walter biot

MOSCA E I SUOI MOSCONI - LA PROCURA GENERALE DELLA CASSAZIONE CHIEDE DI CONFERMARE LA PENA A 20 ANNI DI CARCERE PER WALTER BIOT, L’UFFICIALE DI MARINA ACCUSATO DI AVERE VENDUTO DOCUMENTI AI RUSSI. BIOT FU ARRESTATO NEL MARZO 2021 MENTRE, NEL PARCHEGGIO DI UN CENTRO COMMERCIALE DELLA CAPITALE, CONSEGNAVA DOCUMENTI RISERVATI A FUNZIONARI DELL'AMBASCIATA DI MOSCA ("I DOCUMENTI ERANO DEL TUTTO INDIVULGABILI ANCHE SE NON ERA STATO POSTO IL SEGRETO DI STATO”)

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(ANSA) - La conferma della condanna a 20 anni di carcere con il rigetto del ricorso presentato dai difensori. E' quanto chiesto dalla procura generale di Cassazione per Walter Biot, l'ufficiale di Marina arrestato nel marzo 2021 mentre, nel parcheggio di un centro commerciale della Capitale, consegnava documenti riservati a funzionari dell'ambasciata russa.   

 

Per Biot - detenuto a Velletri - la Cassazione ha già reso definitiva la condanna a 29 anni e 2 mesi pronunciata dalla Corte d'Appello militare per fatti analoghi, relativi alla violazione del segreto militare in cambio di denaro.  

 

Nella memoria depositata dal rappresentante dell'accusa si afferma che è "fuor di dubbio" che "lo scambio vi sia stato e che esso avesse ad oggetto dei documenti classificati come "riservati Nato", come è altrettanto certo che ciò fosse avvenuto in favore di un'autorità straniera, e dietro pagamento di una somma di denaro".   

 

 Circa il contenuto dei documenti "si è detto come essi siano del tutto indivulgabili, indipendentemente dall'apposizione del segreto di Stato da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri - si legge nella memoria del pg Marco Dall'Olio - e che il loro contenuto, poi, non debba e non possa essere conosciuto è in qualche modo l'in se del reato di cui ci si occupa".

 

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