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FARE A MENO DEGLI STATI UNITI SI PUÒ, MA BISOGNA PAGARE! L’EUROPA DEVE TROVARE ALMENO MILLE MILIARDI DI DOLLARI PER COMPENSARE UN’EVENTUALE DISIMPEGNO TOTALE DEGLI AMERICANI – UN ALTRO FATTORE CRUCIALE È IL TEMPO: PER FRONTEGGIARE LA MINACCIA RUSSA NON BISOGNA TENTENNARE. COSTRUIRE UNA DIFESA AEREA DEGNA E COMPETERE SU INTELLIGENCE E INFRASTRUTTURE SPAZIALI RICHIEDE ANNI, FORSE DECENNI, DOPO MEZZO SECOLO PASSATI A SBOCCIARE SOTTO L’OMBRELLONE DELLO ZIO SAM…
Estratto dell’articolo di Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”
donald trump e la nato - vignetta by vukic
Gli europei possono fare a meno della difesa americana? In teoria sì: a condizione che i 31 Paesi della Nato, (tutti tranne gli Stati Uniti) siano pronti a spendere altri 1.000 miliardi di dollari, oltre ai 750 promessi lo scorso anno, nel vertice dell’Aja, in Olanda.
Allora i soci dell’Alleanza si impegnarono ad aumentare la spesa della difesa fino al 3,5% del Pil entro il 2035, destinando un altro 1,5% a investimenti collaterali. Quelle cifre, che pure hanno già suscitato aspre polemiche nei vari Paesi, non basterebbero a colmare il vuoto lasciato dalla «Trump-exit».
Nell’ultimo anno, analisi e previsioni sono fiorite a decine. Una delle più citate è ancora quella presentata lo scorso anno dall’Iiss (International Institute for Strategic Studies), centro studi specializzato nella sicurezza internazionale, con sede a Londra.
Il rapporto si intitola «Difendere l’Europa senza gli Stati Uniti, costi e conseguenze».
Il lavoro immagina lo scenario più estremo: il ritiro completo delle forze armate Usa di stanza in Europa e la disattivazione dei sistemi di sorveglianza, di intelligence, fino allo smantellamento dello scudo nucleare.
mark rutte giorgia meloni foto lapresse
[…] Per rimpiazzare le forze americane di terra (dai carri armati all’artiglieria) servono 51 miliardi di dollari; per quelle navali, 86 miliardi; per quelle aeree (dai caccia ai droni), 88 miliardi. Totale: 225 miliardi di dollari che possono arrivare fino a 344 miliardi.
Alla lista vanno aggiunti gli stanziamenti per mettere in campo una forza di 128 mila tra soldati e personale di supporto: il minimo per costituire una deterrenza credibile nei confronti della minaccia russa.
Si arriva a mille miliardi calcolando gli investimenti necessari nei settori in cui la distanza tra le capacità americane e quelle europee è più vistosa: sorveglianza del territorio, intelligence, infrastrutture spaziali.
DONALD TRUMP E MARK RUTTE - VERTICE NATO AJA
Da ultimo, l’Unione europea ha mostrato segnali di risveglio. Bruxelles, per esempio, sta finanziando il sistema di comunicazione orbitale Iris. L’obiettivo è affrancarsi progressivamente da Elon Musk e dalla sua rete Starlink. Il problema è che i satelliti europei per uso militare dovrebbero entrare in servizio fra quattro anni: un’eternità per lo spazio.
Oltre ai soldi, quindi, l’altro fattore cruciale è il tempo. Entrambi ci conducono alla dimensione decisiva: la politica.
Quanti sono i governi pronti ad aumentare e ad accelerare le spese per il riarmo? […] Londra, Parigi e Berlino si stanno muovendo in modo concreto. […] Il primo passaggio […] L’idea è formare un gruppo coeso, lasciando, almeno per il momento, ai margini i governi titubanti o semplicemente contrari alla prospettiva di un’Europa senza la tutela Usa.
vertice dei volenterosi a parigi - friedrich merz emmanuel macron keir starmer Giorgia meloni
La squadra di partenza è formata da un nocciolo duro di Stati: Regno Unito, Francia, Germania, Danimarca, Finlandia, Svezia, Norvegia. Un secondo girone, decisamente più largo, segue con interesse, ma vuole mantenere stretti legami militari, anche bilaterali, con gli Usa. Ne fanno parte, tra gli altri: la Polonia, la Grecia, i Paesi Baltici. Naturalmente anche il governo italiano sarà chiamato a scegliere.
ESERCITO EUROPEO 1
donald trump - nato
esercitazione militare europea in lettonia
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