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“LE STRADE SONO INTRISE DI SANGUE. UCCIDONO ANCHE QUELLI CHE NON C’ENTRANO CON LE PROTESTE” – I RACCONTI DEGLI IRANIANI CHE SCENDONO IN PIAZZA CONTRO IL REGIME TEOCRATICO DI ALI KHAMENEI: “ABBIAMO BISOGNO DI SUPPORTO MILITARE, SE TRUMP NON ATTACCA, CI UCCIDERANNO” – SECONDO “IRAN INTERNATIONAL”, IL GIORNALE DI OPPOSIZIONE CON SEDE A LONDRA, LE VITTIME SONO DODICIMILA: “È IL PIÙ GRANDE MASSACRO DELLA STORIA” – GLI OBITORI SONO PIENI DI CADAVERI, GLI OSPEDALI SONO AL COLLASSO E MILIONI DI FAMIGLIE NON HANNO ACCESSO A INTERNET…
1 - IRAN, 12MILA MORTI NELLE PIAZZE "IL PEGGIOR MASSACRO DI SEMPRE" E SCATTA L'ORA DEI RASTRELLAMENTI
Estratto dell’articolo di Gabriella Colarusso per “la Repubblica”
iran, cadaveri nell obitorio di kahrizak foto lapresse 1
Sono i giorni del terrore, dell'assedio, del sangue sulle strade lavato nottetempo con le pompe d'acqua. […] All'obitorio di Kahrizak, a sud di Teheran, continuano ad arrivare corpi. [...] Aveva 16 anni Parian una delle tante vittime di questa strage consumata nelle strade dell'Iran dove una protesta pacifica e di massa contro La Repubblica islamica si è trasformata prima in disordini e poi in una vera mattanza delle forze di sicurezza.
Sono almeno 3mila i morti, tra loro 150 agenti, confermano funzionari del governo citati in maniera anonima dal New York Times, ma ammettono che potrebbero essere molti di più. Iran International, il sito legato all'opposizione monarchica, con base a Londra, porta il bilancio a una cifra raggelante: 12mila. La stima dell'intelligence israeliana è di almeno 5mila. Se anche solo le fonti del New York Times venissero confermate, si tratterebbe del più grande massacro della storia recente dell'Iran.
Una strage soprattutto di ragazzi e ragazze giovani, scesi in piazza con la rabbia di chi pensa di non avere più nulla da perdere, ma in fondo spera: in un Paese più ricco, più libero, più democratico. […] L'Alto Commissario delle Nazioni, Volker Turk, si dice «inorridito» e si rivolge alle autorità iraniane che invece promettono un'ondata di esecuzioni per i manifestanti arrestati con l'accusa di terrorismo o "guerra contro Dio": «È inaccettabile etichettarli come "terroristi" per giustificare la violenza contro di loro».
I resoconti e le immagini che arrivano grazie a Starlink e a una parziale riattivazione delle linee telefoniche, solo per le chiamate in uscita, mentre continua il blackout di internet, sono scioccanti. Pile di corpi negli obitori, centinaia di feriti negli ospedali. Minacce a chiunque provi a informare il mondo fuori.
[…] La televisione nazionale trasmettendo da Kahrizak è costretta a chiarire che i servizi mortuari sono gratuiti perché anche sui morti c'è il pizzo, con alcuni familiari costretti a pagare per avere indietro i corpi. Testimoni oculari raccontano al New York Times di aver visto cecchini sparare sulla folla nei quartieri di Sattarkhan e Pasvaran a Teheran e di «un agente di sicurezza nel quartiere di Aghdasieh che sparava indiscriminatamente dall'auto sui manifestanti. Le forze di sicurezza hanno hanno usato mitragliatrici su una folla di giovani uomini e donne». […]
Medici e infermieri negli ospedali raccontano di ragazzi e ragazze colpiti agli occhi. […] All'ospedale Sina i manifestanti feriti sono stati portati via dagli agenti subito dopo l'intervento. La vendetta dell'apparato si abbatte anche sui commercianti, i primi a scendere in piazza.
