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MIGRANTI DI PRIMA CLASSE - ALTRO CHE GOMMONI, I SIRIANI CON I SOLDI FUGGONO IN YACHT: CHI PUÒ ARRIVA A LESBO PAGANDO OLTRE 3MILA DOLLARI - ALTRI DUE NAUFRAGI NEL MAR EGEO: 7 BAMBINI ANNEGATI

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Michela A.G. Iaccharino per il “Fatto Quotidiano”

 

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Sette bambini, tra cui un neonato, sono morti in due naufragi avvenuti a poche ore di distanza nella stessa zona sul mar Egeo, al largo di Cesme, nella provincia di Smirne.
I migranti erano diretti dalla Turchia alla Grecia e, secondo l' agenzia di stampa Anadolu, erano tutti originari dell' Afghanistan. Non è chiaro quante persone si trovassero a bordo.

 

Ma ormai nessuno conta più che naufragio sia questo. Si gioca a nascondino nelle acque gelide dell' Egeo: c' è Frontex, guardia costiera greca e turca, che fa tornare indietro le imbarcazioni dopo pochi metri, ma migliaia di siriani e afgani sono pronti a partire dai villaggi di Ayvacik e Ayvalik. Se la guardia costiera si sposta a destra, i gommoni partono a sinistra e viceversa.
 

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Poche imbarcazioni raggiungono la riva prima che i militari greci le affianchino e trasportino i migranti nei porti di Petra e Molivos per l' identificazione. La tregua dai controlli la concede solo il buio.
 

C'è anche un altro modo di essere migranti; se hai soldi, il viaggio è diverso. "È un' industria potente, con profitti illimitati", dice Nikos, volontario nativo dell' isola di Lesbo. Lavora all' hotel Afrodite. Racconta di quello che chiama Vip sea taxi. "Il trafficante turco ha una barca con un motore da 300 cavalli, lavora con suo figlio e un altro giovane armato.

 

Scarica i migranti, massimo 8 ogni viaggio e torna indietro. Trasporta solo siriani, gli unici che possono permettersi quelle cifre, 3mila dollari e oltre per 15 minuti di motoscafo. Dalla spiaggia lontana del secondo faro, a Korakas, dove sbarcano, la mafia locale, greco albanese, li porta direttamente in albergo a Mitilini".
 

Samuel, volontario spagnolo, ammette di averli visti quasi ogni giorno: "Puoi solo avvicinarti ai migranti quando sbarcano, non al guidatore, è armato, nemmeno le barche della Guardia Costiera lo affiancano".
 

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Per questo flusso ininterrotto e non arginato la Grecia è accusata di non rispettare il codice 26 di Shengen e rischia l' espulsione dall' aerea di libero scambio. Intanto dall' altro lato, i trafficanti di uomini hanno già invertito le rotte verso le coste non controllate del porto di Mitilini.
 

Non più solo gommoni con 50 persone a bordo, ora anche vecchie barche di legno capaci di portare fino a 300 passeggeri. Appena le barche si svuotano, quelli che l' isola chiama korakia, avvoltoi, le smontano pezzo dopo pezzo in un paio di minuti. Questo è un exodos. Esodo, ma in greco vuol dire uscita, come c' è scritto in tutte le fermate della metro ellenica quando, dal sottosuolo risali alla luce.
 

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Sono sotto il tiro delle pistole e dei mitra dei trafficanti di Smirne, ma è così che gli uomini in attesa dall' altro lato intorno ai falò nei boschi turchi pensano all' isola di Lesbo; vista da lì ha la forma di emme rovesciata, si vedono i gommoni di chi è già partito che si scontrano contro le insenature rocciose, quando non sono intercettati dai militari.