizzi strumenti di intelligenza artificiale open source per progettare un'arma bioterroristica".

     

Lo scorso anno, un gruppo di esperti guidato dalla Nuclear Threat Initiative e dalla Munich Security Conference ha parlato della possibilità di utilizzare strumenti biologici basati sull'intelligenza artificiale, già esistenti ed emergenti, per creare nuovi agenti patogeni con rischi di livello pandemico. Bill Gates, attivo in varie iniziative filantropiche, riconosce che l'IA è destinata a trasformare la società ma non senza pericoli.

bill gates

     

"Le due grandi sfide del prossimo decennio sono l'uso dell'IA da parte di malintenzionati e le ricadute sul mercato del lavoro. Entrambi rappresentano rischi reali da considerare, essendo consapevoli del modo in cui questa tecnologia viene sviluppata, controllata e implementata".

       

Per Gates, l'IA sostituirà gli esseri umani nella maggior parte delle attività e il 2026 servirà per abituarsi a tale scenario. "Man mano che l'intelligenza artificiale sviluppa il suo potenziale, potremmo ridurre la settimana lavorativa o persino decidere che ci sono alcuni ambiti in cui non vogliamo utilizzarla. Dovremmo usare il 2026 per prepararci a questi cambiamenti".

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