LA GIUSTIZIA E’ LETALE PER TUTTI - CINQUE MESI FA LAURA ROVERI RISCHIÒ DI ESSERE UCCISA DALL’EX FIDANZATO CHE LE HA INFLITTO QUINDICI COLTELLATE - ORA LUI È AI DOMICILIARI E LEI GIRA SOTTO SCORTA

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Laura Tedesco per “il Corriere della Sera

 

LAURA ROVERI LAURA ROVERI

«Cinque mesi fa con quindici coltellate il mio fidanzato ha cercato di ammazzarmi con premeditazione e io ho rischiato la vita, da tre giorni è già a casa in pantofole con i suoi genitori e a me invece hanno dato la scorta per proteggermi da lui visto che abitiamo a soli 13 chilometri di distanza. Se questa è la nostra giustizia, allora in Italia la giustizia non esiste».

 

Quella di Laura Roveri è la voce rabbiosa e indignata di una bellissima ragazza veronese di 25 anni che ha ancora il volto e il corpo segnati dalle cicatrici. Ma dalla notte del 12 aprile scorso, quando il suo ex compagno Enrico Sganzerla l’ha ferocemente aggredita con quei fendenti in una discoteca di Vicenza, Laura porta ancora i segni non solo sulla pelle ma anche nell’anima, nel cuore e nei ricordi: «La verità è che io non sono e non potrò mai più essere la stessa persona di prima. Ho rischiato la vita due volte, quando mi ha accoltellato e quando, alcuni giorni dopo, hanno dovuto operarmi d’urgenza per un aneurisma. Ai giudici, però, evidentemente non è bastato per punirlo.

laura roveri laura roveri

 

E siccome mi sono salvata, a soli cinque mesi di distanza da quando ha cercato di uccidermi gli hanno già concesso i domiciliari nella casa dei suoi genitori. Questo è un insulto non solo a me ma a tutte le donne. Ci dicono di denunciare gli uomini violenti e si fanno le campagne contro il femminicidio. A cosa servono prevenzione e sensibilizzazione, se poi il trattamento giudiziario che spetta a un omicida mancato è un soggiorno a casa con mamma e papà?».

 

Arrestato il 12 aprile e tuttora indagato per tentato omicidio aggravato dalla premeditazione, il commercialista veronese di 42 anni Sganzerla è rimasto in carcere fino al 7 giugno, quando ha ottenuto i domiciliari in una clinica per «compiere un percorso terapeutico e rieducativo».

 

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È rimasto nella struttura fino a martedì scorso, quando il gip di Vicenza Dario Morsiani con l’assenso del pm gli ha concesso i domiciliari presso i genitori a Cerea, comune veronese a una decina di minuti di strada da dove (a Nogara) risiede invece Laura. «E io adesso ho paura, temo che possa venire a cercarmi. Per me è un incubo da cui speravo di uscire e che invece ricomincia da zero. È come se mi stessero accoltellando di nuovo».

 

Un’indignazione urlata anche su Facebook: «Volete liberarvi della vostra ex? Nessun problema, oggi grazie ai nostri pm tre mesi di villeggiatura e sei a casa. Buongiorno Italietta...» è il tagliente messaggio con cui la ragazza ha raccontato la sua rabbia sul web. E subito sono fioccati i messaggi di sostegno. Non solo, però: «C’è anche chi, tra i conoscenti del mio ex, mi ha accusata di puntare ai soldi di lui: nulla di più falso, io non cerco denaro ma giustizia. Deve pagare per ciò che mi ha fatto, e dove si può pagare per un tentato omicidio se non in galera? È in carcere che deve stare l’uomo che ha cercato di ammazzarmi, non a casa accudito dai genitori a dieci minuti da me».

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Da lunedì Laura ha appena ricominciato a lavorare come insegnante di pilates e yoga: «Stavo tentando di riprovare a vivere come prima, ma dopo questa doccia fredda dei domiciliari sono ripiombata nel buio». A mollare, però, questa 25enne non ci pensa: «Ho già iniziato a parlare nelle scuole, sto scrivendo un libro, mi hanno chiesto di tenere conferenze sul tema del femminicidio. Non mi fermerò, andrò avanti con la mia battaglia per me ma soprattutto per le altre donne. E ai magistrati vorrei dire: pensateci bene, pensateci meglio, pensate alle donne a voi vicine prima di assumere provvedimenti del genere...»