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ABUSI E COSTUMI - A ROMA, QUATTRO POLIZIOTTI SONO STATI CONDANNATI A 3 ANNI DI CARCERE PER AVER PICCHIATO UN TURISTA CHE LI AVEVA "SCOMODATI" PER SEGNALARE UN GRUPPO DI GIOVANI CHE SGUAZZAVA NELLA FONTANA DEI QUATTRO FIUMI A PIAZZA NAVONA – GLI AGENTI SONO ACCUSTI DI ABUSO D’UFFICIO E OMISSIONE D'ATTI D'UFFICIO PER LA MANCATA IDENTIFICAZIONE DEGLI STRANIERI CHE SI ERANO TUFFATI NELLA FONTANA, MA NEI LORO CONFRONTI ANCORA NON È STATA AVVIATO ALCUN PROCEDIMENTO DISCIPLINARE…
FONTANA DEI QUATTRO FIUMI A PIAZZA NAVONA
Giulio De Santis per il “Corriere della Sera - ed. Roma”
Il loro compito di poliziotti sarebbe stato di identificare e multare chi si era tuffato nella fontana dei Quattro Fiumi. Ma invece di procedere come previsto dalle norme, quattro agenti - secondo il Tribunale che li ha condannati a pene tra i 36 e i 39 mesi di carcere - si sono accaniti contro il turista italo-americano, Giuseppe Mercadante, imprenditore, che li aveva sollecitati a intervenire.
Prima lasciando che uno di loro lo afferrasse per il collo. Poi che venisse preso a pugni. E infine che gli fosse schiacciata con un ginocchio la testa sui sampietrini. Le pene più severe, a tre anni e tre mesi, i giudici le hanno inflitte a Stefano Ciuffetelli e Raffaele Ricciardone. Il primo è il poliziotto che, secondo l'accusa, avrebbe premuto con il ginocchio il volto del turista sulla pavimentazione della piazza. L'altro è un agente della stessa pattuglia richiamata dall'italo-americano.
la fontana dei quattro fiumi in piazza navona
Il Tribunale ha poi condannato a tre anni di carcere Gianluca Mazzara e Franco De Angelis, giunti in piazza Navona durante l'intervento di Ciuffetelli e Ricciardone. Il reato contestato ai poliziotti per il trattamento a cui avrebbero sottoposto il turista è abuso d'ufficio. A Ciuffetelli e Ricciardone è contestata anche l'omissione d'atti d'ufficio per la mancata identificazione degli stranieri, protagonisti in quei momenti dei bagni della fontana.
I quattro imputati appartengono al commissariato Trevi Campo Marzio. Nei loro confronti ancora non è stata avviato alcun procedimento disciplinare. L'episodio risale alla notte del 2 luglio del 2015. Mercadante è a Roma per trascorrere del tempo insieme al fratello e al resto dei parenti.
Quella sera è in giro per il centro storico quando rimane sorpreso che dei turisti stiano facendo il bagno nella fontana, senza che qualcuno li riprenda. Si avvicina a una pattuglia, invitandola a intervenire. Ne nasce una discussione.
Allora Ciuffetelli e Ricciardone gli chiedono i documenti e l'imprenditore mostra loro la patente rilasciata dallo Stato della Virginia. Documento con cui, secondo l'accusa, è difficile l'identificazione della persona. I due poliziotti chiedono a Mercadante - costituitosi parte civile con l'avvocato Gloria Testa - di seguirli nella volante.
Lui si oppone. Ciuffetelli - per il pm - reagisce «ricorrendo a modi non consentiti dalla legge». A quel punto Mercadante si far condurre in commissariato, dove rimarrà fino alle nove del mattino.
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