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ISIS PRIGIONIERI APPESI A TESTA IN GIU'
Federica Macagnone per “www.ilmessaggero.it”
Prigionieri sgozzati, appesi a testa giù come pecore in un mattatoio. Scorre il sangue sulla festa santa dei musulmani dell'Eid al Adha: dodici minuti di orrore ripresi dalle telecamere dello Stato Islamico e pubblicati on line.
Le immagini raccapriccianti, diffuse lunedì dagli uomini del Califfato, sono l'ennesimo capitolo della ferocia jihadista: questa volta le vittime sono state accusate di essere spie degli Stati Uniti e sono state condotte in un macello di Deir ez-Zor, nel nord-est della Siria, per essere giustiziate.
Il video, dal nome “The Making of Illusion”, mostra un boia vestito di bianco trascinare due prigionieri attraverso i corridoi del macello prima di giungere a un'enorme grata metallica dove le vittime sono poi state sgozzate. Il montaggio ci conduce in una stanza dove decine di prigionieri, vestiti con tute arancioni, sono appesi a testa in giù con un gancio: alcuni attendono di essere uccisi, altri penzolano dal soffitto privi di vita, dopo essere stati sgozzati. Poi le immagini si soffermano su particolari raccapriccianti.
Le atrocità jihadiste sono inframezzate anche da frame degli attori Simon Pegg e Tom Cruise nel film «Mission Impossible-Rogue Nation» del 2015 e da foto della Torre Eiffel e del lungomare di Nizza dopo l’attacco del 14 luglio scorso. «È il video peggiore che abbiamo mai visto – ha detto Abu Mohammed, fondatore del gruppo “Raqqa is Being Slaughtered Silently” - Gli essere umani sono stati massacrati come pecore».
La festività. I jihadisti hanno scelto di pubblicare sul web il loro video lunedì, data che coincide con l'Eid al Adha, in arabo "Festa del Sacrificio", che ricorda la prova superata da Abramo che obbedisce all'ordine di Dio di immolare il figlio e al quale, prima che possa mettere in atto l'azione, viene inviato dal cielo un montone da sacrificare. Il rito principale prevede appunto di uccidere una pecora, un montone, un agnello, un cammello, un pollo e di donarne la carne ai poveri e ai bisognosi.
Il rito è obbligatorio per i "hujjaj", i pellegrini della Mecca, mentre è un atto meritorio ma non obbligatorio per gli altri musulmani. Una data non casuale, dunque, per gli uomini del Califfato che hanno voluto bagnare di sangue umano questa ricorrenza.
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