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“L’E’ VILIPENDIO”! - MATTARELLA IN VISITA SUI LUOGHI DEL TERREMOTO VIENE ACCOLTO DA UNA RAGAZZA SENEGALESE VESTITA DI UN TRICOLORE CON TANTO DI STRASCICO: UN ALLEGRO PISTOIESE LA DENUNCIA PER OLTRAGGIO ALLA NOSTRA BANDIERA
Paolo di Paolo per La Repubblica
C'è una ragazza, e c' è una bandiera. La ragazza si chiama Mbayeb "Mami" Bousso, ha quindici anni e origini senegalesi. La bandiera è quella italiana. La ragazza studia a Mirandola (Modena).
Con un abito tricolore ha accolto, qualche giorno fa, il presidente della Repubblica in visita nei luoghi del terremoto del 2012. Mattarella le ha stretto la mano, ha sorriso. Qual è allora il problema?
Un cittadino pistoiese ha presentato un esposto alla Procura per vilipendio della bandiera nazionale: il vessillo - spiega il firmatario dell' esposto - va usato «in modo dignitoso» e non deve toccare il suolo.
Il lungo abito della ragazza aveva in effetti uno strascico. La notizia potrebbe essere archiviata in fretta come un' intemperanza provinciale travestita da patriottismo. Tuttavia, dice qualcosa sull' uso e abuso dei simboli - tema che alimenta eterne correnti di nervosismo.
Il paradosso è questo: presumendo di difendere un simbolo, perché non sia ridotto a un semplice pezzo di stoffa («la bandiera deve essere sostenuta piatta o in orizzontale, ma sempre in alto e libera di sventolare...»), la si tratta precisamente - e ottusamente - come tale.
La pretesa di accortezze che si hanno per oggetti fragili o reliquie, la dice lunga sulla salute dell' immaginario patriottico. Il firmatario dell' esposto non tiene in conto che la vitalità (e dunque il senso) di un simbolo passa sempre per un' emozione.
E mi pare difficile che ne desti qualcuna la contemplazione di un vessillo piegato e inamidato come un lenzuolo nell' armadio dei nonni.
Che invece l' abbia indossata una ragazza nata in Senegal - un' italiana del presente e del futuro - e che l' abbia fatta sua come un abito (realizzato insieme ai compagni di classe!), è tutto - giocoso, solare, allegro - fuorché offensivo.
Se vogliamo che le bandiere non siano un' arma, come sono state e sono ancora; e se vogliamo che non siano inutili pezzi di stoffa, evitiamo di usarle come paraocchi. E se i "patrioti" devono essere come il firmatario dell' esposto, vale ancora quella scritta fotografata su un muro e da tempo virale: «Immigrati, per favore, non lasciateci soli con gli italiani».
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