BUTTARE I VESTITI NON VA PIÙ DI MODA – L’UNIONE EUROPEA IMPONE ALLE AZIENDE IL DIVIETO DI DISTRUGGERE ABITI, SCARPE E ACCESSORI INVENDUTI: DOVRANNO ESSERE RICONDIZIONATI O DONATI IN BENEFICENZA – SI CALCOLA CHE OGNI ANNO ANNO SI GENERINO 12,6 MILIONI DI TONNELLATE DI RIFIUTI TESSILI. DI QUESTI, 5,2 MILIONI DI TONNELLATE SONO CAPI DI ABBIGLIAMENTO E CALZATURE: SONO 12 KG A PERSONA – L’OBIETTIVO È RIDURRE GLI SPRECHI E LE EMISSIONI DEL SETTORE TESSILE, SPINGENDO LE IMPRESE A PRODURRE IN MODO PIÙ MIRATO E…

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell’articolo di Rosaria Amato per “la Repubblica”

 

rifiuti tessili 5

[…] Si calcola che ogni anno si generino 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili. Di questi, 5,2 milioni di tonnellate sono capi di abbigliamento e calzature: sono 12 chilogrammi a persona. Da oggi, almeno per le grandi imprese, non sarà più possibile disfarsi dei prodotti rimasti in magazzino mandandoli al macero: lo vieta il regolamento sulla progettazione ecosostenibile dei prodotti. Il divieto di distruggere abiti, borse e scarpe invendute entrerà in vigore anche per le medie imprese nel luglio 2030.

 

Le nuove norme europee non si limitano a impedire che i prodotti tessili finiscano nei rifiuti, ma puntano anche a rivoluzionare i modelli di produzione e commercio. […] il vestiario […] dovrà invece essere smaltito secondo regole precise (i prodotti potranno essere per esempio donati a enti di beneficenza o imprese sociali, oppure lavorati per il riutilizzo), converrà produrre quantità più limitate, con maggiore attenzione al mercato.

 

rifiuti tessili 4

Se n'è parlato qualche giorno fa al "Financial Times Luxury Summit" di Borgo Egnazia. «Il regolamento europeo non introduce soltanto un nuovo obbligo operativo – rileva Giulia Iuticone, partner della società di consulenza Heidrick & Struggles – ridefinisce il modo in cui le aziende prendono decisioni. Se l'invenduto non rappresenta più una valvola di sfogo, la qualità della pianificazione diventa un fattore competitivo».

 

«Per anni l'invenduto è stato considerato un costo da eliminare – conferma Enrico Soffiati, ceo di Rematrix, consorzio specializzato nella gestione della responsabilità estesa del produttore per il settore tessile – Oggi diventa invece una risorsa che richiede processi, tracciabilità e nuove filiere industriali. La vera sfida non è evitare la distruzione, ma costruire alternative credibili e misurabili».

 

rifiuti tessili 2

[…] il gruppo Ovs ha inaugurato nel marzo dell'anno scorso nella zona industriale di Bari un polo tecnologico da 33 milioni, con un focus sull'uso di soluzioni innovative per il retail e la cyber security, e un centro multifunzione che si occupa del recupero dei capi invenduti.

 

L'impianto, con una capacità di ricondizionamento da 70mila capi di abbigliamento al giorno, si è posto l'obiettivo ambizioso di raggiungere un totale di 15 milioni di pezzi ricondizionati nel 2026. Gli abiti non venduti vengono trattati e poi rimessi sul mercato a un prezzo diverso, con una etichetta che indica che il capo è stato ricondizionato.

rifiuti tessili 3rifiuti tessili 1