anastasiia berezovska

SPIE, OMICIDI E MISTERI! PER L’UCCISIONE DELLA BOMBAROLA DI MONACO ANASTASIA BEREZOVSKA, LA DONNA UCRAINA SOSPETTATA DI AVER POSIZIONATO L’ORDIGNO CHE HA GRAVEMENTE FERITO L’OLIGARCA DI DNIPRO VADIM ERMOLAEV, SONO STATI FERMATI UNO 007 DI KIEV E UN EX POLIZIOTTO CHE AVEVANO VERSATO SOLDI ALLA 39ENNE. I DUE HANNO COMUNICATO PIÙ VOLTE CON BEREZOVSKA DOPO IL SUO RITORNO IN UCRAINA IL 1° LUGLIO. NON SOLO POTREBBERO ESSERE CONDANNATI PER AVER UCCISO L’ATTENTATRICE DI MONACO, MA ANCHE PER ESSERNE STATI I MANDANTI. SU ENTRAMBI ORA PENDE L’ACCUSA DI OMICIDIO PREMEDITATO COMMESSO IN CONCORSO. DURANTE LA PERQUISIZIONE EFFETTUATA NELL’ABITAZIONE DELL’EX AGENTE DI POLIZIA GLI INQUIRENTI HANNO TROVATO UNA CAMERA ADIBITA ALLE TORTURE…

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Chiara Barison per il Corriere della Sera - Estratti

 

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L’attentato di Monaco ha provocato il primo morto. E non è nessuna delle tre persone rimaste ferite per lo scoppio della bomba.

 

Il cadavere rinvenuto intorno alle 23 di lunedì alle porte di Kiev appartiene ad Anastasia Berezovska, la donna ucraina di 39 anni sospettata proprio di aver posizionato l’ordigno che ha gravemente ferito l’oligarca di Dnipro Vadim Ermolaev, la compagna Anna Nasobina e il figlio tredicenne della coppia.

 

Secondo quanto riferito dal giornale di Kiev Ukrainska Pravda , il corpo di Berezovska presentava diverse ferite d’arma da fuoco alla testa e alcuni bossoli erano sparpagliati nelle vicinanze. Gli investigatori — che erano sulle sue tracce da quando il 3 luglio l’Interpol aveva diramato una Red Notice per sollecitare l’identificazione e l’arresto della donna avvistata a Francoforte — adesso hanno concentrato i loro sforzi su altre due persone.

 

La Procura generale ucraina ha pubblicato un comunicato in cui spiega di aver arrestato due uomini per l’omicidio di Berezovska, di cui uno reo confesso. Quest’ultimo è un dipendente del servizio di intelligence militare ucraino (Hur), l’altro un agente di polizia non più in servizio.

 

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Le indagini hanno dimostrato che entrambi avevano comunicato più volte con Berezovska dopo il suo ritorno in Ucraina il 1° luglio (mancava dal Paese dal 22 marzo scorso) e avevano effettuato numerosi trasferimenti di denaro sui suoi conti bancari e di criptovalute.

 

Questo dettaglio rende la loro posizione ancora più scomoda: non solo potrebbero essere condannati per aver ucciso l’attentatrice di Monaco, ma anche per esserne stati i mandanti. Su entrambi ora pende l’accusa di omicidio premeditato commesso in concorso.

 

La vicenda assume sfumature ancora più scure se si considera che durante la perquisizione effettuata nell’abitazione dell’ex agente di polizia gli inquirenti hanno trovato una camera adibita alle torture. 

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