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GARLASCO, NON CI CASCO! – RITA PREDA E GIUSEPPE POGGI, I GENITORI DI CHIARA POGGI, NON CREDONO CHE ANDREA SEMPIO ABBIA UCCISO LA LORO FIGLIA E CONTINUANO A SOSTENERE CHE IL KILLER SIA ALBERTO STASI – I LEGALI DELLA FAMIGLIA: “IPOTESI IRREALE, CHE SEMBRA COSTRUITA A TAVOLINO SENZA TENER CONTO DEI DATI GIÀ NOTI. LA DINAMICA DEGLI EVENTI INDICATA NEL CAPO D’IMPUTAZIONE PRESENTA ELEMENTI CHE NON TROVANO RISCONTRI OGGETTIVI SULLA SCENA DEL CRIMINE, SI PARLA DI..."

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1 - I LEGALI DEI POGGI «IPOTESI IRREALE, SEMBRA COSTRUITA A TAVOLINO»

Dal “Corriere della Sera”

 

Rita Preda e Giuseppe Poggi - genitori di chiara poggi

«Non abbiamo nulla da dire». Qualche troupe che si è avvicinata alla villetta di via Pascoli non è riuscita a raccogliere più di questo. I genitori di Chiara Poggi, al momento, preferiscono non fare alcun commento. Com’è noto per loro l’unica verità è quella della Cassazione che ha condannato Alberto Stasi. Non sembrano aver cambiato idea avvocati e consulenti che assistono la famiglia.

 

Sul nuovo scenario che emerge dall’invito a comparire per Sempio i legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna parlano di «ipotesi irreale, che sembra costruita a tavolino senza tener conto dei dati già noti».

 

chiara poggi 7

 E ancora: «Avevamo chiesto di estendere l’incidente probatorio proprio per evitare il proliferare di ricostruzioni infondate sui tanti aspetti che sono già stati ampiamente chiariti da periti e consulenti, ma la Procura di Pavia ha fatto altre scelte. Leggeremo gli atti per capire quali siano state le ragioni di queste scelte».

 

Ancor più netto il consulente Dario Redaelli.

«La dinamica degli eventi indicata nel capo d’imputazione presenta elementi che non trovano riscontri oggettivi sulla scena del crimine, così come documentata durante i sopralluoghi dei carabinieri».

 

andrea sempio

E aggiunge: «Si parla di corpo spinto sulle scale della cantina ma sui primi due gradini ci sono presenti solamente gocciolature, nessuna traccia da trascinamento. Si parla di 4-5 colpi vibrati con violenza tale da cagionare l’ampia frattura cranica in posizione parieto-occipitale sinistra, ma lungo le scale non si riscontrano tracce di sangue dovute al brandeggio del corpo contundente utilizzato oltre alla presenza di schizzi limitati».

 

2 - I POGGI E QUELLE IPOTESI "IRREALI" IL PERITO: RICOSTRUZIONE DUBBIA

Estratto dell’articolo di Paolo Berizzi per “la Repubblica”

 

[…] Per Rita Preda e Giuseppe Poggi — i genitori di Chiara — la verità sull'omicidio della figlia è quella sancita dalla sentenza definitiva della Cassazione del 2015, che ha condannato Alberto Stasi a 16 anni di reclusione. Certo: le prime novità arrivate dalla chiusura indagini della procura di Pavia sono potenzialmente dirompenti.

 

DELITTO DI GARLASCO - SCENA DEL CRIMINE DELL OMICIDIO DI CHIARA POGGI

Ma i Poggi — che non hanno mai smesso di credere alla colpevolezza di Stasi, accertata in ben tre gradi di giudizio — , pur con tutta la cautela del caso, e in attesa di conoscere le "carte" della Procura, sono restii allo stravolgimento del primo verdetto. Ritenendo "irreali" le nuove ipotesi in campo. È l'orientamento condiviso coi difensori che li assistono: il legale storico della famiglia, Gian Luigi Tizzoni, e Francesco Compagna (che assiste Marco Poggi, fratello di Chiara).

 

[…] Sia Compagna che Tizzoni avevano più volte usato parole molto nette rispetto alla riapertura del caso Garlasco. Un «enorme spettacolo mediatico», Compagna. «Facciano tutti gli approfondimenti, noi siamo per la verità, che è già stata accertata»: Tizzoni. Ieri, dopo che per la prima volta è stato reso noto il movente che secondo i pm di Pavia avrebbe spinto Andrea Sempio a uccidere Chiara Poggi e anche la descrizione della presunta fase omicidiaria, è stato il criminalista Dario Redaelli, consulente della difesa Poggi, a esprimersi nel merito.

 

alberto stasi

 Definendo la ricostruzione della procura «incompatibile con la scena del crimine». «La dinamica degli eventi indicata nel capo d'imputazione presenta elementi che a mio giudizio non trovano riscontri oggettivi sulla scena del crimine così come documentata durante i sopralluoghi dei carabinieri della territoriale e dei Ris di Parma», ha detto Redaelli. […]

 

La conclusione a cui giunge il consulente dei Poggi è: «Ho diversi dubbi sulla ricostruzione, ma massima cautela ed assoluta necessità di vedere il materiale investigativo-tecnico raccolto dalla procura». In questi anni, nonostante le nuove indagini e i tentativi di revisione, Rita Preda e Giuseppe Poggi hanno sempre ribadito il punto: non c'è bisogno di altra verità, essendo la sentenza del 2015 considerata definitiva. Quando nel 2025 fu riaperto il caso, i genitori di Chiara avevano infine sbottato: «Siamo stanchi di questo calvario».

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