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“HO AVUTO ALCUNI MOMENTI DI RABBIA, MA PIÙ CHE PAURA, AVEVO FREDDO” – PARLA L'11ENNE DI BELLUNO CHE È STATO FATTO SCENDERE DA UN AUTOBUS E COSTRETTO A CAMMINARE SEI CHILOMETRI SOTTO LA NEVE, A UNA TEMPERATURA DI -3 GRADI, PER TORNARE A CASA, PERCHÉ NON AVEVA IL BIGLIETTO GIUSTO: “CONOSCEVO QUELLA STRADA, L’HO FATTA MOLTO VELOCEMENTE” – IL MEA CULPA DEL CONDUCENTE (CHE È STATO SOSPESO): “MI FA MALE IL CUORE. NON RIESCO A DORMIRE DA GIORNI PER QUELLO CHE È ACCADUTO” – IL BIMBO È STATO INVITATO ALLA CERIMONIA D’APERTURA DELLE OLIMPIADI DI MILANO-CORTINA (DOVREBBE GAREGGIARE NELLO SCI DI FONDO, VISTA LA CAPACITA' DI RESISTERE AL FREDDO E ALLA FATICA…)

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1 - RAGAZZINO LASCIATO A PIEDI DAL BUS: «C’ERA LA NEVE, AVEVO FREDDO E I JEANS BAGNATI. PAURA? NO, MA ERO UN PO' ARRABBIATO»

Estratto dell’articolo di Dimitri Canello per www.corriere.it

 

il bambino di belluno costretto dall autista a fare 6km a piedi sotto la neve

«La prima cosa che ho detto alla mamma è che avevo tanto freddo». È sereno e protetto dall’ambiente familiare il ragazzino di 11 anni che martedì ha percorso sei chilometri a piedi da San Vito di Cadore, sede della scuola che frequenta, fino a Vodo perché il conducente dell’autobus di linea Calalzo–Cortina si è rifiutato di farlo rimanere a bordo. Il motivo: non aveva con sé il nuovo biglietto olimpico giornaliero, dal costo di 10 euro, che è entrato in vigore dall’inizio della settimana.

 

IL RACCONTO

Il ragazzino, con la madre accanto, al telefono racconta: «Quella strada la conoscevo. L’avevamo fatta tante volte in estate, per cui non mi sono spaventato troppo, sapevo la direzione da prendere sulla pista ciclopedonale». Poi aggiunge: «Ho avuto alcuni momenti di rabbia, ho fatto una palla di neve e l’ho scagliata per terra. Ma più che paura, avevo freddo. Sono arrivato a casa con i jeans bagnati, perché sulla strada c’era neve».

bambino cammina sulla neve 1

 

Ad aspettarlo c’era la madre: «Non ho fatto la doccia — continua —, mamma mi ha dato subito alcune coperte e io ho cominciato a stare meglio, perché fuori la temperatura era tanto bassa. La strada l’ho fatta molto velocemente, non vedevo l’ora di tornare a casa e volevo arrivare il più presto possibile».

 

[…] L'INCHIESTA

La Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta. E la mamma mette in fila tutti i dettagli che l’hanno spinta a presentare querela: «Quando è tornato a casa era in ipotermia, aveva 35 di temperatura corporea. Ha fatto tutta la strada con due zaini sulle spalle, uno che conteneva i libri di scuola e l’altro l’occorrente per l’ora di educazione fisica. Non aveva cellulare, perché a scuola è vietato portarlo, quindi non è riuscito a chiamarci».

bambino cammina sulla neve 3

 

Alla fine sospira: «Quando l’ho visto tornare per me è stata una liberazione. Lui mi ha raccontato in lacrime quello che era successo, mi ha detto della richiesta dell’autista, del suo carnet di biglietti da 2,5 euro che non bastava e del fatto che è stato costretto a scendere dal bus. Speriamo che non si ripeta mai più una cosa simile».

 

2 - LASCIATO A TERRA DALL’AUTISTA, LO CHIAMANO PER LE OLIMPIADI. LA SVOLTA PER IL BIMBO DI 11 ANNI: COSA FARÀ PER MILANO-CORTINA

Estratto dell’articolo di Alba Romano per www.open.online

L'invito della Fondazione Milano-Cortina per il bambino lasciato a terra dall'autista e costretto a camminare per 6 km nella neve per tornare a casa. La vicenda legata alle Olimpiadi per il rincaro dei biglietti. La reazione entusiasta della famiglia

Avrà un ruolo nella cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali 2026 il bambino bellunese di 11 anni che martedì scorso è stato fatto scendere sotto la neve dal bus mentre tornava a casa da scuola.

bambino cammina sulla neve 2

 

Lo apprende l’Ansa da fonti della Fondazione Milano-Cortina, che avrebbe invitato l’undicenne a partecipare, il prossimo 6 febbraio, all’evento inaugurale della manifestazione sportiva. Dal comitato organizzatore, al momento, viene mantenuto il massimo riserbo sui dettagli.

 

[…] Salvatore Russotto, l’autista 61enne originario di Agrigento e residente da quarant’anni nel Bellunese, dopo essersi scusato aveva raccontato di non riuscire a dormire da giorni per quanto accaduto. «Mi fa male il cuore: ripensandoci a mente fredda mi rendo conto di aver sbagliato – ha dichiarato al Gazzettino – chiedo scusa al bambino e alla sua famiglia». […]