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PICCOLE SVASTICHELLE, GRANDE PERICOLO - I RAGAZZINI DEL GRUPPO NEONAZI "TERZA POSIZIONE" NASCONDEVANO NELLE LORO CASE UN ARSENALE: COLTELLI, MAZZE, CARABINE, PISTOLE AD ARIA COMPRESSA E SOSTANZE CHIMICHE UTILI PER CREARE ESPLOSIVI - IL LEADER ERA UN 19ENNE DELLA PROVINCIA DI PAVIA, CHE AVEVA "ADEPTI" IN TUTTA ITALIA: NELLA LORO CHAT (IL CUI NOME FA RIFERIMENTO ALLA FORMAZIONE EVERSIVA DEGLI ANNI SETTANTA) CIRCOLAVANO DEI VIDEO CHE SPIEGAVANO COME FABBRICARE DELLE BOMBE. SOTTO AL LETTO DI UN 15ENNE SONO STATE TROVATE DELLE MOLOTOV - L'ODIO VERSO GLI EBREI E LE CRITICHE AI DESTRORSI DI CASAPOUND, CHE INVECE DI AGIRE "STANNO LÌ A BERSI LE BIRRE..."
Estratto dell’articolo di Andrea Siravo per "la Stampa"
ARMI SEQUESTRATE IN CASA DEI GIOVANI NEONAZISTI
L'abbandono degli studi e le giornate trascorse davanti a smartphone e pc. Il 7 febbraio dell'anno scorso, dalla sua cameretta nella casa a Pavia in cui vive con i genitori, un diciannovenne italiano crea un gruppo Telegram.
Lo chiama "Chat Terza Posizione", in omaggio al movimento neofascista fondato a Roma nel 1978 da Giuseppe Dimitri, Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi. In pochi giorni alla chat si uniscono un centinaio. Sono tutti della Generazione Z e sono accomunati dall'odio per chi non è bianco come loro e per le persone di fede ebraica. [...]
ARMI SEQUESTRATE IN CASA DEI GIOVANI NEONAZISTI
La sezione antiterrorismo della Digos di Milano con la collaborazione dei colleghi di altre 15 città d'Italia, sotto il coordinamento della Direzione centrale polizia di prevenzione ha smantellato la rete e chiuso gli spazi virtuali. Il fondatore della chat è stato messo agli arresti domiciliari su ordine della gip Rossana Mongiardo, e inibito a usare internet, mentre altri 15 giovani che frequentavano questo gruppo e altri analoghi sono stati perquisiti in comuni delle province di Cagliari, Caserta, Cosenza, Matera, Perugia, Roma, Salerno, Siena, Torino e Viterbo.
Nelle loro abitazioni sono stati trovati coltelli, mazze, carabine, pistole ad aria compressa e precursori chimici che possono essere assemblati per fabbricare ordigni artigiani esplosivi. Il tutto è stato sequestrato e portato via. È stato un intervento di natura preventiva per interrompere «una spirale di fanatismo difficile da arrestare». Il gruppo si era dotato di un manifesto ideologico creato dal diciannovenne con la collaborazione di altri.
Il documento di 11 pagine, riporta l'ordinanza, è composto da cinque punti programmatici ed è pieno zeppo di «asserzioni antisemite e complottistiche» con «un marcato risentimento verso il popolo ebraico da parte dell'autore, a tal punto da non riuscire neanche a scrivere la parola "ebrei" per il forte disprezzo ma usando per indicarli i più beceri "stereotipi"».
Gli idoli da cui trarre ispirazione diventano gli autori delle principali mattanze di matrice suprematista: dai più noti Brenton Tarrant, lo stragista di Christchurch che nel 2019 uccise 51 musulmani neozelandesi, e Anders Breivik, il killer di ragazzini sull'isola di Utoya in Norvegia nel 2011, al neonazista Stephan Balliet, l'attentatore della sinagoga di Halle, in Germania, con un'arma da fuoco che aveva componenti realizzati con una stampante 3D.
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manifestazione di casapound e rete dei patrioti a bologna
Il primo istigatore sarebbe stato il 19enne con questi slogan «Più nuclei formiamo meglio è. Non dobbiamo stare con le mani in mano. Tutti organizzati per la stessa causa. Fuori di casa con le spranghe. Questa è casa nostra».Nel periodo d'indagine non si sono registrate aggressioni commesse dagli indagati, ma solo atti di danneggiamento e di vandalismo, come l'imbrattamento con croci celtiche della sede di Sinistra Italiana di Siracusa.
A essere insultati non sono solo i principali movimenti di estrema destra («Quelli di Casapound stanno a bere le birre») ritenuti troppo poco radicali. Sono prese di mira anche la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein, etichettate in un post su Tik Tok come «burattine degli ebrei».
Dall'analisi degli utenti della "Chat Terza Posizione" gli investigatori della Digos milanesi, diretti dal Marino Graziano e Beniamino Manganaro, sono risaliti ad altri due gruppi: la chat "Nuova Italia", amministrata da due giovani che si autodefinivano rispettivamente presidente e vicepresidente del gruppo, dove venivano veicolate le stesse istanze neofasciste e neonaziste.
È stata poi scoperta una terza piattaforma virtuale in cui due dei minorenni perquisiti, in totale sono nove, hanno pubblicato anche diversi video concernenti la fabbricazione di esplosivi.
Quest'ultimo era stato scovato dopo aver setacciato il cellulare di un 15enne del Trevigiano, detenuto da luglio in misura cautelare in un carcere minorile del Nord Italia per apologia di terrorismo ed addestramento ed auto-addestramento per finalità di terrorismo. Sotto il suo letto erano state trovate delle molotov. [...]
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