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ALLA FINE ANCHE MACRON SCARICA DEPARDIEU – IL TOYBOY DELL'ELISEO SI RIMANGIA LE DICHIARAZIONI SULLE ACCUSE DI MOLESTIE ALL'ATTORE (“NO ALLA CACCIA ALL’UOMO, DEPARDIEU HA RESO ORGOGLIOSA LA FRANCIA”). E CORREGGE IL TIRO: “NON HO MAI DIFESO UN AGGRESSORE DAVANTI ALLE SUE VITTIME, NON HO COMPIACENZA NEI SUOI CONFRONTI” – LA PRESA DI POSIZIONE DEL PRESIDENTE FRANCESE AVEVA FATTO INCAZZARE LE FEMMINISTE E NON SOLO…
Estratto dell’articolo di Stefano Montefiori per www.corriere.it
In un’intervista al settimanale Elle, il presidente francese Emmanuel Macron è tornato sul caso Depardieu ed è sembrato fare marcia indietro – di fatto – sulle precedenti dichiarazioni in difesa dell’attore, che avevano suscitato forti proteste soprattutto nel movimento femminista.
Alla fine di dicembre, in una trasmissione televisiva, Macron si era definito «un grande ammiratore di Gérard Depardieu» pur accusato di violenze sessuali e aveva dichiarato che l’attore «rende fiera la Francia».
Stavolta i toni sono diversi, anche se Macron si rifiuta di fare mea culpa. «Non ho mai difeso un aggressore davanti alle sue vittime, mi sono espresso su Gérard Depardieu perché c’era tutta una polemica sulle frasi contenute in un documentario e sulla questione della Legion d’onore (che alcuni esponenti del governo vorrebbero ritirare a Depardieu)».
«Ma non ho alcuna compiacenza – ha continuato Macron -. Solo la volontà che vengano rispettati i nostri principi, come quello sulla presunzione di innocenza. Questi stessi principi che permetteranno alla giustizia di emettere una sentenza il prossimo ottobre, ed è una buona cosa».
Il presidente francese poi ha aggiunto che «ho un profondo rispetto e una grande fiducia nelle donne e in quello che hanno da dire», «sono intransigente sulla questione dello stupro, della dominazione e di questa cultura della brutalità. La mia priorità è ed è sempre stata quella di proteggere le vittime, e questo vale anche per il caso Depardieu».
«Ho usato l'espressione caccia all'uomo in modo neutro rispetto al genere, se così si può dire. Non mi piacciono i processi mediatici, la giustizia a colpi di tweet, in generale. Viviamo in una società che cerca di abbattere le persone in pochi giorni e poi si dimentica di loro. Io cerco di combattere». […]


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