DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI -…
L’ALPINO INDIGESTO - SCIVOLA SULL’AMACA DI “REPUBBLICA” MICHELE SERRA: “IL PROBLEMA NON SONO GLI ALPINI, SONO I MASCHI. ANCHE TRECENTOMILA COMMERCIALISTI LASCEREBBERO QUALCHE TRACCIA DELLA LORO INVASIONE…” – A SERRA SFUGGE CHE A RIMINI NON ERA IN PROGRAMMA UN CONCERTO DI VASCO ROSSI CON SPINELLO AL SEGUITO, MA LA TRADIZIONALE E STORICA PARATA DEL CORPO DEGLI ALPINI SOTTO IL PATROCINIO DEL MINISTERO DELLA DIFESA E DEL QUIRINALE - ALLORA, NON SI POSSONO TOLLERARE SFILATE IN CUI UOMINI IN DIVISA (E IN BORGHESE) ESPONGONO CARTELLI CON “VIVA LA GNOCCA”, “FIGA AL NASTRO” O INTONANO “SIAMO SEMPRE SULLE CIME, MA QUANDO SCENDIAMO A VALLE ATTENTE RAGAZZINE”
DAGONOTA
Scivola sull’Amaca di “Repubblica” il pur ottimo Michele Serra che nel commentare le bravate imperdonabili (pesanti molestie sessuali) degli alpini al raduno di Rimini sostiene che esse andrebbero “dealpinizzate”. Già, secondo lui “il problema non sono gli alpini, sono i maschi”.
Il pensiero di Serra fin qui fila. Ma fa il suo ragionamento capitola quando aggiunge che in simili affollate manifestazioni “cameratesche” anche trecentomila commercialisti (quelli senza anima?) o i ragionieri (che danno i numeri?) potrebbero, senza consumare grappini, emulare i fanti con la penna nera. Cioè palpare o intimidire le donne. Causa, ovviamente, testosterone impazzito.
A Serra sfugge che a Rimini non era in programma un concerto di Vasco Rossi con spinello al seguito, ma la tradizionale e storica parata del corpo degli Alpini sotto il patrocinio del ministero della Difesa e del Quirinale. Non una gita goliardica o la sagra del capriolo. Bensì un evento ufficiale, amato da sempre dagli italiani.
Ogni anno le amministrazioni che ospitano, con orgoglio, stima e affetto il raduno delle penne nere, si prodigano nel facilitare l’ospitalità ai vecchi e nuovi soldati delle montagne oggi impegnati anche in pericolose missioni di pace. Allora, non si possono tollerare sfilate (o trovare alibi diversivi) in cui uomini in divisa (e in borghese) prima di passare ai fatti espongono cartelli con “Viva la gnocca”, “Figa al nastro” o intonano “Siamo sempre sulle cime, ma quando scendiamo a valle attente ragazzine”.
Certe ostentate dichiarazioni maschiliste in questi anni sono sfuggite (o peggio tollerate) anche dagli organizzatori dell’Associazione nazionale Alpini? Il problema riguarda soprattutto il corpo delle penne nere inquadrato nell’Esercito e non qualche pecora nera sfuggita a chi dovrebbe controllare il gregge senza proteggere il lupo infoiato. E non basta il Figliuolo (prodigo), il generale chiamato a gestire l’emergenza Covid, a cancellare una pagina di storia disonorevole per le penne nere.
michele serra
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ALPINI MOLESTIE
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michele serra
MICHELE SERRA
meme berlusconi alpini
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