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“LA PORTA DELL’USCITA DI SICUREZZA ERA CHIUSA E BLOCCATA DALL’INTERNO CON IL CHIAVISTELLO” - JACQUES MORETTI, PROPRIETARIO DEL LOCALE DI CRANS MONTANA NEL CUI ROGO SONO MORTE A CAPODANNO 40 PERSONE, FINITO AGLI ARRESTI, DURANTE L’INTERROGATORIO SI È INCASTRATO DA SOLO. HA AMMESSO CHE L’UNICA VIA DI FUGA ERA CHIUSA A CHIAVE DA DENTRO: “L'HO FORZATA, HO VISTO I PRIMI CORPI. HO PROVATO A SALVARE LA NOSTRA CAMERIERA” – “IL SERVIZIO ANTINCENDIO (DEL COMUNE, NDR) HA FATTO DUE O TRE CONTROLLI IN DIECI ANNI SENZA “RICHIESTE DI INTERVENTI O MODIFICHE”. E POI AMMETTE CHE I DIPENDENTI NON AVEVANO UNA FORMAZIONE CONTRO GLI INCENDIL’INCHIESTA POTREBBE COINVOLGERE IL COMUNE CHE HA AMMESSO CHE NESSUNA VERIFICA È STATA FATTA DAL 2020 IN POI…

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Giuseppe Guastella per corriere.it - Estratti

 

 

Le fiamme stanno facendo strage quando Jacques Moretti tenta di sfondare la porta di servizio posteriore al pianterreno: «Era chiusa e bloccata dall’interno con il chiavistello», «l’abbiamo forzata». Sul pavimento del Constellation devastato trova decine di feriti e una persona morta, la cameriera di 24 anni. Sentito a verbale, l’uomo si accusa con le sue stesse parole, quella porta doveva restare sempre aperta.

 

Jacques e Jessica Moretti

Jacques e Jessica Moretti vengono interrogati come testimoni dalla polizia una decina di ore dopo che, all’1.30 del primo gennaio, è divampato l’incendio che costerà la vita a 40 persone e il ferimento di altre 116, la maggior parte ragazzi. Solo tre giorni dopo i titolari del bar di Crans-Montana in cui a San Silvestro c’erano tra i 300 e 400 clienti, il doppio del consentito, vengono accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi, reati che venerdì hanno portato l’uno in carcere, l’altra ai domiciliari.

 

Le fontane di scintille

«A mezzanotte c’era pochissima gente», comincia Jessica nel verbale riportato dalla tv francese Bfm. Tra pianterreno, interrato e veranda, ci sono appena un centinaio di persone, ma un’ora e mezza dopo il locale si riempie e cominciano le processioni delle bottiglie di champagne con infilate nel collo le fontane di scintille, quelle che innescheranno le fiamme nei pannelli fonoassorbenti non ignifughi che foderano il basso soffitto.

 

Jacques e jessica Moretti

«All’improvviso, ho sentito un movimento della folla. Ho visto le fiamme arancioni in un angolo del bar», «ho subito urlato “uscite tutti”», racconta Jessica che riesce a raggiungere l’ingresso principale, evidentemente dopo aver risalito senza difficoltà la scalinata stretta e ripida che porta al piano superiore e che pochi istanti dopo sarà la trappola mortale per i ragazzi che moriranno nella calca.

 

Attraversa la veranda urlando anche all’addetto alla sicurezza di fare uscire tutti. Poi chiama i pompieri («era l’ 1,28») e il marito che sta al «Senso», un altro loro locale. «Gli ho detto “c’è il fuoco al Constel, vieni subito”. Ero nel panico completo».

 

 

Jacques e jessica Moretti

Jacques arriva in pochi minuti. Tenta di entrare dalla veranda anteriore, si rende conto che «è impossibile» e fa il giro dello stabile per provare dall’ingresso di servizio posteriore al pianterreno che, facendo da porta di sicurezza, non deve essere chiuso. «Di solito non lo era, prova a giustificarsi, inutilmente. Quando riesce a sfondarla, trova sul pavimento decine di persone, anche la cameriera Cyane Panine, che non dà segni di vita. La porta fuori, prova per un’ora a farle il massaggio cardiaco, inutilmente. «Era come una sorella», dirà Jessica Moretti che, un’ora dopo, viene convinta dal marito ad andare a casa dai loro due bambini piccoli: «Le ho detto di non rimanere a vedere questa tragedia, volevo proteggerla».

 

 

Gli inquirenti vogliono informazioni sul locale. «L’ ho rinnovato dalla A alla Z dopo averlo acquistato nel 2015». Jacques ammette di aver posato lui stesso la spugna fono assorbente killer che aveva acquistato in un negozio di bricolage. C’era una uscita di sicurezza in ciascun piano, ma i testimoni hanno detto che a Capodanno era bloccata anche quella di sotto. «Il servizio antincendio (del Comune, ndr.) ha fatto due o tre controlli» in dieci anni senza «richieste di interventi o modifiche», dichiara ammettendo che i dipendenti non avevano una formazione contro le fiamme.

jacques jessica moretti

 

Il Comune ha ammesso che nessuna verifica è stata fatta dal 2020 in poi. Al Constellation le pericolose bottiglie con le scintille erano un classico. «Duravano 30-40 secondi, il tempo del viaggio dal bar al tavoli», ma «non lasciavamo mai che i clienti le maneggiassero. Quando si spegnevano le immergevamo in un bicchiere d’acqua», dichiara Jessica. Come era frequente che una cameriera salisse sulle spalle di un collega agitando la bottiglia con le scintille troppo vicino al soffitto basso: «Non si faceva sistematicamente. Non ho mai impedito loro di farlo, ma non li ho mai costretti». Ed i minorenni dentro illegalmente? «Usavano documenti falsi o di altri sistemi».

 

 

jacques moretti

Un sopralluogo di ufficiali di polizia del servizio cooperazione internazionale del ministero dell’interno italiano, autorizzato dagli inquirenti svizzeri, come anticipato dal Secolo XIX, il 4 gennaio trova sui tavoli bottiglie «tutte con la fontana pirotecnica installata» e, dai colleghi elvetici piuttosto «irrigiditi e frettolosi», la conferma che quella sera era bloccata anche la porta dell’unica uscita di sicurezza del piano interrato. 

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