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UN PAESE DI TARTASSATI – NEPPURE IL CORONAVIRUS FERMA LA MACCHINA FISCALE. ANZI: IN UNA CIRCOLARE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE VIENE RIBADITA L'ESTENSIONE DI DUE ANNI DEI TERMINI DI PRESCRIZIONE, CONSENTENDO AL FISCO DI INDAGARE NON SOLO NEL PERIODO TRA IL 2015 E IL 2020, MA ALMENO FINO AL DICEMBRE 2022 – A VOLER CERCARE UNA BUONA NOTIZIA CE N’È UNA PER I CONTRIBUENTI CHE HANNO DIRITTO A UN EVENTUALE RIMBORSO…

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Antonio Castro per “Libero quotidiano”

 

BAMBINO 2 ANNI NEL MIRINO FISCO

Neppure il Coronavirus spunta le unghie alla macchina fiscale. Anzi.

Viene ribadita l' estensione di ben due anni dei termini di prescrizione.

Insoma il fisco potrà indagare non solo nel periodo tra il 2015 e il 2020, ma almeno fino al dicembre 2022. In una circolare esplicativa pubblicata solo venerdì l' Agenzia delle Entrate chiarisce l' allungamento dei termini.

 

E così mentre mezza Italia fa i conti con il blocco generalizzato delle attività economiche, mentre oltre 10 milioni di lavoratori rischiano di alzarsi dopo Pasqua e doversi reinventare vita, lavoro e capacità di produrre un qualsiasi reddito per il sostentamento, l' Agenzia guarda già oltre. Al futuro. Proprio.

 

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Oltre 700 giorni in più I cervelloni del fisco - incuranti dello Statuto dei contribuenti che reste lettera morta puntualmente da disattendere - già si sono spremuti per evitare che qualche pesciolino (contribuente), possa sfuggire o farla franca per decadenza dei termini. Senza neppure immaginare una soglia minima o massima.

 

L' opportunità di non soprassedere, del resto, aveva già fatto capolino nel famoso Dl cura Italia (articolo 67, comma 4) con riferimento proprio «ai termini di prescrizione e decadenza relativi all' attività degli uffici degli enti impositori, si applica, anche in deroga allo Statuto del contribuente, l' articolo 12 del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159.

tasse sulla casa imu tari

 

E semmai vi fossero sorti dei dubbi la circolare delle Entrate chiarisce una estensione «della proroga a qualunque termine imposto agli uffici impositori».

Secondo la circolare delle Entrate «sono differiti al 31 dicembre 2022 anche gli atti del registro che scadono in qualsiasi giorno fino al 31 dicembre 2020, dell' imposta sulle successioni e gli atti di irrogazione sanzioni da emettere entro un anno dal deposito delle memorie difensive da parte del contribuente».

 

agenzia delle entrate

In particolare - spiegano gli esperti di Eutekne, sito specializzato in materia fiscale e tributaria per i commercialisti italiani - la sospensione prevista per gli Uffici «includeva anche le attività del contenzioso, con la conseguenza che queste attività risultavano sospese sino al 31 maggio».

 

Dinanzi a una interpretazione estensiva della norma in favore dell' Agenzia, si contrappone la rigidità nei confronti del contribuente. Come dire: figli e figliastri. Dove i figliastri, come dubitarne, sono i contribuenti che devono giustificarsi. In questo caso, infatti, tutto ciò non espressamente disciplinato dalla norma non è sospeso (pagamento ed adesioni).

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"Esortati" i rimborsi A volerla cercare c' è anche una buona notizia per i contribuenti che hanno (avrebbero) diritto ad un eventuale rimborso.Infatti la circolare delle Entrate ha esortato gli uffici «anche in questo periodo emergenziale l' attività istruttoria dei procedimenti relativi ai rimborsi, compresa la richiesta della documentazione».

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C' è solo da augurarsi che se il contribuente non fosse in grado di rispondere entro breve - per evidente difficoltà negli spostamenti - non si pregiudichi il suo diritto. Sarebbe veramente un paradosso. Dover subire gli accertamenti per due anni in più ma non poter godere di qualche mese di proroga per giustificare per quale motivo si abbia diritto ad un rimborso.

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