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MISSFOGO A DOVERE – CAOS A TONGA AL CONCORSO DI BELLEZZA “MISS HEILALA”: LA REGINETTA USCENTE, LA 23ENNE KALO FUNGANITAO, HA DENUNCIATO DI AVER PASSATO UN ANNO DA INCUBO DOPO LA SUA INCORONAZIONE PER ESSERE STATA VITTIMA DI BULLISMO E INSULTI SESSISTI – DAL PALCO UNA RAGAZZA HA DENUNCIATO TUTTO, MENTRE GLI ORGANIZZATORI CERCAVANO DI SPEGNERLE IL MICROFONO: URLA, INSULTI E…(VIDEO)
Luigi Offeddu per il “Corriere della sera”
«Lo scopo di questo concorso di bellezza - aveva detto il conduttore - è di incoraggiare le donne ad avere più fiducia in se stesse, a mostrare la loro bellezza esteriore ma anche quella interiore».
Lo scenario intorno era paradisiaco, da quadro di Gauguin, ma si è trasformato in una bolgia: e così si è conclusa malissimo, nel caos, la finale del concorso annuale «Miss Heilala» (dal nome del rosso fiore locale, che fiorisce in luglio) nel regno delle isole Tonga, 173 isole seminate nel Pacifico di cui solo 53 abitate.
Il microfono è stato strappato dalle mani della miss 2018 Kalo Funganitao, 23 anni, tongana laureanda in legge in un' università neozelandese, che al momento di riconsegnare la corona ha protestato furibonda per il bullismo anche sessista di cui sarebbe stata vittima nel suo anno di «regno», sul Web e nella realtà: «Troppo è troppo!».
Già un anno fa, al momento della vittoria, era stata sommersa da applausi ma anche da fischi perché le si rimproverava una sponsorizzazione troppo smaccata da parte del servizio dell' emigrazione neozelandese. In due parole, non era simpatica ai suoi compatrioti, soprattutto a quelli maschi.
Erano seguiti mesi di tempesta, di insulti: «Vergogna - scriveva lei nel suo blog - il bullismo è vergogna. I nostri antenati non hanno lottato perché la gente si comportasse in modo così disgustoso. Rendete Tonga migliore: se non sapete come, imparatelo».
Questa finale di concorso del 2019 era stato organizzata dal governo in concomitanza con il sessantesimo compleanno del re Tupou VI, un' occasione ufficiale che l' imprevista contestazione ha rovinato.
Così, l' altra sera, mentre una parte del pubblico muggiva e un' altra solidarizzava con Kalo, il vice primo ministro Semisi Sika urlava al disc jockey: «Alza la musica! Alza la musica!» in modo da coprire la voce della ribelle (più tardi qualcuno ha chiesto le sue dimissioni), e infine l' audio è stato troncato fra il pubblico che si scambiava insulti.
Anche di sapore razzista, hanno riferito i media locali, nella sala piena di gente venuta da mezzo Pacifico: melanesiani, micronesiani, polinesiani di ogni accento. Si sono anche udite grida di «sei una racchia!». E poi c'è stato un colpo di scena: molte altre concorrenti, compresa la vincitrice di quest' anno - la ventenne hawaiiana Yehenara Soukoup - hanno attorniato la contestatrice, abbracciandola: «È stato un grande conforto, l' espressione della nostra sorellanza di donne.
Pensavo che vicino a me ci fossero solo i miei genitori e mio fratello. E invece, quando mi sono voltata, eccole lì, le mie sorelle».
Il Web si è subito riempito di commenti. Uno fra tutti: «Kalo ha esercitato i suoi diritti come una donna e un essere umano. Le differenze culturali sono sempre esistite a Tonga, evidentemente il nostro Paese non è pronto per la globalizzazione».
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