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Non dite a Silvio Berlusconi che il procuratore della Cassazione che l'estate scorsa lo ha definito "ideatore di un sistema truffaldino", ottenendo la sua condanna al processo Mediaset, sta per sbarcare al ministero della Giustizia come direttore degli Affari di giustizia.
Antonio Mura, soprannominato il "Cary Grant del Palazzaccio", è stato infatti individuato dal ministro Andrea Orlando come il miglior sostituto possibile di Simonetta Matone alla guida di quello che è il cuore organizzativo della macchina giudiziaria.
Sessant'anni da compiere, sassarese, un curriculum inattaccabile, Mura non lo si può neppure tacciare di essere una "toga rossa" perché ha sempre fatto parte di Magistratura indipendente, la corrente di destra dei giudici. La Matone dovrebbe lasciargli il posto perché, come magistrato, è vicina al tetto massimo per gli incarichi fuori ruolo. La si vedrà più spesso a "Porta a Porta" dall'amico Bruno Vespa.
Come per tutti i ministeri, anche Orlando ha tempo 90 giorni dal giuramento per cambiare la prima linea dei direttori e la seconda poltrona più delicata è quella del Dap, il dipartimento che si occupa delle carceri. Qui il capo è sempre Giovanni Tamburino, che Nonna Pina Cancellieri confermò un paio di giorni prima della scadenza. La sua permanenza è legata all'accoglimento - o alla bocciatura - del piano carceri in Europa.
Se a maggio Strasburgo ci condannerà ancora per le gravi inadempienze sul sovraffollamento nelle celle, e ci arriverà una multa miliardaria, il destino di Tamburino sarà naturalmente segnato. E oltre a tutto si aprirebbe la strada, quasi obbligata, di un'amnistia. Il capo del Dap, tuttavia, è assai stimato da Giorgio Napolitano e potrebbe essere confermato ugualmente dal giovane guardasigilli spezzino.
Andrea Orlando
ANTONIO MURA
Simonetta Matone e Legion d Onore Boniver
berlu in tribunale
Giovanni Tamburino
NAPOLITANO E CANCELLIERI
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