Mohammad Saedinia, fondatore del famoso marchio Saedinia, è stato arrestato e tutti locali della sua catena di caffè resteranno chiusi per aver solidarizzato con le proteste. Anche nel bazaar di Teheran alcuni commercianti sono stati arrestati per lo sciopero, altri costretti ad aprire negozi vuoti. Il Teheran Times rivela che «alti funzionari venuti meno ai loro doveri» e verranno processati: segno, forse, che qualcuno, dentro il sistema, si è opposto alla carneficina.
2 - VOCI DALLA CARNEFICINA, SI TEMONO 12 MILA MORTI «LE STRADE SONO INTRISE DEL NOSTRO SANGUE»
Estratto dell’articolo di Greta Privitera per il “Corriere della Sera”
iran, cadaveri nell obitorio di kahrizak foto lapresse 2
Un padre chiama da Teheran. Voce concitata: «Probabilmente questa è l’ultima volta che posso telefonare, costa troppo. Voglio che tu stia calma, amore mio. Questo regime è violentissimo. Uccidono tutti, anche quelli che non c’entrano con le proteste.
Amore mio, prenditi cura di te, qui stiamo combattendo. Se non escono video è perché non c’è internet, ma scendiamo in strada ogni sera. È pieno di gente. C’è fuoco e fumo ovunque. Diamo alle fiamme qualunque cosa appartenga al regime. Ma abbiamo bisogno di supporto militare, oppure ci uccideranno tutti. Chiedo a te e alle persone nel mondo: andate da Trump e fategli capire che se non attacca, ci uccideranno. Voglio che tu sia felice. Lo so che sono tanti giorni che non senti né me, né la mamma, ma stai su con il morale». Poi, più niente.
[…] Ieri, all’improvviso, i telefoni iraniani hanno ricominciato a funzionare. Si può chiamare all’estero, non ricevere. Rimane il blackout di internet, ma milioni di famiglie risentono i loro cari che vivono in luoghi lontani. […]
Genitori e amici che raccontano per la prima volta questi sette giorni al buio, dove la violenza della repressione islamista si è fatta più brutale che mai. Minuti che sono di emozione e strazio. […]
Una ragazza chiama l’amica: «Le strade sono intrise di sangue. I droni sono ovunque. Negli ultimi due giorni, nella nostra zona non ci sono state proteste». Pezzi di verità raccolti da lontano. Chiamata dopo chiamata si ricostruisce l’orrore di quella che sembra essere la settimana più sanguinosa della storia della Repubblica islamica.
proteste in iran foto lapresse
Un presagio confermato dalle dichiarazioni delle autorità: «Sono state uccise duemila persone, tra cui alcuni membri della sicurezza», dice un funzionario iraniano a Reuters . È la prima volta che riconoscono un numero così alto.
«Ma dietro le uccisioni ci sono i terroristi», continua. Ossia Israele e Usa. Iran International , il giornale di opposizione con sede a Londra, dà un altro dato a tre zeri: le vittime sono dodicimila. «Ho parlato con persone fidate e con diverse ong. Tutti dicono che quel 12 mila è più che realistico. Lo raccontano i video degli obitori e gli ospedali strapieni», ci dice Gissou Nia, avvocata per i diritti umani e ricercatrice dell’Atlantic Council.
Gruppi spontanei e ong stanno analizzando quelle immagini che confermano la carneficina. I Guardiani della rivoluzione, orgogliosi, pubblicano le foto su Telegram. Ci raccontano che la maggioranza dei morti non ha più di 30 anni. […]
IRAN - PROTESTE CONTRO IL REGIME DI KHAMENEI
PROTESTE IN IRAN - MAPPA DELL INSTITUTE FOR THE STUDY OF WAR
proteste in iran 1
i familiari al riconoscimento dei cadaveri dei manifestanti uccisi dal regime in iran foto lapresse 1
proteste in iran 3
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