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ANCHE L’ITALIA È UN OBIETTIVO DEL TERRORISMO JIHADISTA – LA RECENTE MINACCIA ARRIVATA DALL’IRAN, CON GIORGIA MELONI INSERITA TRA I PRESUNTI RESPONSABILI DELLA MORTE DI ALI KHAMENEI, RIACCENDE L’ATTENZIONE SULLE MISURE DI SICUREZZA PER POSSIBILI ATTENTATI, GIA’ AI MASSIMI LIVELLI NEL NOSTRO PAESE – VIMINALE E SERVIZI SONO IN ALLERTA PER POSSIBILI “LUPI SOLITARI”: LA GUERRA NEL GOLFO E LE PROVOCAZIONI DA TEHERAN POTREBBERO ACCELERARE I PROCESSI DI RADICALIZZAZIONE, SPINGENDO PERSONE PSICOLOGICAMENTE FRAGILI AD ADERIRE ALLA PROPAGANDA JIHADISTA E…
Estratto dell’articolo di Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”
GIORGIA MELONI NELLA LISTA DEI RICERCATI DAL REGIME IRANIANO PUBBLICATA DAL GIORNALE Hamshari
L’immagine è minacciosa — un gesto senza precedenti nei confronti di un premier italiano —, ma le misure di sicurezza sono ormai da tempo ai massimi livelli visto lo scenario internazionale. E anche se la foto di Giorgia Meloni con la casacca arancione da detenuto[...]fa impressione alla pari di quelle dei capi di Stato e dei ministri presi di mira con lei, è anche vero che non si è trattato di un atto ufficiale delle autorità iraniane, ma di una presa di posizione di un quotidiano di Teheran: l’ Hamshahri, di proprietà del Comune della capitale.
Quindi, almeno per il momento, massima attenzione al messaggio — collegato all’accusa comune mossa dal giornale a tutti i personaggi presi di mira di aver contribuito all’uccisione della Guida suprema Ali Khamenei — e a qualsiasi altro avvertimento dovesse arrivare dall’Iran o da ambienti estremisti collegati a Teheran, ma nessuna eccessiva preoccupazione di fronte a quella che potrebbe essere interpretata anche solo come una provocazione [...]
Tanto più che proprio la figura della premier viene messa dall’ Hamshahri sullo stesso piano di quella di Trump, sebbene proprio la guerra all’Iran sia stata al centro di una serie di attacchi personali piuttosto pesanti (prima del riavvicinamento al vertice Nato di Ankara) del presidente americano alla premier italiana, accusata come molti altri leader europei, di non aver collaborato con il capo della Casa Bianca alle operazioni militari per far riaprire lo Stretto di Hormuz.
Il Viminale — così come i servizi di sicurezza e le strutture di intelligence — segue tuttavia da vicino gli sviluppi della vicenda: il calendario di impegni della premier non sarebbe stato modificato, così come quello degli spostamenti e degli incontri.
E, come detto, anche il livello di sicurezza attorno a lei, dopo aver valutato la portata dell’attacco, non sarebbe stato rinforzato ulteriormente. Ma nessun aspetto di questo episodio viene sottovalutato, proprio perché la premier, che in Italia come i suoi predecessori ha ricevuto in passato minacce di morte [...], questa volta è stata inserita in una lista di obiettivi internazionali da un giornale che ha ripreso le parole pronunciate dal leader iraniano Mojtaba Khamenei sul fatto che vendicare suo padre sia il «volere della nazione».
donald trump nel mirino di un cecchino
[...] il rischio sarebbe quello di fomentare, se non addirittura accelerare, un processo di radicalizzazione, spingendo con questo genere di messaggi persone psicologicamente fragili a commettere gesti gravi. Del resto lo slogan che accompagnava il fotomontaggio sul quotidiano di Teheran di Meloni insieme con quelli del presidente Trump e del premier israeliano Benjamin Netanyahu (sulle quali è stato aggiunto con un mirino disegnato sulla fronte) [...] è decisamente minaccioso: «Ecco l’elenco di coloro che dovranno attendere la vendetta della nazione iraniana».
identikit lupi solitari
jihadista - isis
le faccette di giorgia meloni vertice nato ad ankara 2
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