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STARBUCKS PREDICA BENE MA RAZZOLA MALISSIMO – IL NUOVO CEO DEL COLOSSO DEL CAFFÈ AMERICANO, BRIAN NICCOL, VIVE IN CALIFORNIA E FARÀ IL PENDOLARE CON IL SUO JET PRIVATO, PER ANDARE AL LAVORO, A SEATTLE, A 2MILA CHILOMETRI DI DISTANZA, TRE VOLTE ALLA SETTIMANA – UNA SCELTA POCO AMBIENTALISTA E "STONATA" RISPETTO ALL'OSTENTAZIONE GREEN DELLA MULTINAZIONALE, CHE SUL SUO SITO SBANDIERA LA VOLONTÀ DI RIDURRE LE EMISSIONI DI CARBONIO, ACQUA E RIFIUTI ENTRO IL 2030…
Estratto dell’articolo di Andrea Cuomo per “il Giornale”
[…] Gli ambientalisti americani […] prendono di mira Starbucks, […] che sul suo sito sciorina diligente il suo impegno pluriennale per ridurre le emissioni di carbonio, acqua e rifiuti entro il 2030 attraverso una serie di pratiche virtuose. Obiettivi commendevoli ma che certo non saranno raggiunti grazie al nuovo ceo, che prenderà servizio il prossimo 9 settembre.
Il signor Brian Niccol, infatti avrà alcuni notevoli privilegi […] tra essi anche quello di continuare a vivere in California lavorando in remoto da un ufficio a Newport Beach (affitto e assistente personale a scelta dello stesso ceo a spese della società, naturalmente). Quando vorrà (o dovrà) spostarsi a Seattle, nello stato di Washington, sede storica del marchio della sirena, a poco meno di 2mila chilometri da Newport Beach, il malcapitato potrà viaggiare su un jet privato messo a disposizione da Starbucks fino a una spesa massima di 250mila dollari all’anno.
Peccato che i jet privati siano tra i mezzi di trasporto più inquinanti in assoluto, a causa della loro grandezza e della loro scarsa efficienza energetica in rapporto al ridotto numero di passeggeri trasportati. […]
Ciò che non va giù agli ambientalisti a stelle e strisce è che l’umanità intera pagherebbe un prezzo in termini ambientali al rifiuto di Niccol di trasferirsi a Seattle, percepito come un capriccio. […] Quello del boss del Frappuccino sarebbe un sacrificio accettabile a fronte di uno stipendio base di 1,6 milioni di dollari annui che, tra incentivi, premi e bonus vari può arrivare fino a 113 milioni annui.
[…] Certo che a Starbucks sembrano puntare forte su Niccol: il suo trattamento economico è superiore del 75 per cento a quello non certo miserevole riservato al suo predecessore Laxman Narasimhan, defenestrato all’improvviso prima di Ferragosto. Per lui parlano i numeri: negli ultimi sei anni da ceo della catena di fast food messicano Chipotle, moltiplicando per due i ricavi e per sette i ricavi e facendo lievitare anche gli stipendi e i benefit dei dipendenti. […]
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