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"NON SONO LUCIDISSIMO, ANCHE SE STO BENE” - VALTER LAVITOLA HA INVIATO DAL CARCERE DI REBIBBIA UNA LETTERA DESTINATA ALLA COMPAGNA E DIFFUSA DAL TG1 DI GIAN MARCO CHIOCCI: “SPERO DI AVERE I DOMICILIARI, COMUNQUE HO CHIESTO DI POTER LAVORARE, QUI IN CARCERE TI ASSICURO È MOLTO PIÙ PESANTE L'IMPOTENTE ATTESA" - NELLA LETTERA LAVITOLA AMMETTE DI AVER COMMESSO ERRORI: "AVREI DOVUTO ASCOLTARTI MA ORAMAI È TARDI" - IN UN PASSAGGIO L'IMPRENDITORE SOSTIENE DI "ESSERE STATO ABBANDONATO" DALL'EX PREMIER SILVIO BERLUSCONI. IN UN ALTRO PASSAGGIO SCRIVE: "HO PROVATO SOFFERENZE E FRUSTRAZIONI"

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VALTER LAVITOLA

LAVITOLA SCRIVE DAL CARCERE, 'NON SONO LUCIDISSIMO, HO CHIESTO DI LAVORARE'

Lettera alla compagna: "ho commesso errori, ma ormai è tardi'

(ANSA) - ROMA, 20 AGO - L'ex editore Valter Lavitola, arrestato con l'accusa di essere il mandante dell'attentato al conduttore di Report Sigfrido Ranucci, ha inviato dal carcere di Rebibbia una lettera destinata alla compagna italo argentina. È quanto riferito in un servizio del Tg1, che ne mostra alcuni passaggi.

VALTER LAVITOLA

 

"Non sono lucidissimo, anche se sto bene - le ha raccontato Lavitola - Spero di avere i domiciliari, comunque ho chiesto di poter lavorare, qui in carcere ti assicuro è molto più pesante l'impotente attesa". Nella lettera Lavitola ammette di aver commesso errori: "avrei dovuto ascoltarti - dice alla compagna - ma oramai è tardi". In un passaggio l'imprenditore sostiene di "essere stato abbandonato" dall'ex premier Silvio Berlusconi. In un altro passaggio scrive: "Ho provato sofferenze e frustrazioni".

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