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LA PALESTINA DA’ ALLA TESTA – A MODENA I BIMBI CANTANO IL CORO PER LA PALESTINA ALL’INCONTRO CON IL SINDACO, MASSIMO MEZZETTI, A CUI PARTECIPA ANCHE UN INDAGATO PER TERRORISMO! - L’EVENTO ERA STATO ORGANIZZATO DALLE INSEGNANTI DEL MOVIMENTO COOPERAZIONE EDUCATIVA, CON DIVERSE CLASSI DELLE SCUOLE ELEMENTARI. L’OSPITE ERA WAEL AL DAHDOUH, INVIATO DI AL JAZEERA CHE A GAZA HA PERSO LA MOGLIE, TRE FIGLI E ALTRI OTTO PARENTI - INCARICATO DELLA TRADUZIONE ERA SULAIMAN HIJAZI, PALESTINESE INDAGATO NELL’INCHIESTA “DOMINO” DELLA PROCURA DI GENOVA PER ASSOCIAZIONE CON FINALITÀ DI TERRORISMO, ANCHE INTERNAZIONALE…

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Estratto dell’articolo di Adriano Arati per il “Corriere della Sera”

 

massimo mezzetti

I bimbi cantano il coro per la Palestina all’incontro con il sindaco a cui partecipa anche un indagato per terrorismo. È un caso destinato a far discutere l’evento del 3 giugno a Modena organizzato dalle insegnanti del Movimento cooperazione educativa, con diverse classi delle scuole elementari.

 

Il protagonista era Wael Al Dahdouh, inviato di Al Jazeera che a Gaza ha perso la moglie, tre figli e altri otto parenti. Con lui sul palco il sindaco Massimo Mezzetti. I problemi iniziano col traduttore di Al Dahdouh: l’incaricato era Sulaiman Hijazi, palestinese che risulta tra gli indagati dell’inchiesta Domino della Procura di Genova per il reato di associazione con finalità di terrorismo, anche internazionale.

 

Wael Al Dahdouh

Hijazi è uno degli uomini più vicini a Mohammad Hannoun, arrestato alla fine del 2025 perché ritenuto il capo della rete italiana di Hamas. Al termine dell’iniziativa, poi, una donna ha intonato il canto Free Free Palestine invitando la platea, formata dai bimbi delle classi invitati, a unirsi al coro. Il tutto in una città, Modena, ancora ferita dall’attentato del 16 maggio, quando Salim El Koudri, 31enne italiano di origine marocchina, ha investito sette persone in centro. […] L’ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna ha annunciato l’invio di propri ispettori scolastici per ricostruire l’accaduto.

 

Attende gli esiti il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: «Se qualcuno pensa ancora di poter fare della scuola un luogo di indottrinamento e di propaganda sbaglia. Questo ministero non lo consentirà». A Valditara replica Luca Bauccio, il legale di Hijazi: «Bene farebbe il ministro a rispettare sempre la presunzione di innocenza: il mio assistito è solo un indagato, peraltro incensurato e libero da misure cautelari».

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