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CARAMBA, CHE PORCELLO! - RISCHIA NOVE ANNI DI CARCERE IL CAPITANO DEI CARABINIERI ACCUSATO DI PROSTITUZIONE MINORILE E PEDOPORNOGRAFIA – AVREBBE AVUTO DUE RAPPORTI SESSUALI CON MINORENNI IN CAMBIO DI 50 EURO E LA PROMESSA DI UN IPHONE - NELLA MAGGIORANZA DEI CASI L'UOMO AVEVA CONOSCIUTO LE VITTIME NAVIGANDO SUI SITI WEB UTILIZZANDO NICKNAME FEMMINILI - SECONDO L' ACCUSA IL PROFILO DEI GIOVANI CHE ADESCA HANNO IN COMUNE UNA CARATTERISTICA FONDAMENTALE…
G.D.S. per il “Corriere della Sera - ed. Roma”
Con l' accusa di aver avuto due rapporti intimi con minorenni in cambio di 50 euro e la promessa di un iPhone, A. C., capitano dei carabinieri, rischia nove anni di carcere. Al militare vengono contestate prostituzione e pornografia minorile. Secondo il pubblico ministero Delio Spagnolo che ne ha sollecitato la condanna, C., 39 anni, avrebbe scambiato con i minorenni immagini hot. L' invio di scatti a luci rosse tra l' imputato e le vittime è avvenuto, secondo la procura, senza il passaggio di somme di denaro.
Infine, sempre secondo l' accusa, il carabiniere è accusato di aver ceduto sostanze stupefacenti a uno dei minorenni con cui aveva intenzione di intrattenere un rapporto intimo, poi non avvenuto. Il militare non è stato sospeso dal servizio. L' esito del procedimento disciplinare è, infatti, condizionato alla conclusione del processo penale. «E' un pubblico ufficiale, e come tale spero che sia giudicato con il massimo della severità - dice l' avvocato Vincenzo Perticaro, che assiste uno dei ragazzi costituitisi parte civile -. Il mio assistito è sotto cura da anni».
La vicenda risale al periodo 2013-2015. L' uomo, dalla ricostruzione operata dal pubblico ministero Vittorio Pilla che ha svolto le indagini, conosce nella maggioranza dei casi le vittime navigando sui siti web. Talvolta si avventura ad andare a cercare le «prede» in discoteca. Il profilo dei giovani che adesca, ha, secondo l' accusa, una caratteristica fondamentale: tutti devono essere minorenni, anche se di età mai inferiore ai sedici anni. Ognuna delle sette vittime identificate dalla procura, accetta le proposte del militare.
L' attività più frenetica, C. la conduce sul web, dove contatta i sedicenni utilizzando nickname femminili. Dopo una breve conversazione, convince chi sta chattando con lui a scattarsi delle foto hot, che poi vengono inviate tramite il social network.
Quattro i giovani conosciuti sul web cui la procura è riuscita a risalire. In almeno due occasioni, il militare persuade i sedicenni a un incontro dal vivo. A uno dei due ragazzi, residente al Nord, paga persino le spese di viaggio per venire a Roma. In due casi gli incontri avvengono e il carabiniere, secondo l' accusa, versa quanto promesso. In altre cinque occasioni, invece, qualcosa va storto e l' appuntamento salta. A uno dei minori con cui avrebbe voluto trascorrere dei momenti d' intimità, il carabiniere cede anche dello stupefacente, secondo l' accusa. La sentenza è prevista per il prossimo 12 luglio.
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