abderrahim fakir

SARA’ L’AUTOPSIA A SVELARE LE CAUSE DELLA MORTE DI ABDERRAHIM FAKIR, DECEDUTO A BOLOGNA DOPO ESSERE STATO FERMATO DA DUE POLIZIOTTI – NELLA PERQUISIZIONE A CASA DEL 42ENNE MAROCCHINO E’ STATO SEQUESTRATO UN FARMACO ANTIDEPRESSIVO CHE PERÒ L’UOMO NON VOLEVA ASSUMERE - SOLO NELL’ULTIMO MESE, FAKIR ERA STATO PROTAGONISTA DI DUE EPISODI CHE AVEVANO RICHIESTO L’INTERVENTO DEI SANITARI E DELLE FORZE DELL’ORDINE: IL 12 GIUGNO ERA STATO SEGNALATO COME MOLESTO IN UN’AREA CONDOMINIALE DI CASTELLO D’ARGILE - E IL 20 GIUGNO ERA STATO SOCCORSO DA UN’AMBULANZA DEL 118 IN UN’AREA GIOCHI DEL QUARTIERE BORGO PANIGALE, CON UN TAGLIO AUTO INFERTO AL POLSO SINISTRO – I FAMILIARI DI FAKIR, CHE OGGI SOSTENGONO CHE L’UOMO SIA STATO “GIUSTIZIATO”, SI SONO OCCUPATI DEL 42ENNE E DEL SUO DISAGIO PSICHICO? HANNO PROVATO AD AIUTARLO, DOPO TUTTI GLI EPISODI DI MALESSERE? HANNO PROVATO A CONVINCERLO A FARSI CURARE? 

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1 - FAKIR, LA BODYCAM E I VIDEO DEI RESIDENTI GLI AGENTI CALMI, SCHERZAVANO CON LUI

Estratto dell’articolo di Andreina Baccaro e Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”

 

ABDERRAHIM FAKIR

Sono solo cinque secondi quelli cha finora si sono potuti vedere, diffusi dal Tg1, delle riprese della bodycam privata indossata da uno dei due poliziotti che domenica a Bologna hanno immobilizzato Abderrahim Fakir, morto poco dopo.

 

Il video integrale contiene una narrazione più completa, ma in quel frame iniziale c’è un contatto con un uomo con una t-shirt bianca, l’automobilista contro la cui auto poco prima Fakir si è scagliato. Poi si vedono le mani degli agenti afferrare lui, spintonarlo a terra, per dividerlo dall’uomo che probabilmente lo avrebbe picchiato visto che gli aveva preso a testate l’auto. Non sembrerebbe una vera colluttazione e il legale dei familiari Fabio Anselmo insiste: «Fakir non ha colpito nessuno».

 

ABDERRAHIM FAKIR RIPRESO DALLA BODYCAM DI UN POLIZIOTTO

Nel frattempo spuntano altri video girati dai residenti, prima e subito dopo l’arrivo dei poliziotti, in cui Fakir è addirittura docile: si stende a terra con le mani dietro la nuca, guardando i due agenti. Uno di loro lo imita, l’altro sorride. Poi gli fanno segno di alzarsi. L’atmosfera è serena, si sente persino la risata di chi riprende. Le domande al pool

 

L’autopsia, che inizierà oggi, darà qualche risposta sulle cause della morte. Se ci siano state violenze o negligenze da parte dei poliziotti e dei soccorritori della Croce rossa, se il 42enne avesse assunto sostanze e se, come dicono i suoi familiari, soffrisse di patologie pregresse. Ma nei quesiti affidati a un pool di consulenti si toccherà anche il tema del decesso come inevitabile: sarebbe stato scongiurato se si fosse intervenuti prima con una sedazione o una rianimazione spinta effettuata da un medico?

ABDERRAHIM FAKIR RIPRESO DALLA BODYCAM DI UN POLIZIOTTO

 

Mentre l’Ausl fa sapere in una nota che la ricostruzione secondo cui i poliziotti avrebbero espressamente chiesto un’automedica alle 12.17 non inviata per indisponibilità «non è confermata al momento dalle registrazioni delle chiamate e dalla documentazione della Centrale 118».

 

Altre fonti parlano invece di una richiesta dell’invio di «sanitari» sul posto, intendendo un equipaggio medico e non semplici soccorritori, di fronte a cui la centrale avrebbe tergiversato considerando l’intervento di routine.

ABDERRAHIM FAKIR

 

[…] è stata perquisita la casa in cui abitava a Borgonuovo di Sasso Marconi, dove risiede anche un cugino, Achraf Fakir, che al termine delle operazioni, concluse con il sequestro di un farmaco antidepressivo che però Abderrahim non voleva assumere, è stato invitato dagli agenti a seguirli in Questura. Per gli inquirenti si è svolto tutto secondo la norma […]

 

2 - ALTERATO AL PARCO GIOCHI E IN UN CONDOMINIO I DUE INTERVENTI DEL 118 PRIMA DELL’ULTIMA CRISI

Video Tg1 Body Cam Abderrahim Fakir 25

Estratto dell’articolo di Daniela Corneo per il “Corriere della Sera”

 

Negli ultimi mesi della sua vita Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino morto ammanettato domenica scorsa al Pilastro, era molto probabilmente attraversato da un tormento che non gli dava tregua.

 

Un disagio che era sfociato, solo nell’ultimo mese, in due episodi che avevano richiesto l’intervento dei sanitari e delle forze dell’ordine. Il 20 giugno scorso, nel primo pomeriggio, era stato soccorso da un’ambulanza del 118 in un’area giochi del quartiere Borgo Panigale: al polso sinistro un taglio che si era auto inferto.

 

Video Tg1 Body Cam Abderrahim Fakir 26

Trasportato all’ospedale Maggiore di Bologna con un codice azzurro, l’uomo, che in triage era arrivato «vigile e orientato», scrivono i medici nel referto, «con umore deflesso, ma tranquillo», aveva però chiesto in quella sede di poter parlare con uno psichiatra. Nello stesso referto gli stessi medici precisano che «il paziente non è seguito dal Centro di salute mentale». E a quanto risulta nemmeno dopo quel grave episodio Fakir sarebbe stato preso in carico da alcun Centro di salute mentale.

 

Solo pochi giorni prima, il 12 giugno, il 42enne era stato segnalato come molesto in un’area condominiale di Castello d’Argile, nella Bassa bolognese. In quella circostanza Fakir, decisamente alterato, aveva disturbato alcune persone ed erano intervenuti sia i carabinieri che l’ambulanza del presidio 118 di Argile, ma in quel caso il 42enne aveva rifiutato il trasporto in ospedale. […] Ma oltre a questi due episodi, negli ultimi mesi risultano almeno altri due «agganciamenti» di Fakir da parte dei sanitari del 118, tutte circostanze in cui il 42enne era stato trovato e soccorso per stati di agitazione e alterazione.

Video Tg1 Body Cam Abderrahim Fakir 23

 

I familiari di Abderrahim hanno riferito ieri che l’uomo avrebbe scoperto recentemente di essere affetto da una patologia, ma per ora dettagli in più non sono emersi. Nonostante il tormento che lo attraversava e che aveva portato all’escalation dell’ultimo mese, fino ai fatti tragici di domenica in via Svevo al Pilastro, Fakir non era stato preso in carico da alcun Centro di salute mentale. Difficile sapere se qualcuno, nei vari approcci sanitari o tra i familiari, lo avesse indirizzato verso quel tipo di percorso che non può prescindere, in ogni caso, dalla volontà della persona di farsi affiancare da specialisti.

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