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PIU’ SI SCAVA, PIU’ EMERGONO OMBRE SULLA MORTE DI ABDERRAHIM MANSOURI – SI AGGRAVA LA POSIZIONE DELL’ASSISTENTE CAPO CARMELO CINTURRINO, IL POLIZIOTTO CHE HA SPARATO E UCCISO IL PUSHER MAROCCHINO NEL “BOSCHETTO DELLA DROGA” DI ROGOREDO – UNA FONTE RISERVATA AVREBBE RIVELATO AGLI INQUIRENTI DI AVER AVVISTATO IL POLIZIOTTO MENTRE CHIEDEVA IL PIZZO A DEGLI SPACCIATORI AL CORVETTO – I 23 MINUTI DI RITARDO DAL MOMENTO DELLO SPARO ALLA CHIAMATA DELL’AMBULANZA, LA PISTOLA SOFT AIR TROVATA ACCANTO AL CORPO DI MANSOURI CHE POTREBBE ESSERE STATA PIAZZATA PER GIUSTIFICARE LA SPARATORIA E LA PRESUNTA LITE TRA IL POLIZIOTTO E IL PUSHER AVVENUTA MESI FA - I COLLEGHI INTERROGATI RIVELANO CHE CINTURRINO AVREBBE MENTITO DICENDO DI AVER CHIAMATO I SOCCORSI: "HA GESTITO TUTTO LUI. ERA UN FANATICO..."

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C\'E PIU DI QUALCOSA CHE NON TORNA NELLA MORTE DI ABDERRAHIM MANSOURI, IL PUSHER MAROCCHINO UCCISO...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 - ROGOREDO, NUOVE ACCUSE ALL'AGENTE "CHIEDEVA IL PIZZO AI PUSHER"

Estratto dell’articolo di Massimo Pisa per "la Repubblica"

 

ABDERRAHIM MANSOURI

Era al telefono Abderrahim Mansouri mentre dalla pistola dell'assistente capo Carmelo Cinturrino partiva il colpo che lo avrebbe ucciso. Uno dei pusher al servizio del clan che domina da anni la piazza di spaccio di Rogoredo […] lo stava avvertendo del blitz dei poliziotti del commissariato Mecenate al boschetto dei tossici. […]

 

E pochi secondi dopo una nuova chiamata per assicurarsi che il 28enne marocchino si fosse effettivamente allontanato dagli agenti in borghese.

 

Questi ultimi squilli […] hanno permesso agli investigatori, dopo aver rintracciato e sentito a verbale il prezioso testimone, di cristallizzare il brevissimo lasso di tempo in cui Cinturrino ha sparato e di misurare in 23 minuti il ritardo della chiamata al 112.

 

È cominciata da qui l'indagine degli investigatori della Squadra mobile, coordinati dal pm Giovanni Tarzia, che ieri ha interrogato a lungo i quattro poliziotti indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso presenti sulla scena. La convinzione degli inquirenti — Mansouri non aveva la pistola soft air trovata accanto al suo corpo, piazzata lì sul prato solo in un secondo momento — è stata contestata ai colleghi (un vice ispettore e tre agenti semplici) di Cinturrino.

 

abderrahim mansouri ucciso dalla polizia a rogoredo 2

«Hanno risposto e hanno chiarito ogni punto dimostrando la loro totale estraneità ai fatti», spiega l'avvocato Antonio Buondonno, che con i colleghi Matteo Cherubini e Massimo Pellicciotta assiste i quattro. Ai quali è stata contestata una seconda circostanza emersa dall'analisi delle telecamere di via Impastato e da quelle del commissariato Mecenate: il viaggio dell'agente D.P. verso gli uffici di via Quintiliano, proprio durante quei 23 minuti.

 

Solo dopo il rientro del poliziotto tra i rovi del boschetto — è la convinzione degli inquirenti — la pistola finta sarebbe spuntata per giustificare la reazione di Cinturrino ad una minaccia di sparo.

 

la pistola soft air trovata accanto al corpo di abderrahim mansouri

[…]  La vittima, come hanno argomentato a verbale gli stessi colleghi del 42enne assistente capo indagato per omicidio volontario (e difeso dall'avvocato Pietro Porciani), negli ultimi mesi sarebbe venuto in diretto contrasto con Cinturrino.

 

Un elemento che aggrava la posizione del poliziotto. Sul quale pende già un'inchiesta per falso a proposito di un verbale di arresto del 7 maggio 2024 nel quartiere Corvetto, periferia difficile a sud-est della città: una telecamera lo riprendeva mentre estraeva e intascava delle banconote dalla cover del cellulare di un pusher tunisino.

 

Ma c'è una seconda informativa, arrivata in Procura a fine gennaio, che getta ulteriori ombre sull'operato dell'assistente capo del commissariato Mecenate. Una fonte confidenziale qualificata ha indicato un appartamento affacciato su piazzale Ferrara — sempre al Corvetto — come meta dei tossici di zona: i due spacciatori, due italiani che ricevono indisturbati a domicilio, avrebbero goduto «della protezione di un poliziotto, un certo Carmelo, amico della portinaia del condominio».

 

abderrahim mansouri ucciso dalla polizia a rogoredo 5

Quest'ultimo, di cui la fonte avrebbe indicato la foto offrendo agli investigatori il suo profilo social, avrebbe invece chiesto «alcune migliaia di euro» a un pusher marocchino interessato ad inserirsi in quella piazza. Gli inquirenti hanno approfondito la traccia. E trovato già i primi riscontri.

 

2 - UCCISO A ROGOREDO, 'AGENTE MENTÌ DICENDO DI AVER CHIAMATO I SOCCORSI'

(ANSA) - Carmelo Cinturrino, l'assistente capo di polizia indagato per l'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo a Milano, il 26 gennaio, avrebbe mentito ad altri agenti dicendogli che aveva chiamato i soccorsi quando il 28enne era a terra agonizzante dopo il colpo alla testa, ma in realtà non l'avrebbe fatto. E la chiamata sarebbe partita più di venti minuti dopo.

 

Lo si apprende in relazione a versioni rese ieri negli interrogatori di quattro poliziotti indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso. In sostanza, i colleghi avrebbero detto di non entrarci nulla con l'omicidio e che avrebbe gestito tutto lui in quelle fasi dopo il colpo sparato. Sarebbe stato definito una sorta di fanatico nel gestire in modo opaco alcune operazioni

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