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F.Bat. per il “Corriere della Sera”
Se questo è un albergo. Dov' erano le celle e le stanze per la tortura, metteranno 23 camere extralusso. Dove morirono 130 antifascisti e soldati jugoslavi, impiegheranno 200 fra cuochi e camerieri. Si chiamerà Hotel Mamula, ma già lo chiamano l' hotel dell' orrore: un resort cinque stelle sulla minuscola e disabitata isola adriatica di Mamula, davanti alle meravigliose Bocche di Cattaro, in quella che le brochure descrivono come
«la meglio conservata fortezza austroungarica dell' Ottocento» e che la storia conosce come il lager di Mamula, una delle tante «Auschwitz dimenticate» dei Balcani, il campo che Mussolini riservò a 4 mila prigionieri politici fra il maggio 1942 e il giugno '43.
Un anno fa, è stato firmato in sordina un accordo fra il governo del Montenegro dell' eterno Milo Djukanovic e uno dei dieci uomini più ricchi d' Africa, il magnate egiziano Samih Sawiris di Orascom. In questi giorni, è arrivato l' ok del Parlamento di Podgorica: l' ex lager sarà dato in concessione per 49 anni, simbolico affitto di 4 mila euro al mese.
In cambio, Sawiris v' investirà 15 milioni e promette al Montenegro una partecipazione agli utili per 7,5 milioni l' anno, grazie ai prezzi altissimi per dormirvi, ai «due ristoranti migliori del Mediterraneo», a un porticciolo per gli yacht, a una spa, a un nightclub e a un casinò.
Prevedendo le polemiche, il miliardario egiziano aveva promesso d' aprire almeno un piccolo museo che ricordasse la storia tragica di Mamula.
Però nel progetto presentato in questi giorni non se ne fa più cenno, tanto da spingere alla protesta un altro illustre egiziano, Boutros-Ghali, l' ex segretario dell'Onu che ha scritto una dura lettera al presidente del Parlamento montenegrino: «È sorprendente - scrive - che l' unica soluzione per valorizzare la fortezza sia quella d' un suo sfruttamento economico».
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