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SUONA IL GONG PER LE ONG - SI DIMETTE LA NUMERO DUE DI “OXFAM”, PENNY LAWRENCE, CHE SI E’ ASSUNTA “PIENA RESPONSABILITÀ” PER LE ORGE DI ALCUNI OPERATORI DELL’ORGANIZZAZIONE AD HAITI - LA FASE DUE DELL’INCHIESTA: CI SAREBBE STATA LA COMPLICITÀ (E IL SILENZIO) DI FUNZIONARI MINISTERIALI
1 - SCANDALO OXFAM: SI DIMETTE LA NUMERO 2 DELLA ONG
(ANSA) - Cade una testa eccellente nello scandalo sessuale che ha colpito la ong Oxfam. Si è dimessa la numero due dell'organizzazione, Penny Lawrence, che si è assunta "piena responsabilità" per il comportamento dello staff nel corso delle crisi umanitarie in Ciad e ad Haiti. Ha inoltre ammesso che Oxfam non è riuscita ad agire in modo adeguato nelle due vicende venute alla luce dopo le rivelazioni della stampa britannica.
2 - UE, TOLLERANZA ZERO, ONG CHIARISCA
(ANSA) - La Commissione europea ha "un approccio di tolleranza zero verso qualsiasi accusa di cattiva condotta da parte di organizzazioni che ricevono i nostri fondi. In questo caso specifico ci aspettiamo che Oxfam chiarisca in pieno tutte le accuse con la massima trasparenza, in modo urgente. Siamo pronti a rivedere, e se ce n'è la necessità a cessare i fondi a qualsiasi partner che non rispetti gli alti standard etici". Così una portavoce dell'Esecutivo comunitario.
3 - ANCHE FUNZIONARI IN MIRINO DI DOWNING STREET
(ANSA) - Si apre un fronte anche sulla possibile complicità di alcuni funzionari amministrativi ministeriali britannici nella presunta 'congiura del silenzio' sugli abusi sessuali attribuiti a operatori di ong umanitarie come Oxfam in missione all'estero. Un portavoce di Downing Street, interpellato oggi al riguardo e citato dall'agenzia Pa, si è infatti rifiutato di dire se la premier Theresa May abbia ancora o meno "piena fiducia" in tutti i funzionari del ministero della Cooperazione Internazionale.
L'ex ministra Priti Patel ha denunciato in questi giorni di aver scoperto - quando era alla guida di quel dicastero - tracce di denunce "ben documentate" su una diffusa mole di sospetti nei confronti di personale di diverse associazioni, pur precisando di non essere a conoscenza dello scandalo specifico svelato dai media nel quale risulta coinvolto Oxfam a Haiti nel 2010. Ma ha aggiunto di non aver trovato collaborazione in parte della struttura amministrativa ministeriale, complice a suo dire della "cultura del negare tutto" praticata da varie ong.
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