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QUANTO INCIDE IL “CIRCO MEDIATICO” SUI PROCESSI E SULLE SENTENZE? MOLTO! – FERRARELLA: “SEMPRE PIÙ SENTENZE PALESANO L’INCIDENZA DEL PROCESSO MEDIATICO. IERI I GIUDICI DEL PROCESSO DI BIBBIANO SULL’AFFIDO DI BAMBINI HANNO MESSO IN MOTIVAZIONE CHE DAL GIORNO DEGLI ARRESTI IL ‘CLAMORE MEDIATICO’ È STATO TALE DA AVER ‘TRAVOLTO LE SORTI DI BAMBINI E FAMILIARI, CON CONSEGUENZE NON CALCOLABILI LE VITE DEGLI IMPUTATI’ - E CHI IN SICILIA AVEVA ARCHIVIATO L’ENNESIMA FALSA PISTA SULLA SCOMPARSA DELLA PICCOLA DENISE AVEVA ADDITATO IL ‘MARTELLANTE CORTOCIRCUITO MEDIATICO-GIUDIZIARIO IN GRADO DI FUORVIARE LA GENUINITÀ DI DELICATI ATTI INVESTIGATIVI’ - MA L’ALLARME PIÙ ACUTO È SUONATO UN MESE FA A MILANO NEL...
Estratto dell’articolo di Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”
Da questione quasi solo di bon-ton a fattore di decisioni giudiziarie: sempre più sentenze palesano l’incidenza del processo mediatico, cioè del «circo» parallelo divenuto genere del palinsesto tv di svago e intrattenimento.
Ieri […], i giudici del processo di Bibbiano sull’affido di bambini hanno messo in motivazione che dal giorno degli arresti il «clamore mediatico» […] è stato «tale da avere» non solo «travolto le sorti di bambini e familiari, e con conseguenze non calcolabili le vite degli imputati», ma anche, «per quanto qui rileva, gli stessi testimoni».
E già chi in Sicilia aveva archiviato l’ennesima falsa pista sulla scomparsa della piccola Denise aveva additato il «martellante cortocircuito mediatico-giudiziario in grado di fuorviare la genuinità di delicati atti investigativi».
Ma l’allarme più acuto è suonato un mese fa a Milano, nel modo in cui l’Appello ha motivato le attenuanti generiche ad Alessia Pifferi, valsele 24 anni (anziché l’ergastolo per aver lasciato morire di stenti la figlia di 2 anni) dopo che il primo grado gliele aveva negate per la sua negativa condotta in aula.
Vero, ha scritto la Corte, inventò falsità e infondate accuse altrui. Ma lo fece come «rielaborazione difensiva solo per sottrarsi al “giudizio morale” di un cronachismo distorto», e al «cannoneggiamento televisivo»: la richiesta della difesa di riconoscerle attenuanti «(anche) per il clamore mediatico sofferto dall’imputata sarebbe, in sé, a dir poco singolare e atipica, qui è invece addirittura fondata, e pertanto la si accoglie a elisione dell’aggravante».
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