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PUTIN HA PERSO FIDUCIA NEL SUO VECCHIO AMICO TRUMP – L’INCONTRO TRA I MINISTRI DEGLI ESTERI DI USA E RUSSIA, MARCO RUBIO E SERGEI LAVROV, È STATO GELIDO. AL PUNTO CHE IL CREMLINO HA COMMENTATO CON INSOLITA SFIDUCIA: “NON CI SEMBRA CHE CI SIA SPAZIO PER UN ECCESSIVO OTTIMISMO E PER UNA ACCELERAZIONE DEL PROCESSO DI PACE. CONTINUEREMO A PARLARE CON GLI STATI UNITI ATTRAVERSO I CANALI DI LAVORO GIÀ ESISTENTI” – NONOSTANTE LE CONCESSIONI DEL TYCOON A “MAD VLAD”, LA RUSSIA SULL’UCRAINA NON È DISPOSTA A COMPROMESSI. PER PUTIN, ACCERCHIATO DAI FALCHI IN CASA, NON C’È ALTERNATIVA ALLA GUERRA PERENNE…
Estratto dell’articolo di Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”
LA STRETTA DI MANO TRA PUTIN E TRUMP - VERTICE DI ANCHORAGE, ALASKA
[…] Putin […] per un breve momento credette di avere in tasca una «pace russa» che prevedeva le pressioni americane per convincere l’Ucraina a cedere quella parte di Donbass ancora in suo possesso. Lo spirito di Anchorage al quale si richiama sempre il ministro degli Esteri Sergey Lavrov non è nient’altro che questo. Ma sappiamo come è andata.
Nell’ultimo anno, la demolizione dell’immagine del presidente Usa è stata sistematica, in ossequio a un antiamericanismo che ha radici profonde e sovietiche nel Paese. Le parole con le quali il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha liquidato l’incontro tra Lavrov e il suo omologo Marco Rubio sono un’altra dimostrazione della sfiducia diffusa verso le proprietà taumaturgiche della Casa Bianca.
INCONTRO TRA MARCO RUBIO E SERGEI LAVROV AL VERTICE ASEAN DI MANILA NELLE FILIPPINE
«I colloqui sono stati positivi, ma non ci sembra che ci sia spazio per un eccessivo ottimismo e per una accelerazione del processo di pace. Continueremo a parlare con gli Stati Uniti attraverso i canali di lavoro già esistenti».
Ormai è un dialogo tra sordi, oppure una recita. Lavrov dice a Rubio che Mosca è pronta a seguire le linee guida decise ad Anchorage, Rubio risponde che non vi fu nessun accordo.
E si ricomincia da capo, ognuno per sé, almeno per quanto riguarda la guerra in corso. Nel pomeriggio di ieri, dopo l’incontro tra i due ministri degli Esteri, Putin ha convocato una riunione del Consiglio di sicurezza. Il tema del giorno era l’approvvigionamento di materie prime per aumentare la produzione di armi avanzate.
vladimir putin e donald trump - meme by 50 sfumature di cattiveria
«Dobbiamo continuare a essere autonomi per l’assemblaggio in serie di equipaggiamenti militari, oltre alla modernizzazione di quelli esistenti», ha detto. Per quel poco che conta, registriamo anche l’opinione del filosofo ultranazionalista Aleksandr Dugin, secondo il quale «Trump sta definitivamente mostrando la sua sostanza satanica». Passando a cose più serie, il portale economico Bfm.ru afferma che la discussione tra i due ministri degli Esteri si è ridotta a una «sincronizzazione degli orologi».
«A Washington aspettano di vedere come si evolve la situazione: nulla spinge gli americani a intervenire in alcun modo».
[….] Ma non è solo questione di attesa. Mosca ritiene che un eventuale negoziato non sia più nella disponibilità di Washington. E secondo i media russi, anche il vertice di Manila tra i due ministri degli Esteri ne è una prova.
VLADIMIR PUTIN - DONALD TRUMP - VERTICE DI ANCHORAGE, IN ALASKA
Commentando la dichiarazione di Rubio sulla necessità di nuove idee per la risoluzione del conflitto in Ucraina, il politologo Aleksandr Asafov, volto noto della televisione, ha affermato che in questo modo il segretario di Stato sta riconoscendo il fatto che Washington non gestisce il comportamento del governo di Kiev.
«Il controllo appartiene ai britannici. Per questo motivo, Rubio ritiene necessari nuovi approcci, in cui sia possibile trovare un compromesso che non faccia sfigurare gli Usa». Come diceva Medvedev, la Russia si fida solo di sé stessa. E quindi, archiviato l’ennesimo vertice come una formalità alla quale adempiere, va avanti con la guerra ad oltranza.
SERGEI LAVROV E MARCO RUBIO A RIAD
DONALD TRUMP - VLADIMIR PUTIN - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA
sergei lavrov marco rubio anchorage, alaska foto lapresse
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