TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO…
L’ITALIA È PRONTA AD ANDARE “BOOTS ON THE GROUND” A GAZA? – GLI STATI UNITI STANNO AUMENTANDO LE PRESSIONI SUL NOSTRO PAESE PER INVIARE ALMENO 200 CARABINIERI IN GIORDANIA PER ADDESTRARE LE FUTURE FORZE DI SICUREZZA PALESTINESI E ACCOMPAGNARLE SUL CAMPO NELLA STRISCIA – PALAZZO CHIGI FRENA: L’INTELLIGENCE CONSIDERA GAZA ANCORA TROPPO PERICOLOSA E LA DUCETTA PREFERIREBBE EVITARE INCIDENTI NEI MESI CHE PRECEDONO LE ELEZIONI, SENZA CONTARE I DUBBI SULLA CATENA DI COMANDO, IL QUADRO GIURIDICO E LE REGOLE OPERATIVE – SULLO SFONDO, PESANO ANCHE I RAPPORTI NON PROPRIO CORDIALI TRA TRUMP E MELONI: TRA I DUE UNA VERA TREGUA DOPO I VAFFA DI "THE DONALD" NON E' MAI ARRIVATA...
Estratto dell’articolo di Giovanni Ruggiero per www.open.online
giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse
Sarebbe diventato sempre più insistente da dopo Ferragosto il pressing dell’amministrazione Trump sul governo Meloni per l’invio di militari italiani a Gaza. Secondo un retroscena di Giuliano Foschini e Tommaso Ciriaco su Repubblica, gli Stati Uniti chiedono all’Italia di tenersi pronta a partire in tempi brevi con la missione dei carabinieri destinata a formare le future forze di sicurezza gazawi.
Sul piano militare Roma avrebbe già pianificato ogni dettaglio. Ma Palazzo Chigi frena, chiede approfondimenti e vuole capire paletti e regole prima di muoversi, anche perché i report dell’intelligence descrivono un quadro ancora troppo instabile per considerare sicura la spedizione.
CHE PESO HANNO I RAPPORTI TRA MELONI E TRUMP SULLA TRATTATIVA
Che il governo italiano resti cauto lo suggeriscono anche i rapporti tra i due governi. Dopo i vari attacchi di Trump a Giorgia Meloni, una vera e propria tregua non è mai arrivata. Ma, spiega Repubblica, sottotraccia il lavoro di ricucitura non si è mai fermato.
La premier manterrebbe un canale con J. D. Vance e Marco Rubio, Antonio Tajani dialoga per lo più con il segretario di Stato Usa e Guido Crosetto ha incontrato Pete Hegseth già lo scorso giugno. A muoversi più di tutti per la distensione, secondo Repubblica, è l’ambasciatore americano a Roma Tilman Fertitta.
È in questo contesto che va letta la fretta della Casa Bianca: l’amministrazione Trump ha bisogno che il Board of Peace produca risultati concreti proprio mentre Benjamin Netanyahu affronta in Israele una campagna elettorale che ne deciderà il futuro politico.
COSA DOVREBBERO FARE I CARABINIERI ITALIANI UNA VOLTA ARRIVATI A GAZA
Il piano prevede che almeno 200 carabinieri avviino la formazione della polizia della Striscia in alcune basi in Giordania. […] È la fase successiva a preoccupare di più: da mesi Washington lascia intendere che all’addestramento debba seguire il cosiddetto mentoring, cioè l’accompagnamento sul campo delle nuove reclute una volta concluso il corso. Per i carabinieri significherebbe, di fatto, entrare fisicamente a Gaza.
[…] Il governo preferirebbe evitare incidenti nei mesi che precedono le elezioni. Roma ripete fin dall’inizio che la spedizione dovrà avvenire solo in condizioni di sicurezza adeguate, condizioni che al momento non si vedrebbero ancora.
QUALI NODI POLITICI E GIURIDICI BLOCCANO ANCORA LA MISSIONE
Prima ancora di quella militare, restano aperte diverse questioni e ampi buchi all’organizzazione della missione, non solo per quel che riguarda l’impegno italiano. La prima riguarda la composizione della missione: Israele frena sul coinvolgimento della Turchia, nonostante le competenze e il peso politico di Ankara.
L’Italia, poi, siede solo come osservatore nel Board of Peace che dovrebbe sovrintendere l’amministrazione della Striscia, senza essere pienamente coinvolta nella catena di comando, che resta poco definita tra il Board stesso ed eventuali altri soggetti giuridici.
Manca infine chiarezza sul quadro normativo applicabile nell’area. Non si capisce ancora infatti a quali leggi dovrebbero fare riferimento i carabinieri italiani nell’affiancamento alla polizia locale. […] Una soluzione potrebbe essere quella di seguire le norme dell’Anp. Ma anche questo punto resta tutto da chiarire.
DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI -. MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA
Donald Trump Giorgia Meloni2
Donald Trump Giorgia Meloni3
meme pubblicato da donald trump contro giorgia meloni
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