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Lorenzo D’Albergo per “la Repubblica”
SARA DI PIETRANTONIO E VINCENZO PADUANO
Il vero amore non contempla la folle violenza della Magliana. La passione solo di rado riesce a capovolgersi, ad arrotolarsi su se stessa e a generare piani mostruosi come quello studiato da Vincenzo Paduano. Eppure la cronaca oggi è impietosa.
Racconta la lucida ferocia con cui un ragazzo di 27 anni, vigilantes da portineria, ha deciso di nascondere al mondo esterno la paura di rimanere solo. Soltanto davanti ai pm, dopo otto ore di interrogatorio, l’assassino di Sara Di Pietrantonio è riuscito a venire a patti con la realtà: «Sono un mostro, non mi rendo conto di cosa sono diventato. Sono un paranoico, un ossessivo».
SARA DI PIETRANTONIO VINCENZO PADUANO
Così, in quattro battute recitate a testa bassa, la guardia giurata ha spianato la strada agli investigatori. A quel punto per i pm Maria Monteleone e Maria Gabriella Fazi è stato facile ricostruire tutti gli step di un amore malato. Da una parte un ragazzo incapace di incassare un rifiuto, dall’altra la studentessa modello stanca di un rapporto soffocante. Nata due anni fa sul bagnasciuga di Ostia, la relazione tra la 22enne e quel ragazzo tutto muscoli e pizzetto era partita a gonfie vele.
La coppietta, fresca di fidanzamento, non vedeva l’ora di tuffarsi nel traffico del raccordo anulare. I 15 chilometri che dividono Spallette da Castel Giubileo, le due borgate di Sara e Vincenzo, diventavano l’occasione per chiudersi in auto e ridere, scherzare, ascoltare assieme le canzoni di Mika e Ligabue. «Spesso lei restava a cena qui — racconta uno zio del femminicida uscendo dalla palazzina della famiglia Paduano — poi non so cosa sia successo. Siamo dispiaciuti per Sara. Sono state distrutte due famiglie».
Perché l’amore viscerale di “Vince” per la biondina di Spallette si era ormai capovolto. Da mesi qualcosa si era rotto. Lei era sempre più insofferente, tra sms e telefonate minacciose la passione della guardia giurata si era trasformata in ossessione, e un vecchio compagno di scuola era tornato a bussare alla sua porta. Così Sara aveva iniziato a confidarsi con le amiche e anche al nuovo fidanzato aveva raccontato di essere stata minacciata dall’ex.
SARA DI PIETRANTONIO VINCENZO PADUANO
I compagni di Economia ora ricordano le prime avvisaglie di una relazione vicina al capolinea: «Non la mollava un attimo. Spesso, dopo i litigi, si presentava anche davanti all’università per prenderla e discutere. Per stare con il nuovo ragazzo lei aveva cambiato le sue abitudini. Nuovi locali, passeggiate in zone diverse. Forse aveva paura di essere pedinata». Scene e timori sfuggiti alla famiglia Di Pietrantonio e a mamma Tina, che adesso non si dà pace. Il tira e molla, sfuriate e abbracci per fare la pace, andava avanti da settimane.
Ma la sua Sara non le aveva detto niente. Non le aveva raccontato del giorno in cui lui le aveva stretto le braccia fino a farle male. Neanche sabato sera, a poche ore dalla morte, la 22enne è riuscita a lanciarle quel Sos che avrebbe potuto salvarle la vita. Prima di uscire e raggiungere l’amica Flaminia per le prove di danza, Sara ha fatto salire a casa Vincenzo. Davanti alla signora Tina, i due hanno discusso per diversi minuti. Toni accesi, ma nessun pericolo apparente.
LA MORTE DI SARA DI PIETRANTONIO
Lei una settimana fa si era anche rifiutata di farlo salire in casa per un saluto. Ma nessuno si aspettava un epilogo tanto violento. Neanche i colleghi del vigilantes, che pure avevano raccolto il suo sfogo: «Stava spesso sulle sue — racconta un collega di Vincenzo — ma nelle ultime settimane era più giù del solito. Diceva di essere stato lasciato. Negli ultimi giorni aveva cambiato posto di lavoro. Chissà, forse per avvicinarsi a lei».
In servizio in un palazzone di uffici di via del Tintoretto, cinque minuti dall’Eur e da casa del nuovo contendente, il portiere di notte senza pistola nella fondina, nelle ultime tre settimane si era presentato tutti i giorni sotto casa di Sara prima di andare a lavoro: «Lo trovavo qui di fronte ogni pomeriggio», conferma una vicina, la signora Fortunata.
Poi, sabato sera, l’ossessione si è definitivamente trasfigurata. Vincenzo ha seguito la coppia al T-Bar di via Ostiense, quindi si è appostato sotto casa di lui in viale Beethoven. Lì ha visto Sara salutare il suo nuovo ragazzo con un bacio e a quel punto, come ha detto ieri lo zio paterno della vittima, è diventato un «animale».
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