DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI -…
NON PRIVATECI DELLA NOSTRA PRIVACY! – IL GOVERNO PROVA A CORREGGERE IL TIRO SUL DECRETO LEGISLATIVO CHE AMPLIA I POTERI DI POLIZIA SUL RICONOSCIMENTO FACCIALE BASATO SULL’IA, DOPO CHE L’UE HA RICORDATO CHE LA NORMATIVA EUROPEA VIETA L'IDENTIFICAZIONE BIOMETRICA IN TEMPO REALE NEGLI SPAZI PUBBLICI – MA IL PROVVEDIMENTO DIVIDE LA MAGGIORANZA E PREOCCUPA LE OPPOSIZIONE, CHE TEMONO UNA SORVEGLIANZA DI MASSA E IL RISCHIO DI FALSI POSITIVI, CON PERSONE INNOCENTI IDENTIFICATE PER ERRORE DAI SISTEMI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE - LA POLIZIA ITALIANA UTILIZZA GIÀ IL SISTEMA PER ANALIZZARE IMMAGINI RACCOLTE DOPO UN REATO...
1 – RICONOSCIMENTO FACCIALE LA UE RICHIAMA ROMA CREPE NELLA MAGGIORANZA
Estratto dell’articolo di Serena Riformato per “la Repubblica”
Alla fine, il governo proverà a smussare alcuni degli angoli più acuminati del decreto legislativo sul riconoscimento facciale. O almeno: questo è quello che chiede un parere approvato ieri alla Camera dalla maggioranza. Troppo timido, secondo le opposizioni: rimarrà la possibilità, per le forze di polizia, di acquisire i dati biometrici dei cittadini che attraversano luoghi legati a esigenze di ordine pubblico.
[…] La pressione è interna ed esterna. In casa, i mal di pancia di Forza Italia. Fuori, l'ammonimento esplicito della Commissione Ue: «Il riconoscimento facciale in spazi pubblici accessibili è proibito secondo la legge europea». Normativa che, a stretto giro, fonti di Palazzo Chigi garantiscono verrà rispettata. […]
Nelle stesse ore, in Parlamento, il confronto all'interno del centrodestra è convulso. […] Sul tema la deputata forzista Cristina Rossello presenta un parere positivo, sì, ma carico di "osservazioni". Suggerimenti sulle norme da cambiare. Le stesse additate dalle opposizioni. Il cuore: bisogna intervenire sulla sorveglianza generalizzata in pubblico perché il regolamento Ue sull'IA vieta l'uso di sistemi «che creano o ampliano le banche dati di riconoscimento facciale mediante scraping non mirato» (letteralmente l'acquisizione di dati "a strascico").
I deputati di FdI Antonio Giordano e Lucrezia Maria Benedetta Mantovani fanno un salto sulla sedia. Prendono da parte Rossello, la circondano. Il messaggio è esplicito: «Così non si può votare». Finisce con un rinvio di qualche giorno: il decreto legislativo, nelle intenzioni del governo, deve arrivare nel Cdm il 4 agosto. L'ultimo dell'estate.
Cambio scena, qualche ora dopo, commissioni Affari costituzionali e Giustizia. Al Senato la maggioranza se la cava con un parere ultra-soft, rilievi minimi. Alla Camera va in scena un copione diverso. Per tutta la mattinata gli azzurri – in testa il capogruppo Enrico Costa e il relatore Paolo Emilio Russo – trattano con i meloniani per ammorbidire il provvedimento. Il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto si adopera nella mediazione con Palazzo Chigi.
Poco prima della seduta – raccontano i presenti – è ancora al telefono con il sottosegretario Alfredo Mantovano, regista politico del decreto legislativo. Le aperture vengono concordate fino all'ultimo minuto. Saranno solo "osservazioni" ma il governo sarebbe pronto ad accoglierle. Tutte in una direzione, in sintesi: si rafforzano, in più punti, i processi di autorizzazione da affidare a un giudice terzo e non ai pm. Resta l'articolo che permette di acquisire per sette giorni i dati biometrici nelle piazze, negli stadi, nelle stazioni.
Alle opposizioni non basta, votano compattamente contro. Subito dopo, improvvisano un flash mob davanti a Chigi. «L'unica ossessione del governo è controllare i cittadini», commenta la segretaria Pd Elly Schlein. «È evidente il rischio di un utilizzo troppo estensivo dell'identificazione biometrica», concorda una nota del M5S. «Se l'IA viene applicata alle azioni di Polizia e alla sicurezza – aggiunge Riccardo Magi – si deve garantire ai cittadini la tutelata la loro libertà». Altrimenti, rimarca il capogruppo di Avs al Senato De Cristoforo, «c'è una presunzione di colpevolezza collettiva».
