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Guido Novaria per “lastampa.it”
Il vecchio ammiraglio, numero uno della Difesa italiana ormai vicino all’età della pensione, prima ha dato lezione di strategia militare «in quel mar Mediterraneo che rischia di diventare sempre meno Mare Nostrum, ma un’autentica polveriera a un passo dalle coste italiane».
Poi ha fotografato «il pericolo Isis»: «Non solo dimostra una forza ideologica ma conferma il rischio concreto che focolai analoghi possano raggiungere l’Europa attraverso Balcani e Nord Africa». E osserva, convinto: «L’Isis sa comunicare». Ma è nel finale del suo discorso, che il capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha dato il meglio di sè, citando i versi di una canzone di Bob Dylan che «esorta i giovani all’impegno per costruire un mondo migliore, anche indossando la divisa con le stellette».
Prima di lui, nell’aula magna dell’austero Palazzo dell’Arsenale, per l’inaugurazione del nuovo Anno Accademico della Scuola di applicazione dell’Esercito, Luca Cordero di Montezemolo, neopresidente di Alitalia, aveva offerto una riflessione sulla «preparazione dei futuri manager fra innovazione e globalizzazione».
Ma era stato il generale Claudio Graziano, capo di Stato maggiore dell’Esercito, a guardare al futuro,senza dimenticare il passato «a cominciare dalla storia risorgimentale per arrivare all’impegno straordinario e da far conoscere degli ufficiali del Regio Esercito nella guerra di Liberazione».
Ha detto Graziano, rivolto ai futuri comandanti : «Il percorso di trasformazione che abbiamo cominciato, sarà portato avanti dai nostri giovani ufficiali con passione, determinazione, in un quadro di efficienza, imposto dalla spending review.». E ancora: «Abbiamo ridotto le brigate, dismesso caserme, stiamo migliorando i sistemi d’arma; le missioni all’estero, hanno dato al nostro esercito un'immagine nuova».Parola di un ufficiale che, 21 anni fa, da colonnello degli alpini, guidava il battaglione Susa in Mozambico.
Ancora il generale Graziano: «Siamo prima servi del dovere che servi del diritto, siamo qui avendo giurato fedeltà alla Patria che è qualcosa che trascende il momento, la crisi o la gioia: è la Patria, e voi siete qui a rappresentarla».
montezemolo ad abu dhabi con Khaldoo Al Mubarak
I rintocchi della «Campana del Dovere» hanno segnato l’inizio dell’Anno Accademico in tutti gli istituti militari: la Scuola di Applicazione di Torino, l’Accademia Militare di Modena, la Scuola Sottufficiali di Viterbo, la Scuola Lingue Estere di Perugia e le due Scuole militari, «Nunziatella» di Napoli e «Teuliè» di Milano. Ogni anno i corsi tenuti negli Istituti di formazione sono frequentati da oltre 1000 ufficiali, 400 allievi ufficiali, 600 sottufficiali e 400 studenti allievi delle scuole militari.
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