giuseppe vegnaduzzo

"NON HO SPARATO AI CIVILI" - L'80ENNE GIUSEPPE VEGNADUZZO, ACCUSATO DI AVER PARTECIPATO, TRA IL 1992 E IL 1995, AI "SAFARI DI UOMINI" A SARAJEVO NEGA DI AVER PRESO PARTE ALLE "BATTUTE DI CACCIA" - IL CAMIONISTA IN PENSIONE DELLA PROVINCIA PORDENONE, NOSTALGICO DEL FASCISMO, È STATO ASCOLTATO DAI PM DEL TRIBUNALE DI MILANO, DOVE E' INDAGATO PER OMICIDIO. TRA LE AUDIZIONI ANCHE QUELLA DI ADRIANO SOFRI, CHE ALL'EPOCA ERA INVIATO DI GUERRA NELL'EX JOGOSLAVIA - SECONDO ALCUNI TESTIMONI, GIUSEPPE VEGNADUZZO, IN PASSATO, SI È VANTATO DI AVER SPARATO DALLE COLLINE VICINE ALLA CAPITALE DELLA BOSNIA-ERZEGOVINA DA DOVE, CHI PAGAVA, POTEVA UCCIDERE I CIVILI...

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'CECCHINI A SARAJEVO', L'80ENNE INDAGATO INTERROGATO DAI PM A MILANO

Giuseppe Vegnaduzzo - 3

(ANSA) - È arrivato in Procura a Milano per essere interrogato l'ex camionista 80enne Giuseppe Vegnaduzzo, indagato per omicidio volontario continuato e aggravato da motivi abietti, perché, sulla base di testimonianze, è accusato di essere uno dei presunti "cecchini del weekend" che pagavano per andare ad uccidere civili inermi, tra cui bambini, donne e anziani, nella Sarajevo assediata dai serbo-bosniaci tra il '92 e il '95.

 

Intervistato da giornali locali l'80enne, nostalgico del fascismo e simpatizzante di estrema destra, ha fatto sapere di voler rispondere per respingere le accuse, perché lui in Bosnia andava sì, ha detto, ma solo per lavoro e sarebbero stati ingigantiti, a suo dire, dai testimoni alcuni suoi racconti. Nell'inchiesta, condotta dal Ros dei carabinieri e coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pm Alessandro Gobbis, intanto, diversi altri nomi sono finiti al vaglio delle indagini, sempre sulla base di testimonianze e segnalazioni.

 

ASSEDIO DI SARAJEVO

L'interrogatorio dell'indagato è iniziato attorno alle 10, davanti ad inquirenti e investigatori. Nelle indagini, tra l'altro, da quanto si è saputo, nei prossimi giorni dovrebbe essere ascoltata anche la persona che avrebbe sentito l'80enne ex autotrasportatore, anche appassionato di armi, vantarsi di quella "caccia all'uomo" nella città dell'ex Jugoslavia. Questa persona, poi, avrebbe riportato il racconto di una donna che, a sua volta, lo ha riferito ad una cronista di una tv locale. Le testimonianze delle due donne sono tra gli elementi di prova.

 

Giuseppe Vegnaduzzo - 1

Tra le audizioni anche quella di Adriano Sofri, che all'epoca era inviato di guerra. Dalla sua deposizione sono emerse conferme relative all'esposto dello scrittore Gavazzeni, in particolare sulla figura dell'ex 007 dell'intelligence bosniaca, Edin Subasic, che ha riferito di aver avuto contatti all'epoca con il Sismi.

 

Ha spiegato che l'ex servizio segreto italiano avrebbe avuto informazioni proprio dai servizi bosniaci, a inizio '94, sul fatto che i "tiratori turistici" partivano da Trieste. E che gli stessi servizi italiani avrebbero "interrotto" quei "safari", a cui prendevano parte persone di diversi Paesi, tanto che le indagini hanno un coordinamento anche internazionale.

 

ASSEDIO DI SARAJEVO

Nell'inchiesta si sta cercando di ricostruire quei viaggi dell'orrore verso la Bosnia, partendo da segnalazioni, nomi e testimonianze e andando a verificare, poi, nei registri delle frontiere se ci sono state entrate e uscite proprio di determinate persone in quel periodo, dall'Italia verso Sarajevo. A queste trasferte verso la Bosnia avrebbero preso parte "tiratori turistici" italiani, così vengono chiamati negli atti, che coprono un'area che va dal Piemonte, alla Lombardia fino al Friuli, sull'asse Torino-Milano-Trieste.

 

IL PRESUNTO 'CECCHINO DI SARAJEVO' AI PM, 'NON È VERO NULLA'

Giuseppe Vegnaduzzo - 2

(ANSA) - "Non è vero, non è vero". Così, in sostanza, l'80enne ex camionista, indagato come uno dei presunti "cecchini del weekend" a Sarajevo negli anni '90, ha risposto alle domande dei pm di Milano, interrogato per poco più di un'ora, negando tutto ad ogni domanda.

 

Anche quando gli è stato chiesto se fosse mai andato a Sarajevo pare che il pensionato abbia risposto di no. "Totale estraneità alle accuse", ha detto l'avvocato Giovanni Menegon ai cronisti, mentre l'uomo, che vive in provincia di Pordenone, non ha voluto parlare all'uscita del Palazzo di Giustizia.

 

assedio di SARAJEVO

Intervistato da quotidiani locali l'80enne aveva fatto sapere di voler rispondere per respingere le accuse, perché lui in Bosnia andava sì, ha detto, ma solo per lavoro e sarebbero stati ingigantiti, a suo dire, dai testimoni alcuni suoi racconti.

 

Oggi, a quanto pare, ha negato tutto ad ogni domanda, anche in relazione ad eventuali viaggi a Sarajevo. "Il mio assistito ha risposto alle domande dei pm - ha spiegato l'avvocato - ha ribadito la sua assoluta estraneità ai fatti e confida che la magistratura, al di là del clamore mediatico, verifichi e accerti la sua assoluta estraneità. Io ho ricevuto incarico dal mio assistito - ha aggiunto l'avvocato - di valutare eventuali azioni a tutela della sua reputazione" e nei confronti dei media.

assedio di sarajevo 3

 

"Non ci sono altre cose da aggiungere", ha detto ai cronisti. All'interrogatorio ha preso parte, oltre agli investigatori del Ros dei carabinieri e al pm Alessandro Gobbis, anche il procuratore Marcello Viola. Stando agli atti, l'indagato si sarebbe vantato con altre persone dicendo che in quel periodo - all'epoca aveva 50 anni o poco meno - andava "a fare la caccia all'uomo" nella città dell'ex Jugoslavia sotto la morsa delle truppe di Karadzic e Mladic.

 

In particolare, una donna avrebbe riferito a una giornalista di una tv locale friulana di aver saputo di questi racconti dell'uomo da un'altra persona. E sia la donna che la cronista, che ha parlato di "testimonianza agghiaccianti", sono state ascoltate dagli inquirenti.

 

assedio di sarajevo 1

E' indagato per omicidio volontario continuato per avere "in concorso con altre persone allo stato ignote", in esecuzione di un "medesimo disegno criminoso, cagionato la morte di civili inermi, tra cui donne, anziani e bambini, sparando con fucili di precisione dalle colline situate intorno alla città di Sarajevo durante gli anni 92-95". Reato aggravato dai "motivi abietti".