2 - DAGLI SCALI AGLI STADI TECNOLOGIA GIÀ IN USO PIÙ RISCHI CON L'IA
Estratto dell’articolo di Pier Luigi Pisa per “la Repubblica”
Riconoscimento facciale Giorgia Meloni
Il riconoscimento facciale comincia spesso sul comodino. Basta sollevare lo smartphone e guardarlo: lo schermo si accende, il lucchetto scompare. Poi prosegue, se si è in viaggio, all'aeroporto attraverso gli eGate, i controlli automatici attivi in diversi scali del nostro Paese, tra cui Fiumicino e Ciampino, Bari e Brindisi. […]
DAL CONSENSO AL CONTROLLO
[…] Si tratta della stessa famiglia di tecnologie impiegate dalle forze di polizia: per confrontare il volto di una persona con le immagini conservate negli archivi, oppure con una lista di soggetti ricercati. È qui che cambia la posta in gioco: da un riconoscimento a cui le persone si prestano consapevolmente, si passa a strumenti che possono identificare soggetti ignari di essere inquadrati.
Riconoscimento facciale polizia italiana
I DATI BIOMETRICI
Lo sblocco dello smartphone controlla se il volto davanti alla fotocamera è quello registrato dal proprietario: è una verifica "uno a uno". Il software in possesso della Polizia, invece, può confrontare il volto ricavato da una fotografia, o da un video, con immagini presenti in una banca dati: è una ricerca "uno a molti". Anche il trattamento dei dati cambia.
Nel telefono, il modello biometrico viene in genere conservato e protetto nel dispositivo e usato solo per autenticare l'utente. Nei computer della Polizia, invece, dove il volto diventa una chiave di ricerca, possono confluire anche individui che non hanno commesso alcun crimine.
SORVEGLIANZA ALLO STADIO
È quello che può avvenire, per esempio, allo Stadio Olimpico di Roma, dove sono installati "sistemi di identificazione biometrica remota a posteriori, che impiegano la tecnologia di riconoscimento facciale". […] Nel 2016 il Garante per la privacy ha autorizzato una tecnologia che acquisisce il volto ai varchi di accesso e lo associa al nominativo del biglietto.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E RICONOSCIMENTO FACCIALE - DATI BIOMETRICI
[…]
Chi sviluppa il software Il software di riconoscimento facciale utilizzato all'Olimpico di Roma è stato sviluppato da Reco 3.26, un'azienda informatica italiana con sede a Lecce, specializzata nella computer vision. […]
AL SERVIZIO DELLA POLIZIA
Reco 3.26 fornisce alla Polizia e al Viminale anche un sistema automatico di riconoscimento delle immagini chiamato SARI Enterprise. A settembre 2018, sul sito del Viminale, si legge che "la Polizia ha sperimentato una tecnica informatica che aiuterà a individuare dei sospettati da una fotografia".
Si tratta, appunto, di SARI - Sistema Automatico di Riconoscimento Immagini - che partendo dall'immagine di un "volto ignoto" effettua una ricerca computerizzata in A.F.I.S. (Automated Fingerprint Identification System), l'archivio di dati biometrici gestito dal Viminale contenente i fotosegnalamenti effettuati dalla Polizia in Italia. […]
LA SELEZIONE ALGORITMICA
Il funzionamento è questo: la foto di un volto viene elaborata da due algoritmi che offrono all'operatore un elenco di immagini selezionate tra quelle in possesso degli agenti e corrispondenti secondo un grado di similarità. Il Viminale precisa che "sono però sempre gli operatori specializzati a effettuare la necessaria comparazione fisionomica".
IL CONTROLLO IN DIRETTA
A SARI Enterprise, che consente un riconoscimento facciale ex post, la Polizia avrebbe voluto affiancare da tempo uno strumento per l'identificazione degli individui in tempo reale. Il software esiste già, è fornito sempre da Reco 3.26 e si chiama SARI Real-Time, ma il Garante per la privacy ha bloccato il suo utilizzo nel 2021 proprio perché, tra le altre cose, il sistema elaborerebbe i dati biometrici di tutte le persone presenti nell'area sorvegliata. […]
IL RISCHIO DELL'ERRORE
Il decreto legislativo sull'IA, su cui le commissioni parlamentari stanno esprimendo i propri pareri, non riattiva formalmente SARI Real-Time, ma crea la base giuridica per sistemi con caratteristiche analoghe. E con gli stessi problemi: distanza e movimento dei soggetti ripresi aumentano il rischio di errore.
Uno studio del 2019 su 189 algoritmi ha rilevato falsi positivi fino a cento volte più frequenti per volti asiatici o afroamericani. I sistemi possono avere un'accuratezza del 99% su uomini caucasici, ma solo del 34% su donne di colore. Se questa tecnologia fallisce, un telefono può chiedere un codice per rimediare. In uno spazio pubblico, può indicare alla polizia la persona sbagliata.
Videosorveglianza con riconoscimento facciale
Videosorveglianza con riconoscimento facciale
riconoscimento facciale 1
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