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“RIDER” PER NON PIANGERE – LE PAGHE DA FAME E I TURNI MASSACRANTI DEI FATTORINI CHE CONSEGNANO CIBO A DOMICILIO PER CONTO DELLE APP SONO SOLO LA PUNTA DELL’ICEBERG – MOLTI DI QUESTI CORRIERI VIVONO IN CASE SOVRAFFOLLATE, AFFITTATE IN NERO DA “CAPORALI” CHE A VOLTE FORNISCONO ANCHE DOCUMENTI FALSI PER PERMETTERE AI RIDER DI LAVORARE – LA CGIL: LA POVERTÀ È DIVENTATA UN'OPPORTUNITÀ DI BUSINESS. IL GHETTO È SUL PIANEROTTOLO MA NESSUNO VUOLE VEDERLO…”

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Estratto dell’articolo di Sara Tirrito per “la Stampa”

 

RIDER - CONSEGNE A DOMICILIO

Vivono anche in dieci in un bilocale. […] Un solo bagno, una sola cucina, letti in cui la testa di uno riposa accanto ai piedi di un altro. Poco importa se alla fine di un giorno di lavoro, con 40 km in bici sulle gambe, si vorrebbe dormire qualche ora. Nel frattempo, il coinquilino ha bisogno di chiamare la moglie che non vede da tre anni, l'altro russa, l'altro ancora cerca di risolvere i problemi con il permesso di soggiorno.

 

[…] A parte rari casi, si inizia alle 8 con la consegna dei caffè e si porta cibo fino alle 16. Poi si riprende alle 18 e si termina anche alle 4 di notte. L'indomani, si ricomincia. Una routine in cui la mancanza di privacy è l'ultimo dei problemi di chi lavora per il food delivery, e la paga per consegna – tra i 2 e i 4 euro lordi – è la punta dell'iceberg che si può certificare.

 

RIDER - CONSEGNE A DOMICILIO

Ma sono i primi esempi di una vita da sfruttati che ha portato più d'uno a entrare in cure psichiatriche, a perdere il lavoro, e a finire nel circolo dell'illegalità. […] «La povertà è diventata un'opportunità di business – spiega Enrico Francia, rider e funzionario Nidil Cgil con delega per la categoria –. I capi rider spesso offrono posti letto in nero a 250 euro con ricovero bici. Non è solidarietà, fanno affari e trasformano le case in dormitori polveriera». […]

 

Dai Bassi di Napoli all'hinterland di Milano ai quartieri di Torino. Qui si vive ammassati anche accanto al centro, in zona Aurora, dove il posto letto in un sottoscala condiviso in 8 persone ha un prezzo di 200 euro a notte. Tutto in nero. Quasi sempre si abita tra connazionali, in subaffitto da un capo che a volte è un rider, altre volte è un caporale.

RIDER - CONSEGNE A DOMICILIO

 

[…] «Il ghetto è sul pianerottolo ma nessuno vuole vederlo», dice Francia. Quella degli appartamenti in cui si vive stipati a decine abusivamente non è l'unica violazione a cui sono esposti i rider. La più comune è che le biciclette su cui si muovono, […] spesso non omologate e che costano in media dai 700 e i 1000 euro, si rompono o vengono rubate.

 

[…] Succede a tutti, e ricomprarla costa un mese di lavoro. L'altra difficoltà è la sospensione delle piattaforme. Avviene principalmente per due motivi: l'applicazione non riconosce il permesso di soggiorno, oppure per ragioni legate alla piattaforma, come la revisione della flotta in base al mercato.

 

Solo così i sindacati riescono a intercettarli. «Si rivolgono a noi per sbloccare gli account. A volte ci riusciamo, altre volte avviamo un'azione legale per farlo – racconta Danilo Bonucci, segretario Nidil Cgil Torino – ma se non riescono a sbloccare la loro utenza o a riparare le bici molti rider escono dal mondo della legalità». Ed entrano in un mercato parallelo.

 

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Il primo caporalato a cui si espongono è proprio quello degli account: «Lo affittano da caporali che gli danno al massimo il 60% del guadagno, e che spesso gli affittano anche le case», raccontano i sindacati. «Dei tremila rider che girano su Torino sospettiamo che circa il 10% possa essere subordinato a un caporale», spiega Bonucci. Nella vita da sfruttati, i sindacati dicono che rientrano due situazioni limite abbastanza frequenti: «Abbiamo notizie di finti Caf che rilasciano documenti falsi da registrare nelle app – racconta la Nidil Cgil – e installano programmi sui telefoni dei fattorini per far sì che accettino più consegne».

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Il problema di fondo resta il compenso: «Con questi salari – dice Francia – non possono condurre una vita dignitosa e si espongono a più forme di sfruttamento». Le violazioni sono palesi ma difficili da fotografare. E si rischia la vita anche solo per il fatto di vivere in subaffitto dal caporale. Il disagio è profondo, ma prevale la paura di denunciare e perdere tutto. […]