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IL CAPORALATO NON È SOLO QUELLO DEI CAMPI: ORA È ARRIVATO ANCHE IN CITTÀ - ARRESTATE QUATTRO PERSONE A NOVARA: SI TRATTA DI UN IMPRENDITORE ITALIANO E TRE PAKISTANI, CHE RECLUTAVANO LAVORATORI STRANIERI PER SCHIAVIZZARLI - DOVEVANO FARE VOLANTINAGGIO IN STRADA PER 17 ORE CONSECUTIVE E IL COMPENSO NON RAGGIUNGEVA I DUE EURO L’ORA. COME SE NON BASTASSE, LI FACEVANO DORMIRE TUTTI INSIEME IN CONDIZIONI INDECENTI DI SOVRAFFOLLAMENTO E PROMISCUITÀ, NONOSTANTE IL COVID…
1 - DUE EURO ALL'ORA PER VOLANTINARE
Da “Avvenire”
Dovevano lavorare fino a 17 ore al giorno. Per un compenso che non raggiungeva i due euro all'ora. Un caso di caporalato nel volantinaggio cui ha messo fine la polizia, a Novara, con quattro ordinanze di misura cautelare.
Il provvedimento è scattato per un italiano di 44 anni, messo ai domiciliari, e per tre pakistani di 32, 35 e 44 anni. Le accuse sono intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. L'operazione è stata definita dal questore Rosanna Lavezzaro «un unicum nel Nord Italia, la prima inchiesta sul caporalato in ambiente urbano».
2 - NOVARA, INCHIESTA SU CAPORALATO IN AMBIENTE URBANO: 4 MISURE CAUTELARI
Eseguite a Novara quattro ordinanze di custodia cautelare dalla polizia nell'ambito di un'inchiesta definita dagli inquirenti "la prima sul caporalato in ambiente urbano".
Le accuse
Le quattro persone coinvolte, tre pakistani e un imprenditore novarese, sono accusate di avere reclutato all'estero lavoratori stranieri, in maggioranza pakistani, poi costretti a dormire in condizioni di sovraffollamento.
Il lavoro consisteva nel distribuire volantini in strada in Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d'Aosta, anche per 17 ore consecutive dietro pagamenti irrisori. Sequestrati i furgoni, vecchi e fatiscenti, utilizzati per il trasporto dei lavoratori.
"Rischi igienici in periodo di pandemia"
L'operazione è partita dalla scoperta di vaste comunità viventi nel quartiere novarese di Sant'Agabio "in condizioni di sovraffollamento e promiscuità con rischi igienici in periodo di pandemia". Alle indagini della squadra mobile di Novara ha collaborato la polizia locale di San Pietro Mosezzo, località alle porte di Novara dove avevano sede alcune delle ditte coinvolte.
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