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“UNA VOLTA IL CALENDARIO DELL’AVVENTO ERA UN GIOCATTOLO DEVOTO. OGGI SONO LO SPECCHIO DI UN’IMPLOSIONE DEL TEMPO SOCIALE E DI QUELLO ANAGRAFICO” - MARINO NIOLA: “UN TEMPO OGNI FOGLIO DEL CALENDARIO CONTENEVA UN INSEGNAMENTO, UN'INDICAZIONE, UN PENSIERO EDIFICANTE. OGGI HA GENERATO NUOVE MODALITÀ DI MARKETING. NEL MONDO CUI ABBIAMO VOLTATO LE SPALLE, I RAGAZZI VOLEVANO PRENDERE IL POSTO DEI GRANDI. OGGI I GRANDI VOGLIONO PRENDERE IL POSTO DEI RAGAZZI E ASSOMIGLIARE A LORO. UN MONDO FATTO DI ‘FOREVER YOUNG’. COSÌ A OGNI CASELLA DEL CALENDARIO CORRISPONDE UN PREMIO, UN'AUTOASSOLUZIONE CONSOLATORIA CHE CONCEDE UN BENEFIT IMMEDIATO. TUTTO E SUBITO…”
Estratto dell’articolo di Marino Niola per “la Repubblica”
La vita è tutta un'attesa ma noi, affogati nel nostro eterno presente, ce lo siamo dimenticato. A ricordarcelo, però, ora c'è il boom del calendario dell'Avvento.
Che sgrana il tempo, lo allunga, e lo trasforma in giorni, ore, minuti da riempire di senso, di speranza, di sogni, di aspettative. Forse per questo è diventato un business da paura, conquistando bambini e adulti.
[…] Ce n'è per tutti i gusti, tutte le età, tutti i generi e tutte le tasche. Su Amazon la ricerca "calendari dell'Avvento 2025" dà 70.000 risultati.
Dentro c'è letteralmente il mondo, da beauty e make-up a cibo e gioielli, fino ai dolci, ma quelli firmati dagli chef stellati.
E ci sono anche i calendari per adulti, che trasformano il periodo dell'Avvento in un kamasutra che ogni giorno svela segreti hot per risvegliare la libido nelle coppie assopite. Risultato tre settimane e mezza di passione.
Siamo ormai a distanza siderale dal primo Adventskalender a stampa, realizzato nel 1903 da Gerhard Lang, un tipografo tedesco di religione protestante. Che lo concepì come una sorta di giocattolo devoto, con tanto di figurine da ritagliare, colorare e incollare.
Ma anche con cioccolatini e pensierini sistemati ad arte. Un sussidiario illustrato del catechismo.
In realtà quel nucleo originario è stato letteralmente polverizzato da un Big Bang sociale ed economico che ha generato nuove galassie del desiderio e nuove modalità di marketing. Oggi la religione dell'attesa ha lasciato il posto alla religione dei consumi. Una volta, infatti, ogni foglio del calendario conteneva un insegnamento, un'indicazione, un pensiero edificante. […]
Oggi quell'automatismo premiale con i suoi valori etici e i suoi fondamenti educativi è saltato. Intanto perché gli adulti non sanno veramente cosa chiedere ai ragazzi. E di conseguenza fanno fatica a proporre modelli fondati sul meccanismo di norma e sanzione, premio e castigo. Anche perché il testacoda generazionale che stiamo vivendo, col favore della tecnologia digitale, ha invertito il tradizionale rapporto tra genitori e figli.
Nel mondo cui abbiamo voltato le spalle i ragazzi volevano prendere il posto dei grandi, e assomigliare a loro, mentre oggi i grandi vogliono prendere il posto dei ragazzi e assomigliare a loro. Risultato un mondo dove tutto è simultaneo, senza prima e né poi, fatto di forever young che stazionano insieme allo stato fusionale e confusionale in un eterno presente dove non c'è più posto per l'attesa.
E dove i genitori, per dirla con il grande poeta francese Guillaume Apollinaire, sembrano diventati figli dei propri figli. In fondo i nuovi calendari dell'Avvento sono lo specchio di questa implosione del tempo sociale e di quello anagrafico. Per cui il desiderio, senza più ostacoli da superare, né regole da rispettare né tempi da aspettare, corre dietro a sé stesso all'infinito come un serpente che si morde la coda.
Così a ogni casella del calendario di fatto corrisponde un premio, un'autoassoluzione consolatoria che concede un benefit immediato.
Tutto e subito.
Eppure, in questa mania che ormai sembrerebbe una resa senza condizioni alle leggi del marketing, si può vedere anche il bicchiere mezzo pieno. Ed è il tentativo di riparare gli ingranaggi della ruota del tempo, restituendola a un andamento regolare, un giorno dopo l'altro, ridando all'attesa del domani tutto il suo carico di senso, di investimento sul futuro che è l'essenza stessa del calendario.
[…] il boom dei calendari dell'Avvento nasce anche dal tentativo di bucare il non tempo della modernità liquida. Sfuggendo alla simultaneità perturbante del multitasking per rifugiarsi nella regolarità rassicurante della successione e rientrare nella profondità dell'ieri oggi e domani. Così il 24 giorni che precedono il Natale si trasformano in un doppio concentrato del calendario d'antan.
Sono quel che resta del tempo in una società che ormai fa fatica a orientarsi nei labirinti di una storia che non ha più intervalli, date, tappe e ricorrenze che la rendano significativa, soprattutto da quando le feste hanno perso il loro rilievo religioso e comunitario e sono state ridotte a tempo libero.
Cioè a ore anonime di non lavoro. Nella circolarità del calendario, con i suoi immutabili anniversari, le sue giornate particolari, diceva il grande scrittore bulgaro Elias Canetti, si riconosce una garanzia per ciò che verrà. Ecco perché, nel continuum virtuale che è diventato il nostro quotidiano, i calendari dell'Avvento diventano gli almanacchi del futuro.
calendario dell avvento 6
calendario dell avvento 9
calendario dell avvento 8
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